La 12ª edizione della Festa del Cinema di Roma oggi in chiusura sarà ricordata anche per la presentazione ufficiale dell’ACMF l’Associazione Compositori Musica da Film, recentemente costituita allo scopo di rivendicare attenzione e dignità culturale per questa professione penalizzata da una colpevole disattenzione legislativa, tutta italiana.
Finalmente la riforma del settore audiovisivo tanto attesa – ispirata al modello francese come suggerito anni fa in un apposito incontro promosso a Firenze da Francesco Ranieri Martinotti, direttore di France Odeon – è in via di approvazione definitiva del parlamento, ma la composizione di musica originale per le colonne sonore non è presa in considerazione nel nuovo testo e manca di qualsiasi collocazione nella pianificazione dei costi. In un momento di crisi come quello attuale, in cui spesso i musicisti sono sostituiti da strumenti virtuali offerti dalle nuove tecnologie, una totale mancanza di regole rischia di decretare la morte di una tradizione artistica che proprio in Ennio Morricone, presidente onorario dell’ACMF, ha una delle figure più illustri del settore a livello internazionale.
A chi nutre dubbi sull’importanza capitale della musica nella riuscita di qualsiasi opera cinematografica, è indispensabile la visione del documentario Score – la musica dei film di Matt Schrader, già distribuito nelle sale in Canada e negli Stati Uniti, domani sera 6 novembre in anteprima su Studio Universal e presto disponibile anche in Italia sulle principali piattaforme digitali.
Dedicato alla memoria di James Horner, doppio premio Oscar per musica e canzone del Titanic di James Cameron scomparso in un incidente aereo, il film ripercorre la storia delle colonne sonore attraverso numerose testimonianze di critici e addetti ai lavori, partendo dal King Kong del 1933, primo lungometraggio a fare un utilizzo innovativo di una partitura originale sinfonica, appositamente composta da Max Steiner. Prima di allora, soprattutto nell’era del muto, la musica suonata spesso dal vivo nei cinema durante gli spettacoli serviva più che altro a coprire il forte rumore del proiettore, senza avere nessuna connessione emotiva col racconto sullo schermo.

Dalla colonna sonora di Alex North per Un tram che si chiama desiderio di Elia Kazan che introdusse sonorità jazz capaci di avere forte influenza sulle produzioni a seguire, alla grandezza di Bernard Herrmann che inventò un lessico acustico privo di senso staccato dalle immagini – esempio più famoso la nota di violino ripetuta ossessivamente sotto la doccia di Psyco, indispensabile all’efficacia della sequenza, ma senza motivo di esistere fuori dal film – dai temi diventati patrimonio collettivo universale come lo stacco firmato John Barry per l’agente 007 o il tema de La pantera rosa di Henry Mancini, fino al genio di John Williams che seppe fare con un pugno di note un uso narrativo determinante della colonna sonora; come per il minaccioso avvicinarsi de Lo squalo o le cinque mitiche note del linguaggio alieno di Incontri ravvicinati del terzo tipo.

Una cavalcata appassionante nella Storia del Cinema, che pone l’accento sul livello narrativo più profondo rappresentato dalla musica nei film, accompagna lo spettatore alla scoperta di un mondo sconosciuto ai più. Il canadese Howard Shore svela come poche battute ricorrenti nello score della saga de Il Signore degli Anelli evochino ogni volta il legame di amicizia tra i personaggi, amplificando il pathos di un addio o di momenti che diventano toccanti anche per questa sottotraccia emotiva; David Arnold introduce nei londinesi Air Studios allestiti dal produttore dei Beatles in una chiesa sconsacrata, rivelando l’importanza del luogo in cui si sceglie di registrare il commento musicale; il newyorkese Marco Beltrami mostra le possibilità sperimentali che offrono gli investimenti nelle produzioni di Hollywood, con un vecchio piano esposto alle intemperie e il tentativo di accordare anche il soffio del vento attraverso cavi tesi fuori dallo strumento.

