Mentre il Magazine era in vacanza e la città di Firenze ancora avvolta dai torpori estivi, presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi è avvenuta la presentazione di una nuova importante acquisizione. Nell’ultimo anno infatti, grazie ad alcuni acquisti mirati, varie opere cartacee che sovente rappresentano degli unicum nella carriera di certi autori, hanno trovato un’appropriata collocazione all’interno della collezione per sua natura composta da capolavori e pezzi rari come quella della galleria fiorentina.

I primi ad arrivare sono stati i fogli opistografi di Giovanfrancesco Rustici (1474-1554) e Giovanni Catesi, acquistati ad un’asta di Christie’s a New York il 30 gennaio e giunti a Firenze a maggio.
Come sottolinea Marzia Faietti, coordinatrice della divisione Educazione, Ricerca e Sviluppo delle Gallerie degli Uffizi e Curatore dei Disegni, chiarendo i motivi della scelta: “I disegnatori rari o, allo stato attuale delle conoscenze, scarsamente documentati hanno sempre incuriosito i collezionisti del passato e continuano ad affascinare anche oggi i musei. Rarità, nel caso del foglio recto e verso di Giovan Francesco Rustici, e addirittura unicità in quello, ugualmente disegnato su entrambe le facce, attribuito a Giovanni Catesi, sono parole che descrivono in modo sintetico le ragioni del nostro interesse. Se l’opera di Rustici si affianca ad altri due fogli di sicura autografia conservati al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi, il disegno assegnato a Catesi, sulla base di un’antica iscrizione e di motivazioni stilistiche, è un unicum. Eseguiti a penna e inchiostro (totalmente il primo e in grande prevalenza il secondo, dove è aggiunta anche la pietra rossa), in una tecnica cioè considerata all’epoca espressione di grande perizia, illustrano assai bene il passaggio da una grafia che prelude al tratteggio vigoroso di Baccio Bandinelli, verso la fluida mobilità di un segno che partendo da quella stessa tradizione intende suggerire una spazialità più avvolgente”.

Noto per aver realizzato tre grandi figure bronzee con La predica del Battista per la porta settentrionale del Battistero di Firenze, celebrato per alcune terrecotte che interpretarono fedelmente la Battaglia di Anghiari di Leonardo di cui era sodale, Rustici è ricordato nel De sculptura da Pomponio Gaurico come uno dei quattro migliori scultori toscani dell’epoca assieme a Michelangelo, Benedetto da Maiano e Andrea Sansovino.
Il rarissimo studio a penna di sua mano raffigurante sul recto Figura femminile con bambino e sul verso un Mendicante, ben  permette di saggiare poi la sua fama di disegnatore, ricordata anche da Giorgio Vasari che ci racconta di aver posseduto nella sua collezione alcune splendide carte di mano dell’artista.

Il disegno di Catesi, oggi sua unica opera grafica nota, raffigura invece sul recto lo Studio per un gruppo di due figure maschili e sul verso Studi per un motivo ornamentale a foglie e per una elegante figura realizzate a cavallo tra Cinquecento e Seicento. L’opera, proveniente dalla collezione di Luigi Bartolini (1892-1963), ben si colloca tra le ricche raccolte di disegni preparatori per la scultura e le arti decorative di maestri toscani del GDSU, ottimo esempio dell’importanza internazionale dell’oreficeria fiorentina tra Cinque e Seicento.
Scultore e orefice, Catesi è noto soprattutto per la sua attività nella prestigiosa commissione delle nuove porte bronzee del Duomo di Pisa dove fu attivo tra il 1598 e il 1600 con altri maestri quali Pietro Francavilla, Giovanni Caccini, Antonio Susini, Pietro Tacca, Gasparo Mola e Orazio Mochi.

