Dopo il riallestimento delle opere di Caravaggio, Michelangelo e Raffaello, per il progetto museografico degli Uffizi voluto dal suo Direttore Eike Schmidt è arrivato il giorno più atteso, quello dell’inaugurazione della Sala dedicata a Leonardo da Vinci.
Le tre opere del più grande genio della storia presenti nelle Gallerie – l’Annunciazione, il Battesimo di Cristo e l’Adorazione dei Magi, sono state raggruppate in un’unica sala, la 35 dell’ala di Ponente al primo piano.
Seguendo un rigoroso criterio cronologico, le opere di Leonardo sono state messe in comunicazione con quelle di Raffaello e Michelangelo: nei primi anni del 1500, infatti, i tre artisti si ritrovarono tutti insieme a Firenze e grazie alla loro attività modificarono per sempre la percezione della creatività artistica che da allora divenne espressione della genialità individuale e non più il prodotto di una mera abilità manuale.
La prima opera che incontriamo entrando nella sala a sinistra, è il Battesimo di Cristo, realizzata tra il 1475 e 1478 per il monastero vallombrosiano di San Salvi quando Leonardo, poco più che ventenne, già collaborava con la bottega del Verrocchio. Il dipinto è un esempio tangibile della genialità e dello stile inconfondibile del Da Vinci che ne dipinse il volto dell’angelo di profilo ottenendo, grazie alla pittura ad olio, l’effetto sfumato per cui diverrà celebre. La superiorità del tocco di Leonardo rispetto a quello del maestro Verrocchio che dipinse le figure principali del Cristo e del Battista, risultava così evidente, da far nascere la leggenda, narrata dal Vasari, e mai confermata, secondo cui il Verrocchio, frustrato dal genio di Leonardo, decise da lì in poi, di non dipingere più.

Sulla parete di fronte, è esposta l’Annunciazione, opera databile tra il 1472 e il 1475 che si trovava originariamente nella chiesa di San Bartolomeo di Monteoliveto, sulle colline di Firenze, e che fu trasferita agli Uffizi nel 1867. La figura dell’angelo che viene rappresentato nel momento in cui atterra e chiude le ali, proiettando la propria ombra sul prato fiorito costituisce una ulteriore testimonianza della originalità di Leonardo e della sua volontà di “rompere” gli schemi classici seguiti fino a quel momento. Denota uno studio approfondito, a cui Leonardo dedicherà molti anni della sua vita, dell’anatomia degli uccelli e delle loro tecniche di volo.

Al centro della sala, infine, è possibile ammirare l’Adorazione dei Magi, dipinto commissionato a Leonardo nel 1481 da monaci della Chiesa di San Donato a Scopeto e rimasto incompiuto. L’opera è di nuovo visitabile dopo essere stata sottoposta ad un complesso ed innovativo lavoro di restaurazione durato ben cinque anni avvenuto a cura dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze che ne ha ripristinato anche le parti danneggiate.

Poiché i tre dipinti  furono eseguiti per edifici di culto, nel nuovo allestimento, è stato scelto di dipingere i muri della stanza che li ospita, a spatola, ripetendo la tecnica antica, in un colore grigio pallido che rievoca le pareti delle chiese dell’epoca. Le opere sono state inserite, come è stato fatto per le sale di Caravaggio e del ‘600 e di Michelangelo e Raffaello, in teche che garantiscono una situazione microclimatica ottimale, riducendo al minimo l’impatto del calore e dell’umidità prodotti dai numerosi visitatori. Inoltre le teche sono chiuse da speciali vetri che annullano gli effetti di rifrazione della luce e che permettono di ammirare le opere senza l’interposizione di barriere apparenti.

Il nuovo allestimento – ha sottolineato il direttore delle Gallerie degli Uffizi – non solo è studiato per permettere un tipo di visita lenta, meditata, in cui il visitatore può confrontare le opere e capire l’evoluzione stilistica di Leonardo giovane, ma rende anche giustizia alla storia dell’arte, collocando le opere dell’artista immediatamente dopo le sale dedicate al ‘400 fiorentino. Essa fa parte di una serie di cambiamenti messi in atto per adeguare gli Uffizi alle necessità di comprensione del pubblico e ai primari principi educativi cui il museo è improntato”.
Schmidt ha inoltre fatto sapere che la prossima riscrittura del percorso espositivo riguarderà il Cinquecento veneziano del quale gli Uffizi possiedono una delle più rilevanti collezioni del mondo.