Il 1º luglio 2017 è stato inaugurato a Jesi il Museo Federico II Stupor Mundi, per volontà del presidente della Fondazione Federico II Stupor Mundi, Gennaro Pieralisi. Il museo racconta chi è stato Federico II e quale anche il periodo storico in cui ha operato. Con esso per la prima volta un museo viene dedicato al grande imperatore svevo, denominato dai contemporanei “stupor mundi” per la cultura viva e insaziabile.

“Ho voluto questo museo per amore della mia città”, afferma Pieralisi, sottolineando l’intento di voler ridare vivacità a Jesi attraverso il ricordo di colui a cui la città ha dato i natali: “Mi premeva ricordare chi era Federico II. Era un grande personaggio della storia, famoso per quello che ha fatto in quel tempo ma anche per i riflessi che ne sono conseguiti”; Pieralisi nota che l’imperatore è stato l’unico a salire sul trono di Gerusalemme durante le crociate: è riuscito infatti nel suo intento senza neanche giungere in battaglia, ma semplicemente sposando la figlia del califfo. “È un esempio che la diplomazia, se bene usata, può condurre a risultati ben più grandi di guerre, scontri e morti. E in questo momento è un’indicazione importante”, commenta.
1 museo federico ii stupor mundi foto di stefano binci
Ci si è chiesti innanzitutto: come fare un museo su Federico II, se di lui sussiste ben poco, e ciò si trova inoltre a Palermo? Dell’imperatore infatti troviamo vestigia, castelli, città, ma non oggetti. Esiste qualcosa dell’epoca federiciana, ma nulla che abbia un vero riferimento al nostro, precisa Pieralisi. Così si è pensato a un museo che non sia semplicemente un luogo di raccolta di oggetti, ma un luogo in cui vivere un’esperienza, multimediale e sfaccettata.

Il museo è collocato nel settecentesco Palazzo Ghislieri, sulla piazza in cui secondo la leggenda fu situata la tenda in cui nacque Federico. L’itinerario è composto da 16 stanze su tre piani e si snoda come una rappresentazione teatrale medievale, con 16 stazioni che raccontano la storia dell’imperatore dalla nascita al consolidamento del suo mito, ricorrendo a media eterogenei: scenografie, video-installazioni e proiezioni di immagini statiche o animate tratte da miniature medievali, touchscreen, olografie, docu-film, ricostruzioni di oggetti e di costumi. Spettacolari scenografie combinate all’uso del Timelaps e dello Story Board Fiction consentono di rivivere importanti tappe della vita e del pensiero di Federico II e in maniera completamente innovativa. Le varie fasi della vita pubblica e privata dell’imperatore sono illustrate con un approccio multisensoriale, improntato a una chiave di progetto “contemporanea”, empatica ed emozionale, che può attrarre e coinvolgere totalmente il visitatore; egli è infatti circondato dagli oggetti e dai luoghi di età federiciana, appositamente ricostruiti, e si ritrova dunque proiettato indietro nel tempo.

Sono stati progettati anche diversi livelli di racconto, dal primo, rivolto agli allievi delle scuole elementari e ai bambini, a quello più articolato, diretto infatti a un pubblico di visitatori più esperti.
2 museo federico ii stupor mundi foto stefano binci
Anna Laura Trombetti Budriesi, curatrice scientifica del museo e ideatrice del percorso storico, ha voluto che quest’ultimo fosse incentrato su momenti, luoghi, personaggi, aspetti culturali e politici che caratterizzarono gli anni della vita di Federico II e del suo governo: il 1194, anno della sua nascita, e il periodo che si colloca tra il 1208, quando cominciò a regnare, fino alla morte nel 1250. Il dato storico, ordinato in una sequenza di notizie, riflessioni e immagini coeve, leggibili nei pannelli in ogni sala, è coniugato a una serie di focus risolti in modalità multimediale, frutto di un coordinato lavoro di équipe. Il visitatore del museo può anche sentire Federico II rispondere ad una “intervista impossibile” in cui traccia un bilancio della sua esistenza. Dunque il museo accompagna il visitatore alla scoperta delle gesta e della sensibilità dell’imperatore ricorrendo alla ricerca storica e ai più evoluti sistemi digitali e tecnologici.

Nella prima sala, “Nascita”, viene raccontata la nascita di Federico II, avvenuta appunto a Jesi il 26 dicembre 1194, leggendariamente sotto una tenda sita nella piazza della cattedrale di San Floriano, su cui si affaccia Palazzo Ghislieri.
3 piazza federico ii jesi
La seconda sala, “Antenati”, rivolge uno sguardo agli antenati dell’imperatore: i suoi nonni, Federico Barbarossa e Ruggero d’Altavilla rivivono mediante antichi dipinti e miniature che prendono vita e narrano al pubblico le loro storie e gesta. “Parlano” anche i genitori Enrico VI e Costanza d’Altavilla.

La sala 3, “Re di Germania”, racconta la fase in cui Federico giunge gradualmente al potere in terra tedesca: ritrovatosi orfano di entrambi i genitori a quattro anni, viene affiancato da un consiglio di reggenza e affidato a papa Innocenzo III, che gli fa da tutore; a 14 anni il giovane sposa Costanza d’Aragona e si reca in Germania, ove viene incoronato re nel 1215, facilitato anche dalla vittoria dei francesi contro gli inglesi a Bouvines.

