Nel monumentale edificio dell’ex Banco di Napoli, progettato dall’architetto Marcello Piacentini, hanno aperto al pubblico le “Gallerie d’Italia – Napoli” e, per una riqualificazione architettonica con interventi di recupero di grande impatto realizzati da Michele De Lucch, l’edificio è stato attualizzato senza snaturarne il pregio storico.
Sono stati così triplicati gli spazi di Palazzo Zevallos Stigliano, portandoli a diecimila metri quadri i cui ambienti si allineano ai più innovativi e riconosciuti standard museali internazionali.

Nel palazzo è esposta una selezione di dipinti e sculture di ambito napoletano e meridionale dagli inizi del Diciottesimo ai primi decenni del Ventesimo secolo, a partire dal capolavoro della collezione Intesa Sanpaolo, il Martirio di sant’Orsola di Caravaggio, oltre a nuovi itinerari dedicati alle ceramiche attiche e magnogreche e all’arte moderna e contemporanea. La direzione del museo rimane affidata a Michele Coppola.

Le “Gallerie” rappresentano un luogo per la cittadinanza per il monumentale atrio d’ingresso che vive in simbiosi con la strada si stabilisce continuità e stretta connessione con lo spazio urbano.
Cuore pulsante dell’edificio sarà il grande salone al piano terra dedicato alle mostre temporanee e alle grandi iniziative culturali. Da via Toledo, inoltre, si potrà accedere liberamente alla caffetteria-bistrot (di prossima apertura) e al bookshop. 

Le opere della collezione permanente sono distribuite lungo tre itinerari tematici. Al primo piano, nella sezione del museo curata da Fernando Mazzocca, troviamo una selezione di dipinti e sculture principalmente di ambito napoletano e meridionale, a partire proprio dall’ultima tela, realizzata da Michelangelo Merisi nel maggio del 1610, poche settimane prima della sua morte. Spiccano fra gli altri i nomi di Artemisia Gentileschi, Luca Giordano, Gaspar van Wittel, Anton Smink Pitloo, Giacinto Gigante, Domenico Morelli. Una raccolta di disegni e sculture di Vincenzo Gemito forma uno dei nuclei più importanti del grande autore, documentando efficacemente la sua straordinaria parabola artistica.

Al secondo piano sono esposti gli itinerari dedicati alle ceramiche attiche e magnogreche e alle opere dalle collezioni di arte moderna e contemporanea. Il primo, curato da Fabrizio Paolucci, presenta per la prima volta al pubblico nella sua interezza la storica Collezione Caputi formata da oltre cinquecento vasi e altri reperti realizzati ad Atene, in Apulia e in Lucania tra il Quinto e il Terzo secolo a.C, tutti provenienti da Ruvo di Puglia, centro nella provincia di Bari che rivestì un ruolo politico, economico e culturale molto rilevante in Magna Grecia.

Un’infilata di sale che affacciano su via Toledo ospita, sullo stesso piano, il secondo itinerario: una selezione di opere dalla collezione d’arte del Ventesimo e Ventunesimo secolo curata da Luca Massimo Barbero che costituisce un suggestivo percorso attraverso accostamenti cronologici che dal dopoguerra giungono fino al contemporaneo. Sono presenti opere di Lucio Fontana, Alberto Burri, Piero Manzoni, Enrico Castellani, Mario Schifano, Giulio Paolini, Alighiero Boetti, Michelangelo Pistoletto, Giosetta Fioroni, Carol Rama, Afro, Emilio Vedova, Gerhard Richter, Jannis Kounellis, Sol LeWitt. 

Tre aule didattiche, al primo piano, permettono l’ampliamento delle attività educative per le scuole e per pubblici specifici, sempre gratuite, che hanno rappresentato negli anni un elemento di fondamentale impegno da parte della Banca verso il territorio. Una nuova biblioteca con una raccolta di volumi del patrimonio librario di Intesa Sanpaolo, collegata al Servizio Bibliotecario Nazionale, offrirà a studiosi e appassionati l’opportunità di approfondire temi e aspetti legati alle opere delle collezioni e alle mostre temporanee del museo.

In occasione dell’apertura, la prima esposizione temporanea ospitata è la mostra conclusiva della Diciannovesima edizione di Restituzioni, il programma biennale di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico nazionale che Intesa Sanpaolo conduce da oltre trent’anni in
collaborazione con il Ministero della Cultura. Visitabile fino al 25 settembre 2022, presenta il risultato dei restauri di ottantasette nuclei di opere per un totale di duecentotrentuno manufatti, selezionati dall’Istituto bancario insieme a cinquantaquattro enti di tutela (Soprintendenze, Direzioni Regionali Musei e Musei autonomi) e appartenenti a ottanta enti proprietari, tra musei pubblici e diocesani, chiese e luoghi di culto, siti archeologici. La curatela scientifica è di Carlo Bertelli, Giorgio Bonsanti e, da questa edizione, Carla Di Francesco.
In un arco cronologico di ventisei secoli, spaziando dall’antichità al contemporaneo, fornisce un ampio panorama del patrimonio artistico italiano.

