Oggi, in occasione della Giornata Internazionale della donna, (e poi il 22 marzo sempre alle ore 16:00 e a ingresso gratuito) nella sala Buonumore del Conservatorio di Musica “Luigi Cherubini” di Firenze sono proposte due Scene da concerto (parte I e II, titolate “La musica dell’ardore”) per offrire un ritratto a tutto tondo del compositore francese Albéric Magnard (Parigi, 9 giugno 1865 – Baron, 3 settembre 1914) e della sua opera, incentrandosi rispettivamente su due pagine strumentali che ripercorrono a rovescio la sua parabola creativa di musicista: la tarda Sonata per pianoforte e violoncello op. 20 (1910) e il giovanile Quintetto per pianoforte e fiati op. 8 (1894). Attorno a questi brani, “protagonisti” principali di spettacoli eseguiti dal vivo, si svolge un percorso conoscitivo, poetico e interpretativo nel quale s’intrecciano parole, suoni e immagini, con vari riferimenti all’opera di Magnard, ma anche a quella di altri compositori francesi. Musicista oggetto di una clamorosa riscoperta e, fino ad oggi, poco conosciuto, in conflitto con il mondo dell’alta borghesia da cui proveniva – anche per lo sdegno che “l’affare Dreyfus” aveva prodotto in lui – abbandonò Parigi, la vita sociale e musicale, ritirandosi in campagna, a Baron sur l’Oise, dove trovò una morte tanto precoce quanto sconcertante e che, per un momento, gli valse una straordinaria notorietà. Le ventuno opere sopravvissute ci restituiscono una personalità artistica forte e inconfondibile, nella quale il culto per Beethoven, Schumann e Wagner non impedisce il definirsi di un’identità spiccatamente francese, legata alla tradizione, lontana dal modernismo di Debussy, e che mostra un singolare elemento di radicalismo, ricerca e impegno compositivo estraneo alle suggestioni simboliste, estetizzanti e decadentiste. Un Magnard che lotta da compositore, come anche da uomo, per un’arte che parli della vita, del destino, della verità, dell’intreccio di dolore e speranza che segna l’esistenza.

A cura di Maurizio Biondi, docente di Storia della Musica al “Cherubini”, ideatore e curatore di questa nuova formula di spettacolo che propone un’esperienza altamente immersiva su più livelli di lettura, includendo una voce recitante che interagisce con esecutori, partiture e pubblico, e l’ascolto delle pagine di Magnard che diventa un sorprendente “laboratorio” partecipato.
La Scena da concerto è quindi un’esecuzione musicale che, pur conservando la sua specificità e la dimensione del concerto, viene calata in una pièce teatrale con l’intento di far interagire suoni e parole in forma nuova, stringente, di intrecciare il pensiero della musica con il pensiero sulla musica, di far sì che quest’ultima diventi materia rappresentativa a partire dai modi stessi del suo rappresentarsi, del suo “mettersi in scena” attraverso i suoni. La voce recitante spazia dalla parafrasi poetica alla riflessione critica, interagisce con gli esecutori, interroga l’opera e, a volte, la ricompone in vari modi, dando vita a un vero e proprio laboratorio compositivo, ma in modo ludico e senza ricorrere ad alcun tecnicismo. Dunque, un approccio spiccatamente teatrale, che però pone al centro la musica e, anche nei momenti più estrosi e apparentemente divaganti, contiene sempre qualche riferimento – storico, estetico, analitico – ai brani, come un’implicita funzione di guida all’ascolto, se non anche di vera e propria educazione auditiva. In questo senso, la Scena da concerto offre molteplici livelli di lettura e si indirizza a ogni genere di pubblico.

I due appuntamenti programmati, sono:
– oggi con Lucio Labella Danzi violoncello e Giampaolo Nuti pianoforte, interpreti della Sonata per violoncello e pianoforte, op. 20;
– sabato 22 marzo con Altea Maffei flauto, Tommaso Rossi oboe, Luca Pollastri clarinetto, Leonardo Paoli fagotto, Fabio Pratesi pianoforte, classe di musica da camera della professoressa Daniela De Santis, impegnati nel Quintetto per flauto, oboe, clarinetto, fagotto e pianoforte, op. 8.
Il professor Biondi spiega: “La particolarità della musica di Magnard offre lo spunto per smontaggi e rimontaggi, come anche per comparazioni e riscritture di certi passaggi. Al tempo stesso, questo ‘giocare con i suoni’ rimanda costantemente a certi specifici contenuti biografici, storici ed estetici che stanno dietro agli aspetti propriamente compositivi. Da tutto questo, scaturisce una forma nuova di spettacolo che unisce elementi artistici e didattici, creativi e divulgativi. Da sottolineare che, in questo caso, la Scena da concerto si integra in modo sostanziale all’attività del Conservatorio Cherubini: fa parte di un corso sulla musica francese per il corrente anno accademico e si propone anche, con le esecuzioni musicali, di valorizzare le risorse umane (docenti e studenti) di questa istituzione”.

Ogni ulteriore informazione e dettaglio Conservatorio di Musica “L. Cherubini”

Dettagli

Programma delle due Scene da concerto 

  • Sabato 8 marzo ore 16.00
    in occasione della Giornata Internazionale della Donna
    Parte I
    Maurizio Biondi
    La musica dell’ardore
    Scena da concerto su musiche di Albéric Magnard
    Sonata per violoncello e pianoforte, op. 20
    I Sans lenteur
    II Sans faiblir
    III Funèbre
    IV Rondement
    Lucio Labella Danzi violoncello
    Giampaolo Nuti pianoforte
  • Sabato 22 marzo ore 16.00
    Maurizio Biondi
    La musica dell’ardore
    Scena da concerto su musiche di Albéric Magnard
    Quintetto per flauto, oboe, clarinetto, fagotto e pianoforte op. 8
    I Sombre
    II Tendre
    III Léger
    IV Joyeux
    Altea Maffei flauto
    Tommaso Rossi oboe
    Luca Pollastri clarinetto
    Leonardo Paoli fagotto
    Fabio Pratesi pianoforte
    Classe di Musica da camera della prof.ssa Daniela De Santis

Didascalia immagine

un ritratto di Albéric Magnard

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(courtesy Ufficio stampa Conservatorio di Musica “Luigi Cherubini”)

 

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Conservatorio di Musica “L. Cherubini” - Piazzetta della Belle Arti, 2 - Firenze
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Date: 08 Marzo, 2025 - 22 Marzo, 2025