In cartellone al teatro dell’Opera di Firenze un concerto straordinario del tenore Juan Diego Flórez considerato, a ragione, tra i più grandi interpreti rossiniani al mondo.
Folgorante carriera iniziata da giovanissimo e, a soli ventitré anni, si trova improvvisamente a cantare in un ruolo da protagonista – Corradino ne “La Matilde di Shabran” – sul palcoscenico rossiniano di eccellenza, proprio quello del Rossini Opera Festival di Pesaro.
Presente per un ruolo marginale, senza preavviso viene chiamato a sostituire “al buio” un collega improvvisamente indisposto. Evento che lo ha consacrato e lanciato nel firmamento delle stelle dell’opera.

Da quel magico momento Flòrez è stato acclamato in tutti i teatri più importanti iniziando una carriera che, nei tempi moderni, non ha eguali superando anche quella di colleghi illustri appartenenti ad altre generazioni. Dotato di un talento naturale, la sua voce incredibile e di grande estensione, ha creato numeri vocali scolpiti nella storia: nel 2007 al Teatro alla Scala concede il bis della Cavatina “Ah, mes amis“ dalla Fille du régiment di Donizetti cantando i nove “do” con una facilità disarmante e infrangendo un tabù che durava da più di ottanta anni – numero vocale già provato anche in altri teatri – provocando il delirio tra il pubblico esultante.
Recentemente, nel 2016, ha festeggiato a Pesaro i venti anni di carriera con un memorabile concerto in cui ha ripercorso i ruoli rossiniani a lui congeniali, in quell’occasione gli è stata conferita la cittadinanza onoraria. Impegnato anche nel sociale, nel 2011 ha fondato “ Sinfonía por el Perú “ in aiuto a bambini ed adolescenti bisognosi.

Firenze lo ha visto sul palcoscenico della Pergola, giovanissimo ne “Le compte Ory” nel 1998 ed in Falstaff diretto da un giovane Antonio Pappano sempre nello stesso anno.
Mercoledì scorso, dopo quindi ventidue anni di assenza, il tenore peruviano, ha offerto al pubblico un concerto con un programma che spaziava da Rossini a Puccini, deliziando con la bellezza del suo timbro, la facilità con cui canta gli acuti e i sovracuti e la sua eleganza innata che lo ha reso credibile in tutti i personaggi affrontati.

Si inizia con ruoli a lui molto adatti del Cigno di Pesaro per poi passare a Bellini e Donizetti. Pubblico in visibilio dopo “Tombe degli avi miei” cantata con un pathos magico. Dopo una breve pausa di alcuni minuti inizia il repertorio francese: Offenbach, Bizet,Gounod e Massenet e, anche qui, ha evidenziato una grande tecnica e un’ottima interpretazione.
Il concerto finisce con Puccini “che gelida manina“ cantata in maniera impeccabile.
Poi iniziano i bis con la chitarra canta “parlami d’amore Mariù”, a seguire un repertorio in lingua spagnola di brani meravigliosi tra i quali “El día que me quieras”.

Fine col botto, “Nessun dorma” che ha provocato tra il pubblico, oltre a una standing ovation, un delirio di applausi e grida di consenso.
Nessuno voleva che finisse, così ha concesso un ulteriore bis di “Che gelida manina”. Concerto accolto da un pubblico veramente entusiasta, interminabili applausi e fragoroso consenso. I complimenti vanno anche al direttore Carlo Rizzi e alla straordinaria orchestra del Maggio Musicale Fiorentino.

Chi, come noi, che abbiamo seguito la sua carriera dall’inizio, ha avuto modo di accorgersi come la sua voce sia cambiata conservando lo smalto giovanile e migliorando molto nella tessitura centrale, permettendogli di affrontare ruoli diversi, mantenendo la bellezza del timbro, del fraseggio.
Il tempo che passa ha portate a questo grande interprete un valore aggiunto nella sua voce e, a Firenze, ne abbiamo avuto una prova eclatante assistendo alla raffinatezza di un concerto di un cantante che ha già scritto la storia del belcanto e non solo.

Didascalie immagini

foto 1  Juan Diego Flórez passeggia
nel centro di Firenze (fonte)

foto da 2 a 5 Juan Diego Flórez durante il concerto
© Michele Monasta –
courtesy Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

In copertina uno dei tanti momenti di applausi
© Michele Monasta
– courtesy Teatro del Maggio Musicale Fiorentino 

 

 

Programma

Gioachino Rossini
Il barbiere di Siviglia, sinfonia
Ermione: “Reggia abborrita!”
La pietra del paragone: “Quell’alme pupille”

Vincenzo Bellini
Norma, sinfonia
Norma: “Meco all’altar di Venere”

Gaetano Donizetti
Lucia di Lammermoor: “Tombe degli avi miei… Fra poco a me ricovero”

Jacques Offenbach
Les contes d’Hoffmann: “Va pour Kleinzach!”

Georges Bizet
Carmen, entr’acte

Charles Gounod
Faust: “Salut! demeure chaste et pure”

Jules Massenet
Manon: “Ah! fuyez, douce image, à mon âme trop chère”

Giacomo Puccini
Manon Lescaut, intermezzo
La bohème: “Che gelida manina!”

Direttore Carlo Rizzi

Tenore Juan Diego Flórez

Accompagnato da Antonio Garès

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

la recensione si riferisce al concerto dello scorso
30 settembre 2020