La Sinfonia n. 2 in do minore detta “Resurrezione” per soli, coro e orchestra di Gustav Mahler è la proposta dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, e del suo Direttore emerito Fabio Luisi, per il concerto inaugurale della Stagione 2022/2023, in programma domani, mercoledì 19 ottobre, alle ore 20:00 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino. Tutto esaurito da tempo con trasmissione in diretta TV su Rai5, su Radio3 e in live streaming su RaiPlay.
Dopo la replica di giovedì 20, il concerto sarà proposto anche al Teatro Nuovo Giovanni da Udine venerdì 21 ottobre, in occasione del 25° anniversario della costruzione del teatro principale del capoluogo friulano.

“Resurrezione” è un’opera sinfonico-corale dalle proporzioni monumentali, simbolo della spiritualità trionfatrice sulla morte. Composta fra il 1888 e il 1894, cioè iniziata da un ragazzo di ventotto anni e terminata, sei anni dopo, da un uomo piuttosto famoso, già direttore del Teatro dell’Opera di Budapest e di Amburgo.
La Seconda Sinfonia è il lavoro che ha richiesto il tempo di gestazione più lungo e, durante la stesura, Mahler elaborò progressivamente la consapevolezza di aver raggiunto l’età matura, anche grazie ai recenti successi come direttore d’orchestra, che gli conferiva un’autorità completamente nuova.

I primi tre movimenti furono diretti dallo stesso compositore il 4 marzo 1895 a Berlino, senza particolare successo, mentre, la prima esecuzione integrale, il 13 dicembre dello stesso anno, sempre a Berlino, decretò un vero trionfo di pubblico. Successo dovuto all’aggiunta del Lied per contralto Urlicht (Luce primordiale), tratto dalla raccolta di canti popolari curata da Arnim e Brentano Des Knaben Wunderhorn (Il corno magico del fanciullo), e dell’ultimo tempo, che incorpora l’intervento di coro, soprano e contralto sul testo dell’ode Die Auferstehung (La resurrezione) di Friedrich Klopstock.
Gustav Mahler parla a tutta l’umanità, veicolando un messaggio di fede che nel bagliore accecante della luce passa dal Giudizio Universale alla Resurrezione di tutte le anime che, in questo particolare momento storico, può assumere connotazione di speranza per un titolo anche altamente significativo per la recente storia dell’Orchestra Rai.

Infatti, venne eseguito nel gennaio 2006, sotto la bacchetta di Raphael Frühbeck de Burgos, per la riapertura dell’Auditorium Rai di Torino dopo otto anni di restauri. Negli anni seguenti fu riproposto nel marzo 2014 da Juraj Valčuha e nel gennaio 2020 da James Conlon.
Domani, la sinfonia che coinvolge oltre centodieci strumentisti sul palco, cui si aggiungono un coro di settanta voci e due cantati soliste, sarà chiamata a rappresentare un ritorno alla sontuosa normalità di una grande orchestra sinfonica dopo la programmazione a ranghi ridotto resasi necessaria negli scorsi anni a causa della pandemia.
A interpretarla, accanto a Fabio Luisi – che ricopre prestigiosi incarichi presso l’Orchestra della Radio Danese, la Dallas Symphony Orchestra e la NHK Symphony Orchestra di Tokyo, e che nel corso della stagione Rai dirigerà cinque diversi concerti – sono chiamati il Coro del Teatro Regio di Torino diretto da Andrea Secchi e le voci soliste del soprano Valentina Farcas e del contralto Wiebke Lehmkuhl.