La quarta sala, “Imperatore”, si sofferma sul momento in cui Federico, da re di Germania e di Sicilia, diviene anche imperatore del Sacro Romano Impero. La voce del cardinale Ugolino d’Ostia conduce il visitatore all’interno della Basilica di San Pietro, a quel tempo ovviamente diversa dall’attuale. All’interno della sala è possibile dunque osservare una ricostruzione della Basilica di epoca romanica, quella in cui Federico II viene incoronato insieme alla moglie Costanza.
4 museo federico ii stupor mundi bozzetto sala 4 imperatore
La sala 5 è dedicata alla “Sicilia arabo-normanna”, quella di Federico, in cui varie culture convergono e convivono dinanzi alle splendide architetture arabo-normanne.

La sala 6, “Lucera”, fa riferimento all’antica città pugliese (ormai spopolata) di Lucera, ove l’imperatore svevo fece trasferire i saraceni che in Sicilia si erano ribellati a lui. Ivi fece costruire il Palatium e vi riunì i sapienti musulmani (il modello ricostruito è visibile nella sala). Una volta a Lucera seppe riconquistare la fiducia dei saraceni e procacciarsi anche la loro fedeltà grazie alla concessione di privilegi e libertà di culto.

La sala 7, quella dei “Castelli federiciani”, permette di viaggiare virtualmente tra i castelli e le residenze regie che Federico ha lasciato nel Regno di Sicilia, come Castel del Monte ad Andria: il visitatore è invitato ad accedervi.

La sala 8, “Capua”, fa immergere il visitatore nell’universo “legislativo” di Federico II, attraverso la maestosa porta di Capua (o delle Due Torri), oggi però completamente distrutta. Sulla porta furono rappresentati l’imperatore e i suoi giuristi Taddeo da Sassa e Pier della Vigna, collaboratori  principali nella stesura di una celebre raccolta di leggi, le Costituzioni di Melfi del 1231.
5 museo federico ii stupor mundi bozzetto sala 9 -i papi e la chiesa
La sala 9, “I papi e la chiesa”, ricorda i papi vissuti al tempo di Federico, da quelli a lui più favorevoli come Innocenzo III e Onorio III, ai nemici come Gregorio IX e Innocenzo IV: un francescano narra con precisione i rapporti tra i pontefici e l’imperatore.

Nella sala 10, “La crociata”, il Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri Teutonici Ermanno di Salza racconta ai visitatori la crociata di Federico avvenuta tra il 1228 e il 1229, l’unica risoltasi senza spargimento di sangue grazie all’arte della diplomazia.

Nell’undicesima sala, “La lotta contro i comuni”, il figlio dell’imperatore, comandante dell’esercito come vicario del padre, narra del periodo più arduo di Federico II, quello in cui egli dovette combattere contro i comuni ribelli del nord d’Italia, appoggiati prima da papa Gregorio IX, poi da Innocenzo IV.

La sala 12, “La falconeria”, è dedicata all’opera più nota dell’imperatore, De arte venandi cum avibus (L’arte di cacciare con gli uccelli rapaci), trattato di sei libri fatto copiare dai figli Enzo e Manfredi; quest’ultimo lo ha fatto anche miniare. L’opera, incompiuta per la morte del suo autore, non fu molto apprezzata all’epoca, ma è stata recentemente scoperta ed è tuttora molto ammirata da naturalisti, etologi e falconieri.
6 federico ii de arte venandi cum avibus biblioteca apostolica vaticana
La sala 13, “I saperi”, presenta un altro aspetto della figura di Federico II, che non fu solo dedito alla politica ma anche agli studi; animato da una grande sete di conoscenza si occupò di astrologia, musica, poesia, scienza. La sala 14 infatti ricorda Federico come “Uomo di potere, uomo di cultura”: egli stesso “parla” di sé ai visitatori, esponendo gli ideali cui ha improntato le sue scelte e la sua vita.

La sala 15, “I discendenti”, ricostruisce alcuni aspetti della vita privata di Federico, dai matrimoni ai tragici eventi che coinvolsero gli eredi.

La sala 16, “Il mito”, si concentra appunto sul mito creato dalla figura dell’imperatore svevo, soprannominato sia con l’appellativo di “stupor mundi” che con quello contrastante di “anticristo”.

Grazie al museo tecnologico e virtuale di Federico II, dunque, la città di Jesi può sicuramente accrescere la capacità di attrarre visitatori e soddisfare ogni loro curiosità, se pensiamo che molti turisti tedeschi cercano sempre qualcosa di Federico II ma trovano solo il nome della piazza, una statua collocata in un luogo non centrale e una scritta in arabo attorno a una fontana. “Non è certo con questo che possiamo ricordare un personaggio come Federico II, – afferma Pieralisi – quindi con il museo stiamo cercando di trasformare una città industriale e tecnologica anche in una città importante dal punto di vista culturale”. In tal senso il museo si pone come contributo cruciale e imprescindibile.

Dettagli

Orario estivo (dal 15 giugno al 15 settembre):
tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.

Orario invernale (dal 16 settembre al 14 giugno)
Gio-sab: h 15 – 19; la mattina aperto solo su prenotazione per gruppi e scuole.
Dom: h 10-13 e 15-19.

Museo Federico II Stupor Mundi, foto Stefano Binci Museo Federico II Stupor Mundi, foto Stefano Binci Piazza Federico II, Jesi Museo Federico II Stupor Mundi, bozzetto sala 4, ‘Imperatore’ Museo Federico II Stupor Mundi, bozzetto sala 9, ‘I papi e la chiesa’ Federico II, De arte venandi cum avibus, Biblioteca Apostolica Vaticana, Ms. Pal. Lat. 1071, © 2017 Biblioteca Apostolica Vaticana Museo Federico II Stupor Mundi, foto Stefano Binci (particolare)