Giunto alla ventunesima edizione, forse sarà per campanilismo, ma l’appuntamento con il Concerto di Capodanno in Fenice (trasmesso da Raicultura in diretta televisiva su RaiUno), non ha davvero nulla da invidiare al tradizionale appuntamento con quello dell’Orchestra Filarmonica di Vienna. Fabio Luisi ha guidato magistralmente l’Orchestra e il Coro (preparato da Alfonso Caiani) del Teatro La Fenice e i due solisti, il soprano Eleonora Buratto e il tenore Fabio Sartori, in un programma composto di due parti: una prima esclusivamente orchestrale con l’esecuzione della Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 73 di Johannes Brahms, e una seconda dedicata al melodramma, con una carrellata di arie e passi corali dal repertorio operistico più amato, oltre a un Omaggio ai settant’anni della televisione italiana con un medley musicale delle sigle più amate del palinsesto (la seconda parte del programma è stata trasmessa in diretta televisiva da RaiUno poi riproposta in differita su Rai5).

È stata una ‘festa’ della musica, celebrata da grandi interpreti e resa speciale dal calore del pubblico. Molto apprezzati anche gli allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala che hanno danzato su coreografie di Frédéric Olivieri, nei video di accompagnamento alla musica trasmessa in diretta e registrati al Teatro Malibran e in altri luoghi cult di Venezia. Dall’altra il pubblico, quello che ha gremito la sala di Campo San Fantin e quello, che, da casa, ha raggiunto il 23,9 % di share.

Il concerto si è aperto con la Seconda Sinfonia di Brahms composta, quasi di getto, nell’estate del 1877 durante il felice periodo di vacanza trascorso a Pörtschach, in Carinzia, e poi completata a Lichtental, nei pressi di Baden-Baden, dove il musicista si era recato per il compleanno di Clara Schumann. Il pubblico in sala ha potuto apprezzare l’esecuzione di questa pagina sinfonica di assoluta bellezza, che debuttò il 30 dicembre 1877 nell’esecuzione dei Filarmonici di Vienna diretti da Hans Richter ottenendo, fin da subito, un immediato e sincero successo.

La seconda parte del concerto ho proposto una carrellata di brani amatissimi del repertorio lirico firmati Verdi, Puccini e Ponchielli, con un excursus nel mondo della musica per il piccolo schermo. Dopo il coro ‘veneziano’ di Giuseppe Verdi tratto dai Due Foscari: «Alla gioia… Tace il vento, è quieta l’onda», l’intermezzo orchestrale dalla Manon Lescaut di Puccini ha fatto da introduzione a due pagine celeberrime dalla Tosca, interpretate rispettivamente dal tenore e dal soprano: «E lucean le stelle» e «Vissi d’arte». Ancora il Coro del Teatro La Fenice è stato protagonista nel brano della Traviata di Giuseppe Verdi «Di Madride noi siam mattadori». A seguire, le sigle più celebri della Rai: dall’apertura della trasmissione Guglielmo Tell alla sigla dell’Eurovisione, passando per le musiche divenute iconiche di Tg1, Carosello, Che tempo fa, Studio Uno, Pinocchio e Gian Burrasca.

Il programma è proseguito con i grandi classici del repertorio melodrammatico: di Puccini sono stati eseguiti il coro a bocca chiusa e «Un bel dì vedremo» da Madama Butterfly; e «Nessun dorma» da Turandot; di Ponchielli la splendida Danza delle ore dalla Gioconda.
Il finale è stato, come ormai consuetudine, con tre brani corali di grandissima presa: «Va, pensiero, sull’ali dorate» dal Nabucco di Verdi, «Padre augusto» dalla Turandot di Puccini e l’immancabile brindisi «Libiam ne’ lieti calici» di nuovo dalla Traviata.
Bravissimi tutti e viva la grande e autentica professionalità.

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alcuni scatti durante il
Concerto di Capodanno in Fenice
foto © 2024 Michele Crosera
courtesy Fondazione Teatro La Fenice