
Singolare concerto dedicato all’ultimo castrato, Giovanni Battista Velluti, in cartellone a Napoli al Teatro San Carlo il 30 gennaio.
Presenti due nomi di spicco nel panorama della musica lirica che debuttano a Napoli: il maestro George Petrou e il controtenore Franco Fagioli.
Velluti è considerato l’ultimo dei grandi castrati, debuttò giovanissimo e fu interprete di grande successo per un ventennio circa, dedito particolarmente alle opere di Giuseppe Niccolini e Francesco Morlacchi, tra i suoi ammiratori ci furono Napoleone e Gioachino Rossini, nonostante il cantante fosse noto per i suoi atteggiamenti poco cordiali.
Sembra che Giacomo Meyerbeer abbia scritto la parte di Armando nell’opera “Il crociato in Egitto“ espressamente per lui, la sua interpretazione ebbe un enorme successo e la cantò in molte produzioni.
Sul podio il maestro George Petrou, esperto del repertorio barocco e non solo, che dopo aver iniziato la carriera come pianista si è dedicato alla direzione d’orchestra e alla regia; presente in numerosi teatri nel mondo, partecipa a molteplici e importanti festival, lavorando con celebri orchestre e dirigendo affermati ensemble con strumenti d’epoca. Ha firmato come regista teatrale diverse produzioni di successo, ricevuto numerosi premi e riconoscimenti tra cui quello di Chevalier de l’ordre des Arts et des Lettres dal governo francese.
Questa sera ha messo in mostra tutte le sue capacità dirigendo con assoluta sicurezza la bravissima orchestra del Teatro San Carlo.
Il controtenore Franco Fagioli è una stella che brilla nel firmamento della musica barocca con ampi incursioni in repertori vari, il suo virtuosismo vocale lo rende uno dei più importanti al mondo e vanta una lunga carriera, con esibizioni e strepitosi successi in preziose e fortunate produzioni.

In questa serata, a conferma delle sue doti vocali, ha dato prova di bravura interpretando con indubbia professionalità le numerose e ardue arie previste nel programma, mettendo in luce tutta la sua destrezza vocale e una tecnica perfetta.
Ammalia con la sua intensità e con lo struggimento, stupisce come contemporaneamente può essere credibile nelle arie più movimentate.
Quasi due ore di nobile musica che hanno deliziato il numeroso pubblico presente, che ha accolto con entusiastici applausi questo concerto di musica rara.
La speranza è che sempre più teatri si accorgano dell’immenso patrimonio musicale che ci appartiene e che autori un po’ dimenticati possano essere proposti per vivere la magia di una serata come questa.