Al Museo Nazionale del Bargello, ha aperto lo scorso 11 maggio al pubblico «Onorevole e antico cittadino di Firenze» la mostra dedicata alla ricostruzione del rapporto tra Dante e la città natale con un percorso che va dal periodo imediatamente successivo alla morte del poeta fino agli anni Cinquanta del Trecento, presentandone gli attori, le iniziative, i luoghi, i temi di cui vi riferiremo a inizio giugno.
Oggi, nella Giornata Internazionale dei Musei 2021 con tema “Il futuro dei musei: rigenerarsi e reinventarsi”, segnaliamo il riallestimento della Sala degli Avori curato dall’ufficio tecnico dei Musei del Bargello insieme allo studio Guicciardini e Magni Architetti. Si tratta del primo importante intervento di rinnovamento integrale di un allestimento storicizzato in una sala del Bargello che ha ripensato il percorso espositivo, migliorato le modalità di conservazione e valorizzazione delle opere e inserito in collezione alcuni capolavori prima conservati nei depositi, come il prezioso Crocifisso barocco che torna in esposizione dopo quasi un secolo.
La raccolta di oggetti in avorio posseduta dal Museo – che copre un arco temporale di quindici secoli (da rari oggetti etruschi e romani fino a manufatti dell’Ottocento) – è tra le più prestigiose al mondo, sia in termini numerici, con circa duecentocinquanta esemplari, sia per qualità, varietà e raffinatezza delle opere. Una tipologia di capolavori che affascina per la perizia tecnica di intagli microscopici e perfetti, testimoniando l’ampia circolazione di stili tra civiltà orientali e occidentali da sempre componente fondamentale – per certi aspetti primaria – delle collezioni del Bargello.
La Sala degli Avori si trova al primo piano ed espone una selezione di capolavori che rappresenta lo spirito stesso del museo, in un ambito delicatamente sotteso tra la storia dell’edificio e quella delle collezioni, qui incentrata su opere che sono testimonianze artistiche, documenti di storia, alte espressioni individuali e insieme corali in seno alle società che le produssero.
Vi trovano spazio preziosissimi e antichi avori, come il Dittico con scene della vita di san Paolo e Adamo nel Paradiso terrestre e la placca con l’Imperatrice bizantina, databili tra il Quinto e il Sesto secolo, tra i più antichi. C’è il raro Flabellum carolingio dall’abbazia di Tournus, l’Olifante della Saint Chapelle, donato al re di Francia nel 1274, la Madonna dei Granduchi, per citare soltanto alcuni tra quelli ricchi di storia, ma anche pitture e sculture medioevali, e rari mosaici.
Prima custoditi in eleganti vetrine risalenti agli anni ottanta del Novecento – inadeguate e non più idonee dal punto di vista della tenuta all’aria, della polvere e dei moderni criteri museologici – il nuovo progetto di allestimento ha comportato la loro sostituzione integrale e la completa revisione degli allestimenti interni che permette di ammirare, in alcuni casi, sia il fronte che il retro. Le nuove teche sono realizzate con struttura in metallo, vetri antiriflesso e antisfondamento, a completa tenuta all’aria e dotate di sistemi di controllo passivo del microclima interno.
Inoltre, la sala è stata sottoposta a operazioni di restauro degli apparati pittorici e decorativi, con nuove basi, nuovi supporti e una nuova illuminazione mirata a valorizzare sia l’architettura che le opere d’arte esposte a parete. La bicromia delle teche dichiara l’appartenenza al doppio sistema di relazioni che l’allestimento museografico tesse con l’edificio (il grigio caldo degli esterni delle teche in relazione ai decori della sala) e con le opere (il grigio scuro degli interni per far risaltare meglio gli avori). La grafica ubbidisce a questo spettro di variazioni, mentre la luce disegna i contorni delle opere staccandole dal fondo.
La maggior parte degli oggetti della collezione di avori appartiene al poderoso lascito dell’antiquario lionese Louis Carrand che, alla sua morte, nel 1888, accrebbe il Bargello di quasi duemilaseicento opere tra sculture, gioielli, pitture, oreficerie, tessuti, smalti. Altri avori provengono da acquisti ottocenteschi e dalle antiche collezioni granducali fiorentine.
Già negli anni settanta dell’Ottocento esisteva all’interno del Museo – fondato nel 1865 come primo Museo Nazionale del Regno d’Italia – un’intera sala intitolata alla collezione di «Avori, Ambre e Cristalli di Monte» in cui erano conservate le raccolte granducali fiorentine, il grande ambiente di accesso al primo piano del palazzo, esattamente corrispondente alla sala attuale.
