L’Associazione Dimore Storiche Italiane inaugura oggi la quinta edizione della manifestazione nazionale “Carte in dimora. Archivi e Biblioteche: storie tra passato e futuro” e affiancherà l’iniziativa del giorno successivo “Domenica di carta” dove, da diversi anni, è prevista l’apertura di Biblioteche pubbliche e Archivi di Stato. Occasioni per entrare in luoghi normalmente riservati alla consultazione e alla ricerca e scoprire documenti, libri, mappe, carteggi, manoscritti e raccolte non solo librarie che raccontano la storia delle famiglie, delle imprese e dei territori.

Oltre centodieci archivi (o biblioteche) storici privati situati in castelli, rocche e ville, saranno visitabili in tutto il nostro Paese per un viaggio attraverso luoghi ricchi di preziose tracce del passato e, i visitatori, potranno ammirare da vicino esemplari rari e di pregio.
“Carte in Dimora” si inserisce nelle attività che l’Associazione promuove durante l’anno per sensibilizzare la società civile e le istituzioni sul ruolo che le dimore storiche ricoprono per il tessuto socio-economico e culturale. Inoltre, l’Associazione, supporta l’iniziativa del Ministero per sottolineare l’unità di intenti culturali, nella consapevolezza che molte dimore storiche posseggono biblioteche ed archivi ricchi di preziose tracce meritevoli di condivisione, al pari di quelle pubbliche.
Gli archivi e le biblioteche storici privati, con le loro carte, libri e manoscritti, rappresentano la testimonianza tangibile dell’evoluzione dei territori e di come le dimore storiche siano un elemento fondamentale e imprescindibile del patrimonio culturale del nostro Paese, grazie anche alla loro presenza capillare e costante in ogni città, comune e borgo d’Italia, di cui non solo rappresentano la storia, ma possono e devono essere perni dello sviluppo sostenibile dei territori che rappresentano, il loro futuro.
Per consultare – suddiviso per regione – l’elenco delle dimore che aderiscono all’edizione 2026 clicca qui.

Dettagli

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locandina 2026
(courtesy Associazione Dimore Storiche Italiane)

IN COPERTINA

L’ingresso di Palazzo Grifoni Budini Gattai sede del Kunsthistorisches Institut di Firenze
foto © Andrea Mancaniello