Tra le opere oggetto di restauro, un gruppo di specchi bronzei del VI-V secolo dal Museo Archeologico Nazionale di Locri; il Larario in legno carbonizzato da Ercolano; i tre mosaici pavimentali paleocristiani dalle grandi terme di Aquileia; lo spettacolare Polittico di Giusto de’ Menabuoi dal Battistero di Padova; le grandi ante-reliquiario in argento, degli anni settanta del XV secolo, dal Museo Diocesano di Andria; il San Girolamo penitente e la Visita dei tre angeli ad Abramo di Antonello da Messina dalla Pinacoteca Civica di Reggio Calabria; il Trittico di San Lorenzo di
Giovanni Bellini e bottega, 1461-62 circa, dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia; il capolavoro di Giovanni Bellini, La Trasfigurazione, dal Museo di Capodimonte, da cui giunge anche la Madonna con il Bambino, san Giovannino e santa Elisabetta di Agnolo Bronzino; il Polittico di Sant’Anna di Capodistria di Cima da Conegliano, del 1513, dal Museo di Palazzo Ducale di Mantova; il cartone preparatorio di Giulio Romano, La battaglia di Costantino contro Massenzio al Ponte Milvio, 1521, dalla Pinacoteca Ambrosiana di Milano; gli Arazzi con episodi della guerra di Troia (o effetti dell’Ira, o della Collera) dal Museo dell’Università di Bologna; la meravigliosa Pala detta di San Domenico di Romanino dalla Pinacoteca Tosio-Martinengo di Brescia; il baldacchino con la Vergine e il Bambino da Predazzo; le Croci processionali dal Museo dell’arte Sacra della Marsica a Celano; i dipinti trafugati di Santa Cecilia e Santa Apollonia, letteralmente ritornati all’antico splendore dopo un’avventura rocambolesca, da Tolve; Il Sole di Pellizza da Volpedo dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma; il dipinto ‘Dinamismo di un corpo umano’ di Umberto Boccioni del 1913, proveniente dal Museo del Novecento di Milano; la maestosa Campana di Luigi Mainolfi del 1978-1979 dalla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.

Accompagnano la mostra una serie di prodotti editoriali volti a divulgare la conoscenza degli esiti raggiunti dai restauri ad un pubblico quanto più vasto possibile. Il catalogo generale con le schede storico-artistiche e le relazioni di restauro di ciascuna opera, pubblicato on-line in formato
PDF e scaricabile gratuitamente dal sito www.restituzioni.com, è affiancato da un’agevole e divulgativa guida cartacea alla mostra. Il sito di Restituzioni, archivio prezioso delle oltre duemila opere restaurate, offrirà al pubblico del web anche i video delle fasi salienti degli interventi di
oltre venti opere restaurate in questa edizione.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. uno scatto all’ingresso con l’Atlante Farnese
  2. Michelangelo Merisi da Caravaggio, Martirio di sant’Orsola, 1610
    olio su tela, 140,5×170,5 cm © Archivio Patrimonio Artistico Intesa Sanpaolo, Gallerie d’Italia-Napoli
  3. scatto in una sala della collezione permanente
  4. ulteriore scatto in altra sala della collezione permanente
  5. vista di una sala dedicata alle ceramiche attiche e magnogreche
  6. Alberto Burri (Città di Castello 1915-Nizza, Francia 1995) Bianco Cretto, 1974
    acrivinilico su cellotex, 74,5 x 100 x 1,5 cm Collezione Intesa Sanpaolo Fondazione Palazzo Albizzini-Collezione Burri, Città di Castello © Archivio Patrimonio Artistico Intesa Sanpaolo, Gallerie d’Italia-Napoli / foto Claudio Giusti, Firenze
  7. scatto in una delle sale dedicate all’arte del Ventesimo e Ventunesimo con al centro Complex Form,1986 di Sol LeWit
  8. scatto all’interno di una sala dedicata alla prima mostra temporanea “Restituzioni“
  9. ulteriore scatto in altra sala dedicata alla mostra temporanea “Restituzioni“

In copertina
Giosetta Fioroni (Roma 1932), Particolare della nascita di Venere, 1965
olio su tela, 100 x 200 cm Collezione Intesa Sanpaolo
© Archivio Giosetta Fioroni, Archivio Patrimonio Artistico Intesa Sanpaolo, Gallerie d’Italia-Napoli / foto Studio Vandrasch, Milano

Orari

Da martedì a venerdì: aperto dalle 10:00 alle 19.00
Sabato e domenica: aperto dalle 10:00 alle 20:00
Lunedì: chiuso.
(ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)
domani, giovedì 2 giugno, apertura prolungata 10-20

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Gallerie d’Italia – Napoli, Museo di Intesa Sanpaolo - via Toledo 177
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