Anche prima del notevole implemento dovuto al nucleo Carrand, gli avori mediceo-lorenesi rappresentavano dunque un settore numericamente assai rilevante nel percorso espositivo del Bargello, ponendolo in linea con alcuni grandi musei europei come il South Kensington Museum di Londra e il Musée de Cluny di Parigi. Dall’inizio degli anni novanta dell’Ottocento, con l’acquisizione del lascito di Carrand, la collezione degli avori venne letteralmente raddoppiata, arrivando ai numeri odierni.
Oltre al catalogo Gli avori del Museo Nazionale del Bargello (edizioni Officina Libraria), per l’occasione è stata realizzata una guida in dimensioni ottimali per essere consultata durante la visita alla sala degli avori per ben comprenderne i tesori.
DettagliDettagli
Didascalie immagini
crediti fotografici © Antonio Viscido
- Ritratto di Dante
Giotto e scuola giottesca
Firenze, Palazzo del Podestà (Museo del Bargello)
Sala della Maddalena
- Cristo Crocifisso, Maestro di Guadalcanál (attivo a Genova e probabilmente in Spagna nella seconda metà del XVII secolo), 1650-1700 circa, avorio, argento, cm 49,1 × 44,6 × 6.
Museo Nazionale del Bargello, Firenze
- Uno scorcio della Sala degli Avori riallestita
Museo Nazionale del Bargello, Firenze
- Particolare di Cassetta con busti di Cristo, della Vergine e di santi
Costantinopoli, seconda metà del X o XI secolo avorio; tracce di policromia; anima in legno (moderna), cm 11,8 × 50,6 × 17,8
Museo Nazionale del Bargello, Firenze
- Pastorale di Ivo di Chartres, Francia settentrionale fine XI sec.
Museo Nazionale del Bargello, Firenze
- Riccio del pastorale della Metropolitana di Acerenza, Italia (Venezia?), 1360-1390 circa, avorio, osso, legno, bronzo dorato
Museo Nazionale del Bargello, Firenze.
- Pettine con scene galanti, Scuola francese XIV sec.
Museo Nazionale del Bargello, Firenze
- Annunciazione, Scuola francese XV sec.
Museo Nazionale del Bargello, Firenze
- a sinistra:
Cofanetto esagonale con figure, Italia settentrionale (Venezia?), 1410-1430 circa, osso, legno, in parte tinto in verde e arancio, corno, metallo, cm 30 × 27,5
a destra:
Cofanetto con figure, Bottega degli Embriachi (?) o Italia settentrionale (Venezia?), 1420-1440 circa, osso, legno, in parte tinto in verde, corno, madreperla, metallo, cm 27,5 × 37,7 × 23
Museo Nazionale del Bargello, Firenze
- Pedina per dama, Nord Europa XII sec.
Museo Nazionale del Bargello, Firenze
In copertina
Scorcio della Sala degli Avori riallestita
Museo Nazionale del Bargello, Firenze
Didascalie immagini
crediti fotografici © Antonio Viscido
- Ritratto di Dante
Giotto e scuola giottesca
Firenze, Palazzo del Podestà (Museo del Bargello)
Sala della Maddalena - Cristo Crocifisso, Maestro di Guadalcanál (attivo a Genova e probabilmente in Spagna nella seconda metà del XVII secolo), 1650-1700 circa, avorio, argento, cm 49,1 × 44,6 × 6.
Museo Nazionale del Bargello, Firenze - Uno scorcio della Sala degli Avori riallestita
Museo Nazionale del Bargello, Firenze - Particolare di Cassetta con busti di Cristo, della Vergine e di santi
Costantinopoli, seconda metà del X o XI secolo avorio; tracce di policromia; anima in legno (moderna), cm 11,8 × 50,6 × 17,8
Museo Nazionale del Bargello, Firenze - Pastorale di Ivo di Chartres, Francia settentrionale fine XI sec.
Museo Nazionale del Bargello, Firenze - Riccio del pastorale della Metropolitana di Acerenza, Italia (Venezia?), 1360-1390 circa, avorio, osso, legno, bronzo dorato
Museo Nazionale del Bargello, Firenze. - Pettine con scene galanti, Scuola francese XIV sec.
Museo Nazionale del Bargello, Firenze - Annunciazione, Scuola francese XV sec.
Museo Nazionale del Bargello, Firenze - a sinistra:
Cofanetto esagonale con figure, Italia settentrionale (Venezia?), 1410-1430 circa, osso, legno, in parte tinto in verde e arancio, corno, metallo, cm 30 × 27,5
a destra:
Cofanetto con figure, Bottega degli Embriachi (?) o Italia settentrionale (Venezia?), 1420-1440 circa, osso, legno, in parte tinto in verde, corno, madreperla, metallo, cm 27,5 × 37,7 × 23
Museo Nazionale del Bargello, Firenze - Pedina per dama, Nord Europa XII sec.
Museo Nazionale del Bargello, Firenze
In copertina
Scorcio della Sala degli Avori riallestita
Museo Nazionale del Bargello, Firenze