Inizia questa sera, ore 20.30, nella Sala Grande del Teatro Massimo il “Ciclo Brahms” con il primo dei tre concerti della stagione sinfonica 2019 dedicati al  compositore tedesco. Sotto la bacchetta di Gabriele Ferro, direttore musicale del teatro palermitano, l’Orchestra del  Massimo eseguirà nella prima parte del  concerto una nuova composizione in prima esecuzione assoluta, Sopra il candore della luna, notturno per orchestra di Alessandro Zambito e il Notturno per orchestra di Giuseppe Martucci. Nella seconda parte invece la Prima Sinfonia di Johannes Brahms, che al suo apparire nel 1876 fu salutata come la “decima sinfonia di Beethoven”.

In ‘Sopra il candore della luna‘ Alessandro Zambito (violinista e compositore natao a Palermo nel 1975) utilizza un organico identico alle sinfonie di Brahms. Si tratta di commissione della Fondazione Teatro Massimo che nasce su proposta del M° Gabriele Ferro, un “notturno per orchestra” riferito volutamente ad amosfere notturne e crepuscolari caratterizzati di tanta musica brahmsiana. Altra fonte di ispirazione, fin dal titolo, è una lettera di Galileo Galilei del 1640, appunto Sopra il candore della luna, indirizzata al principe Leopoldo di Toscana (dove vi espose le sue teorie su come la luce della Terra, riflesso del Sole, rischiari la Luna). In quest’atmosfera di luci e ombre è da segnalare la presenza significativa del timpano, strumento solitamente non associato all’idea della notte e che qui, infatti, rappresenta l’uomo, lo stesso Galilei, elemento esterno che studia il paesaggio celeste, mosso «da natural desiderio» di spiegare la causa del suo splendido candore. L’opera, scrive Zambito, «è basata su una serie di micromelodie, che si presentano a volte con straordinaria essenzialità, come nel caso di quelle costituite da una sola nota, e che dialogano tra loro, sovrapponendosi e dando origine a contrappunti di fasce armoniche, o sommandosi per generare frammenti di melodia più lunghi».
Seguirà un secondo Notturno per orchestra, quello di Giuseppe Martucci (Capua, 6 gennaio 1856 – Napoli, 1º giugno 1909), compositore che ebbe tra i suoi modelli anche Brahms. Caso rarissimo, se non addirittura unico, tra i compositori italiani dell’Ottocento, Martucci non si dedicò mai al melodramma e solo raramente alla canzone da camera, concentrandosi sulla musica per pianoforte, da camera e sinfonica e traendo ispirazione dai grandi compositori tedeschi.

Passando alla seconda parte del concerto, Johannes Brahms (Amburgo, 7 maggio 1833 – Vienna, 3 aprile 1897) completò la sua Prima Sinfonia nel 1876: più di venti anni prima Schumann lo aveva esortato a scrivere traendo ispirazione dalle sinfonie di Beethoven. Il grande successo ottenuto dalla Sinfonia alla prima esecuzione è continuato ininterrotto fino ad oggi, e la Sinfonia in Do minore, così come le altre tre che Brahms avrebbe scritto nei dieci anni successivi, sarebbe diventata una delle opere più eseguite dalle orchestre di tutto il mondo e più amate dal pubblico. Con questa sinfonia, al di là della superficiale somiglianza del tema dell’ultimo movimento con quello dell’Inno alla Gioia della Nona Sinfonia di Beethoven (“se ne accorgerebbe qualunque somaro”, commentò Brahms), il compositore, nell’affermare la propria personalità ormai matura, crea, nei quattro movimenti che seguono, la forma classica della sinfonia, un percorso che conduce dal Do minore iniziale, tonalità mesta e raccolta, alla luminosa determinazione del Do maggiore che conclude la sinfonia.

Didascalie immagini

  1. il M° Gabriele Ferro, direttore musicale del Massimo,
    in una passata direzione dell’Orchestra
    foto © Rosellina Garbo
    courtesy Fondazione Teatro Massimo 
  2. prima pagina della partitura della  di Johannes Brahms Sinfonia n. 1 (opera 68)

In copertina un particolare del M° Gabriele Ferro alla direzione dell’Orchestra del Teatro Massimo
foto © Rosellina Garbo
courtesy Fondazione Teatro Massimo

CICLO BRAHMS

Primo appuntamento

  • Alessandro Zambito  
    Sopra il candore della luna, notturno per orchestra
    (nuova commissione del Teatro Massimo)Giuseppe Martucci
  • Notturno per orchestra
     
  • Johannes Brahms
    Sinfonia n.1 in Do minore op. 68
    1. Un poco sostenuto. Allegro
    2. Andante sostenuto
    3. Un poco Allegretto e grazioso
    4. Finale. Adagio. Allegro non troppo, ma con brio

Direttore Gabriele Ferro

Orchestra del Teatro Massimo

 

Il ciclo proseguirà:

– venerdì 24 maggio
con il Requiem tedesco di Brahms, con l’Orchestra del Teatro Massimo ancora sotto la direzione di Gabriele Ferro e il soprano Valeria Sepe, il baritono Albert Dohmen e il Coro diretto da Piero Monti.

– giovedì 30 maggio
quando a dirigere l’Orchestra del Teatro Massimo sarà Jader Bignamin per altri due capolavori brahmsiani: il Secondo Concerto per pianoforte e orchestra, solista al pianoforte Sergei Babayan, e la Quarta Sinfonia.
 

Dove e quando

Evento: Teatro Massimo – piazza Verdi – Palermo
  • Date : 19 May, 201930 May, 2019