Quando Francesco Maria – dannunziano protagonista della Singolare avventura raccontata da Vitaliano Brancati – giunge a Catania dalla piccola Pachino (SR), sceglie per albergo l’Hotel Sangiorgi. All’inizio del Novecento questo era il non plus ultra della modernità: oltre ad essere albergo, la struttura ospitava due sale teatrali in stile Art Nouveau, un cinematografo e un ristorante. Oggi – divenuto Teatro Sangiorgi ed entrato nell’ambito di competenza del Teatro Massimo “Vincenzo Bellini” – è sede della rassegna “Un palcoscenico per la città” voluta dal sovrintendente Roberto Grossi e organizzata dal direttore artistico Francesco Nicolosi.
La sera del 24 febbraio la sala del Sangiorgi ha vissuto nuovamente i fasti del passato ospitando la calorosa “Famiglia canterina” delle Sorelle Marinetti. Queste – al secolo Nicola Olivieri, Marco Lugli e Matteo Minerva – hanno intrattenuto un divertito pubblico insieme ai giovani cantanti Francesca Nerozzi e Jacopo Bruno e al trio jazz dell’Orchestra Maniscalchi.
Ideato da Giorgio Bozzo, tutto lo spettacolo rievoca un’atmosfera d’antan: il nome d’arte del trio si rifà, ovviamente, a quello dell’inventore del Futurismo e persino le tre sorelle sono appellate con nomi che richiamano il meccanico dinamismo dell’epoca (Turbina, Elica e Scintilla).
La famiglia canterina delle sorelle marinetti-foto di gruppo
La ricerca filologica intrapresa dal gruppo presenta al pubblico i grandi successi di quella canzone italiana che si ispirava al jazz e allo swing, raccontati qui attraverso note di costume, aneddoti, storielle e battute che all’incantevole musica accostano una grande simpatia. Riascoltando C’è un uomo in mezzo al mar, La famiglia canterina, Ma le gambe, Ho un appuntamento con la luna, Tulipan, Il pinguino innamorato sfilano davanti agli occhi interiori degli ascoltatori scene di vita dell’E.I.A.R., di maschiette moderne con i capelli corti e gli abiti non troppo castigati, di marinai impenitenti e di innamorati romantici. Le Sorelle Marinetti, grazie ad un falsetto perfettamente controllato, cantano ricostruendo le armonizzazioni del Trio Lescano, risposta italiana alle americane Boswell Sisters e Andrews Sisters. I tre cantanti-attori, oltre a voci tecnicamente ineccepibili, possiedono anche una percezione del tempo rilassata, scattante e agile quando serve ma sempre piena di swing. Non sono mancati momenti solistici pregevoli: Jacopo Bruno, elegantissimo in smoking, ha stupito il pubblico rispolverando Mi ami Mamy a Miami, virtuosistica composizione di Odoardo Spadaro dall’ingarbugliato testo; Francesca Nerozzi, graziosissima nei leggeri abitini anni Trenta, ha conquistato la platea (e perché no, anche la tribuna) con la sua interpretazione di Ma l’amore no, canzone malinconica e sognatrice portata al successo da Lina Termini. A mio avviso spicca però su tutto la versione di Nebbia offerta da Nicola Olivieri; qui Turbina Marinetti – vestendo i panni di Caterinetta Lescano – attinge a un caldissimo registro baritonale che avvolge le orecchie e stringe i cuori.
“La famiglia canterina” è uno spettacolo garbato, divertente e fine pensato per trasportarci in un mondo diverso, indubbiamente idealizzato ma bellissimo; un mondo in cui una canzone, un completo alla Chanel e un amore nel cuore sono sufficienti ad affrontare qualsiasi avversità.

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La Famiglia Canterina delle Sorelle Marinetti La Famiglia Canterina delle Sorelle Marinetti