In occasione del 1600° anniversario dalla fondazione, la città di Venezia rende il doveroso tributo al suo figlio musicale più illustre, Antonio Vivaldi (1678-1741), dedicandogli un Festival. Se i grandi compositori non avrebbero bisogno di rassegne annuali per promuovere la loro musica, in realtà, tutti ne hanno almeno uno nella città in cui nacquero per questo è stata finalmente colmata la mancanza di una manifestazione intitolata al più noto compositore della Serenissima.

Sviluppato da un’idea di Enrico Castiglione, regista e direttore artistico, il nuovissimo festival avrà inizio il prossimo martedì – giorno del Solstizio d’autunno – per terminare, dopo un mese, il 21 ottobre con concerti ed eventi – alcuni trasmessi dalla Rai – che si svolgeranno in luoghi storici legati alla memoria vivaldiana.
Riconosciuto dal Ministero della Cultura, ha la collaborazione e il supporto della Regione Veneto e del Comune di Venezia, vede, inoltre, la partecipazione delle maggiori istituzioni cittadine tra cui l’Istituto Italiano Antonio Vivaldi della Fondazione Cini.
La prima edizione, tra la vastissima produzione dei uno dei più rivoluzionari autori del Settecento, darà maggiore spazio alla musica strumentale e sacra, eseguita con il massimo rigore e l’impiego di strumenti originali senza però ignorare ogni altro tipo di interpretazione. Alla alla musica dal vivo si affiancheranno incontri, tavole rotonde e proiezioni per scoprire l’autore delle “Quattro stagioni“.
Enrico Castiglione ha spiegato altresì come il festival focalizzerà su compositori dell’epoca vivaldiana con anche un omaggio a Igor Stravinskij – nel 50° anniversario della morte – che, sepolto a Venezia, non fu certo un suo estimatore.
Dall’edizione 2022 è già programmata l’offerta per iniziare a far apprezzare quel teatro musicale di nicchia così poco conosciuto dal grande pubblico.
Nelle nostre pagine, da anni, cerchiamo di dare spazio alla musica barocca difendendo – se alla base c’è un progetto articolato con intelligenza – la tendenza contemporanea di rivoluzionare la drammaturgia dei testi teatrali. Il teatro barocco può ben sostenere invenzioni anche radicali e, a Venezia, promettono sorprese espressive aderenti al testo e alla musica pur con soluzioni non conformiste o tradizionali proprio perché, il “Prete Rosso”, fu un grande sperimentatore.