Novembre 1975, il direttore del Museo delle Cappelle Medicee, Paolo Dal Poggetto, incarica il restauratore Sabino Giovannoni di eseguire alcuni saggi di pulitura in uno stretto corridoio sottostante l’abside della Sagrestia Nuova, sopralluogo preliminare volto alla ricerca di uno spazio adeguato alla realizzazione di una nuova uscita del museo.
Tale locale – dieci metri di lunghezza per tre di larghezza, alto al culmine della volta due metri e cinquanta centimetri – inizialmente deposito di carbonella, poi inutilizzato, rimasto chiuso per decenni sotto una botola, armadi, mobili e suppellettili. Qui, durante i saggi sulle pareti, il restauratore si imbatté, sotto due strati di intonaco, in una serie di disegni murali di figura, tracciati con bastoncini di legno carbonizzato e sanguigna, di dimensioni varie, in molti casi sovrapposti, che Dal Poggetto attribuì per la maggior parte a Michelangelo ipotizzandolo rifugiato nel piccolo ambiente quando, nel 1530, il Priore di San Lorenzo, Giovan Battista Figiovanni, lo nascose dalla vendetta di Clemente VII, nato Giulio Zanobi di Giuliano de’ Medici.

Ricordiamo che il Papa era infuriato perché, durante il periodo seguente la “terza cacciata”, l’artista aveva militato come supervisore delle fortificazioni per il breve periodo di governo repubblicano (1527-1530). Ottenuto il perdono della Famiglia, dopo circa due mesi – non è stato possibile individuarli con certezza, ma, sicuramente collocabili tra la fine di giugno e la fine di ottobre 1530 – Michelangelo tornò libero riprendendo gli incarichi fiorentini però, trovandosi in forte dissenso con modi e scelte di Alessandro il Moro, con la scusa della commessa del Papa per la decorazione della parete di fondo della Cappella Sistina con il Giudizio Universale, nel 1534 abbandonò definitivamente Firenze per stabilirsi a Roma.

Tornando ai disegni ancora oggetto di studio, secondo la tesi di Dal Poggetto, furono realizzati durante il periodo di “auto-reclusione” e l’artista avrebbe utilizzato i muri della piccola stanza per “abbozzare” alcuni suoi progetti tra i quali opere della Sagrestia Nuova, come le gambe di Giuliano de’ Medici duca di Nemours, citazioni dall’antico, come la testa del Laocoonte, e progetti riferibili ad altre sculture e dipinti.
Dopo quasi cinquant’anni da quel ritrovamento, la “Stanza segreta” è accessibile al pubblico dalla Sagrestia Nuova solo su prenotazione (al momento in via sperimentale con le prenotazioni aperte fino al 30 marzo 2024). Tale apertura era stata annunciata lo scorso 26 settembre, durante la conferenza stampa di presentazione della Nuova uscita del Museo delle Cappelle Medicee, parte integrante del gruppo statale dei Musei del Bargello diretto da Paola D’Agostino.

Precedentemente la “Stanza segreta” non era mai stata fruibile per il pubblico in modo regolamentato, divenuto fattibile anche grazie al monitoraggio condotto, d’intesa con l’Opificio delle Pietre Dure, con gruppi contingentati di massimo quattro persone alla volta, in modo da proteggere i disegni e mantenere tutte le adeguate condizioni conservative.
Il numero limitato di presenze per fasce orarie è dovuto alla necessità di intervallare il periodo di esposizione alla luce a led (illuminazione realizzata nel 2018 da Mario Nanni, coadiuvato dal Maria Cristina Valenti) a periodi prolungati di buio.

Massimo Osanna, Direttore Generale Musei, ha dichiarato: «La conclusione dei lavori della Nuova Uscita e l’adeguamento del Museo delle Cappelle Medicee alle norme di sicurezza, consentiranno di aprire la stanza segreta di Michelangelo luogo di fascino straordinario, ma delicatissimo per l’ubicazione dello stretto ambiente nel percorso museale e per la tutela dei disegni a carboncino presenti sulle pareti».

Paola D’Agostino ha aggiunto: «È stato un lungo costante e paziente lavoro, che ha coinvolto diverse professionalità e desidero ringraziare tutto il personale dei Musei del Bargello che ha lavorato con me in questi anni per quest’obiettivo».

Francesca de Luca, curatrice del Museo delle Cappelle Medicee, ha spiegato: “Questo ambiente così piccolo è un vero unicum per il suo eccezionale potenziale evocativo. Le sue pareti sembrano contenere a stento numerosi schizzi di figura, in buona parte di formato monumentale, tracciati da segni che attestano una grande chiarezza progettuale. A questi si accompagnano studi, variamente accurati o sommari, di dettagli anatomici, di volti, di pose inconsuete. Non in tutti i disegni è avvertibile la stessa sostenuta tensione qualitativa della grafica di Michelangelo».

La curatrice del Museo delle Cappelle Medicee ha poi concluso: «questo luogo permette ai visitatori di oggi l’esperienza unica di poter entrare in contatto diretto non solo con il processo creativo del maestro, ma anche con la percezione della formazione del suo mito di divino artista, preso a modello dai colleghi contemporanei e dai giovani iscritti all’Accademia delle arti del Disegno, di cui Michelangelo fu nominato “Padre e Maestro”, che nel 1563 stabilì la sua sede in Sagrestia».

Dettagli

Didascalia

alcuni scatti di vedute e particolari della
“Stanza segreta di Michelangelo”, Museo delle Cappelle Medicee
foto © 2023 Francesco Fantani
courtesy Musei del Bargello

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: "Stanza segreta di Michelangelo" - Cappelle Medicee - Piazza San Lorenzo - Firenze
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