Venendo invece agli acquisti più recenti, ad agosto è stata la volta della presentazione di 43 disegni risalenti al primo periodo di attività dello scultore Massimiliano Soldani Benzi, rientrati in Italia dopo essere stati esportati in Francia alla fine del Settecento dai discendenti di Louis Sieries, direttore francese della Galleria dei Lavori in Pietre Dure a Firenze, e di sua figlia, la pittrice Violante Beatrice Sieries. I fogli, spesso figurati su entrambi i lati, fanno parte di un più vasto nucleo di sessanta carte che fino a questo momento rappresentano l’unica testimonianza dell’attività di Soldani Benzi come disegnatore.
Dalla statuaria a tutto tondo o a rilievo alla coniatura di medaglie, dalle decorazioni su grande scala all’oreficeria, l’attività di Soldani Benzi fu varia, valorizzata da uno stile molto personale che combinava la tradizione manieristica fiorentina della fusione in bronzo alle più avanzate tendenze della scultura barocca romana. Le sue opere furono ricercate in tutta Europa: per John Churchill, primo duca di Marlborough, realizzò nel 1711 le copie in bronzo in grandezza naturale delle sculture antiche della Tribuna degli Uffizi, mentre sono tuttora conservati nella collezione ducale i bronzi che eseguì per il principe di Liechtenstein a Vienna.

Ma come documentano molti fogli della nuova acquisizione furono soprattutto i Medici i suoi principali committenti: si tratta di studi per opere ancora esistenti e realizzate tra il 1680 e il 1692 per il granduca Cosimo III de’ Medici e suo figlio, il Gran Principe Ferdinando. Lo scultore, assieme a Giovan Battista Foggini, è ritenuto infatti una delle personalità dominanti del tardo-barocco fiorentino e il creatore dello stile di corte degli ultimi Medici occupandosi, insieme al collega, dell’ideazione di arredi, suppellettili e oggetti di oreficeria dall’insuperata qualità di materiali e d’esecuzione.
Scorrendo le carte della nuova acquisizione spiccano alcune chicche come l’elegante cartiglio con lo stemma Medici-Orléans per Cosimo III e la sua sposa Marguerite Louise d’Orléans, oppure le decorazione per una gale dell’ordine dei Cavalieri di Santo Stefano. Di grande importanza hanno poi gli studi che hanno diretta corrispondenza con alcuni pezzi ancora conservati nelle collezioni fiorentine. Ne è un ottimo esempio il disegno del grande vaso con la presa formata da un amorino abbracciato ad un cigno, studio per le quattro urne in pietra di paragone conservate a Palazzo Pitti realizzate nel 1688 per le nozze tra il Gran Principe e Violante Beatrice di Baviera e considerate tra i più spettacolari oggetti di arredo destinati alla reggia fiorentina. Significativi sono inoltre gli studi per un’altra coppia di vasi con manici composti da serpenti intrecciati conservati presso il Tesoro dei Granduchi a Pitti, o ancora i bozzetti per la ricca collezione di reliquiari eseguiti su iniziativa di Cosimo III.

Per la loro significativa importanza nel processo di genesi di diverse opere, dichiara il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt: “Questi fogli ci permettono di ripercorrere il processo creativo di uno dei principali scultori, tra coloro attivi a Firenze sotto gli ultimi Medici. Molti dei disegni sono preparatori per opere tuttora conservate a Palazzo Pitti. Nella mostra che stiamo progettando per l’anno prossimo, dedicata alla scultura in bronzo sotto gli ultimi Medici, una sezione sarà dedicata proprio al confronto tra i disegni preparatori e le opere finite.”
Appuntamento quindi all’anno prossimo per avere un assaggio di questa nuova importante acquisizione.

Didascalie immagini

  1. Giovanfrancesco Rustici (1475-1554), Figura femminile con bambino, recto, disegno a penna e inchiostro, 25 x 15,3 cm, Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe
  2. Giovanfrancesco Rustici (1475-1554), Mendicante, verso, disegno a penna e inchiostro, 25 x 15,3 cm, Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe
  3. Giovanni Catesi, Studio per un gruppo di due figure maschili, recto, disegno a penna e inchiostro e pietra rossa, 28,8 x 21,3 cm, Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe
  4. Giovanni Catesi, Studi per un motivo ornamentale a foglie e per una elegante figura, verso, disegno a penna e inchiostro e pietra rossa, 28,8 x 21,3 cm, Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe
  5. Sala di consultazione del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi. Conferenza stampa di presentazione dell’acquisizione di 43 disegni di Massimiliano Soldani Benzi.
  6. Massimiliano Soldani Benzi, Studio, disegno a matita, penna e inchiostro, Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe

IN COPERTINA
Sala di consultazione del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi
[particolare]