“Rinuncia alla tua rabbia, mostra che sai cambiare”
Con queste parole Emone chiede a Creonte di non uccidere Antigone, dopo che si è macchiata di un reato contro lo Stato: avere versato terra sul cadavere del fratello Polinice. Scritta da Sofocle circa nel 442 a.C. “Antigone” sbalordisce per l’impressionante attualità dei temi e a Bologna, alle ore 20.15 di giovedì 22 maggio, presso il Teatro del DAMSLab, è in programma uno spettacolo realizzato dalla compagnia Puntozero Teatro – IPM Cesare Beccaria di Milano (anticipato alle ore 19.30 da una presentazione a cura di Rossella Mazzaglia e Filippo Milani).
Il giorno precedente – mercoledì 21 maggio (dalle 19.30 alle 21.30) presso l’Aula VI di via Zamboni 38 – è previsto un seminario pubblico organizzato nell’ambito di “UFO – Università fuori orario”, un talk propedeutico alla visione di “Antigone”, con la partecipazione, tra gli altri, dei già citati curatori del progetto, e del regista Giuseppe Scutellà della compagnia teatrale Puntozero.

L’appuntamento, che conclude il progetto “Rinuncia alla tua rabbia, mostra che sai cambiare”, è il secondo evento della rassegna Classici antichi e nuovi. I Saperi dell’Alma Mater, promossa dall’Ateneo bolognese per affrontare, attraverso la cultura classica, i grandi temi universali che attraversano i secoli, connettendo persone, discipline e saperi in un dialogo ispirato alla creatività e all’innovazione. Il progetto comprende anche un laboratorio intensivo per gli studenti dell’Università di Bologna condotto da Scutellà e dagli attori della compagnia (19-21 maggio).
Il mito di Antigone, in questa rivisitazione di Giuseppe Scutellà rivive attraverso il coinvolgimento degli attori-detenuti dell’Istituto Penale Minorile Cesare Beccaria di Milano. Come ogni anno, dal 2009, “Puntozero” si confronta con uno dei testi cardine del proprio cammino, partendo dai ragazzi dell’Istituto e invitando tutti a una riflessione collettiva su legge (che nella tragedia sofoclea si svela nella sua forma più dura) e coscienza, giustizia e libertà.

Pertanto, non si tratta di una semplice riproposizione, ma di una nuova tessitura nata dentro e fuori le mura di un penitenziario, dove le domande su diritto, giustizia, umanità e libertà risuonano con forza. Antigone diventa così un’eco contemporanea, una voce antica che scava nel presente, solleva dubbi e inquietudini. Lo spettacolo ha come protagonista il coro, vestito di teli e cordami, che, commentando la storia, si muove su una scenografia essenziale, trasformandosi in un unico corpo gestuale e vocale, travolto dal ritmo delle percussioni.
Il coro comunica con il pubblico, lo rende partecipe delle vicende che si svolgono sulla pedana, simbolo di Tebe, della città, della comunità dei cittadini: si crea così un’atmosfera di inquietudine, in cui non si riesce sempre a comprendere chi parli e da quale punto del palco.
Lo spettacolo è introdotto da un’energica performance corale, non a caso denominata proprio Khorós, ideata da Scutellà specificatamente in relazione all’Antigone: un training fisico e vocale del coro – ossia di tutti gli attori – che, sebbene nato come esercizio di riscaldamento, è diventato nel tempo una vera e propria azione scenica. Un’esplosione tribale e liberatoria di corpi e voci, in cui anche gli studenti di Unibo coinvolti nel laboratorio intensivo prenderanno parte, fondendosi con gli attori-detenuti in una vibrante esperienza collettiva.

L’ingresso, sia al seminario pubblico del 21 maggio, sia allo spettacolo Antigone del 22 maggio è libero con prenotazione consigliata. Lo spettacolo sarà fruibile anche attraverso una proiezione in streaming presso l’Auditorium del DAMSLab, a ingresso libero fino a esaurimento posti.