L’alta professionalità dei turnisti che compongono le orchestre a disposizione per incidere le colonne sonore, capaci di esecuzioni precise e immediate alla prima lettura dello spartito seguendo un metodo ben collaudato, stride con la scarsa attenzione che in Italia si dà alla composizione di musica originale da film. Atteggiamento incomprensibile in un Paese che ha saputo produrre artisti assoluti come Nino Rota – autore di melodie immortali per i film di Federico Fellini, che ha firmato tra gli altri Il gattopardo di Luchino Visconti e Il padrino di Francis Ford Coppola – o Ennio Morricone, le cui innovazioni nella musica da western sono ancora dopo mezzo secolo punto di riferimento imprescindibile per chiunque voglia approcciare il genere con nuove partiture; nomi indissolubilmente legati al nostro cinema migliore.

Score – la musica dei film è un appassionato atto d’amore per questo linguaggio universale, unico in grado di raggiungere le corde più profonde dell’anima; forse una proiezione a beneficio dei legislatori che possono ancora arricchire il testo della riforma sarebbe molto utile.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Logo dell’ACMF Associazione Compositori Musica da Film
  2. Locandina italiana di Score - la musica nei film
  3. Ludwig van Beethoven, il primo ad aver costruito intere sinfonie sul ricorrere di un solito frammento di poche note / Alex North autore della partitura jazz per Un tram che si chiama desiderio di Elia Kazan
  4. L’ipnotica partitura di Bernard Herrmann per La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock / La celebre musica di 007, ormai il suo biglietto da visita, composta da John Barry / John Williams ha creato il linguaggio alieno per Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg
  5. La forza dei richiami melodici nella saga de Il signore degli anelli / Howard Shore / Marco Beltrami / John Williams dirige l’orchestra in una sessione per la colonna sonora di Guerre Stellari - il ritorno dello Jedi
  6. Clint Eastwood pistolero per Sergio Leone sulle mitiche partiture di Ennio Morricone / Danny Elfman / Elliot Goldenthal / Quincy Jones / Hans Zimmer

© 2017 Epicleff Media LLC

IN COPERTINA
Sessione di registrazione per colonne sonore, i fiati
© 2017 Epicleff Media LLC

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Score - a film music documentary
  • Regia: Matt Schrader
  • Con: David Arnold, Tyler Bates, Christophe Beck, Marco Beltrami, Paul Broucek, Jon Burlingame, James Cameron, Michael Danna, John Dabney, Alexandre Desplat, Patrick Doyle, Danny Elfman, Steve Erdody, Dave Ewart, Bill Field, Elliot Goldenthal, Harry Gregson-Williams, Tom Holkenborg, Junkie XL, Steve Jablonsky, Henry Jackman, Quincy Jones, Joe Kraemer, Richard Kraft, Robert Kraft, Mitchell Leib, Shawn Lemone, Christopher Lennertz, Deborah Lurie, Leonard Maltin, Dario Marianelli, Garry Marshall, Bear Mc Creary, Moby, Mark Mothersbaugh, Amos Newman, David Newman, Randy Newman, Thomas Newman, Heitor Pereira, Conrad Pope, Rachel Portman, John Powell, Trevor Rabin, J. Ralph, J.A.C. Redford, Trent Reznor, Atticus Ross, Doreen Ringer Ross, Buck Sanders, Howard Shore, Siu-Lan Tan Ph.D., Steven Spielberg, Robert Townson, Joseph Trapanese, Brian Tyler, Mervyn Warren, John Williams, Christopher Young, Hans Zimmer
  • Sceneggiatura: Matt Schrader
  • Fotografia: Kenny Holmes, Nate Gold
  • Musica: Ryan Taubert
  • Montaggio: Kenny Holmes, Matt Schrader
  • Produzione: Robert Kraft e Trevor Thompson con Nate Gold e Kenny Holmes insieme a Mubarac Alsabah, Damien Mazza, Lincoln Bandlow, John L. Savva, Daniel Gabriel e Ryan Taubert in associazione con Crystal Chavarria, Dan Goldwasser, Jeffrey D. Burson, Susanna Quagliariello, Michael Click, Tim Spriggs, Loran Alan Davis e David Syner per Epicleff Media Production in associazione con Filmscore LLC con il supporto dei Soundbite Studios e il contributo di 1827 donatori da 43 Paesi diversi del mondo
  • Genere: Documentario
  • Origine: USA, 2017
  • Durata: 92' minuti