Nel comune di Riehen del Canton Basilea, la Fondation Beyeler ospita uno dei più importanti musei di arte moderna e contemporanea in Svizzera. Oltre all’edificio principale, il complesso museale comprende anche uno splendido parco e Villa Berower, una costruzione tardo-barocca che ospita gli uffici della Fondazione e un ristorante. Inaugurata nel 1997, l’espansione progettata da Renzo Piano è un grande edificio a pianta rettangolare segnato da quattro muri disposti longitudinalmente a sostegno di un tetto semi-trasparente definito, dall’architetto genovese , “una macchina per l’illuminazione zenitale” con un ingegnoso sistema per controllare l’illuminazione naturale delle sale e filtrare la luce solare diretta. Inoltre, l’edificio è costituito, in massima parte, da grandi finestrature pensate per mettere in dialogo le opere d’arte ed il paesaggio circostante maggiormente valorizzato dal lungo giardino d’inverno a fiancheggiare le sale espositive.

Oltre alla collezione permanente, due giorni fa è stata inaugurata una mostra monografica dedicata a Wayne Thiebaud (1920-2021), finora poco noto in Europa e a volte definito “paintings of pastries and cakes” (l’ispirazione di fissare su tela i colori di torte e crostate risale a quando, da giovanissimo lavorava in un diner). In realtà, è famoso negli Stati Uniti per le sue nature morte dove spinge le potenzialità espressive del pennello fino ai limiti tra mondo visibile e mondo immaginario, plasmando un proprio linguaggio iconografico che si muove continuamente tra ironia, scherzo, nostalgia e malinconia.

A ragione, tra i maggiori esponenti dell’arte figurativa americana, visse fino al 1930 in California, a Long Beach, sviluppando un precoce interesse per fumetti e cartoni animati. Lavorò brevemente nel dipartimento di animazione dei Walt Disney Studios per passare in seguito all’attività di grafico commerciale. Dal 1949 al 1953 studiò arte alla San José State University e alla California State University di Sacramento.

Per tutta la vita svolse l’attività di insegnante finendo con il formare generazioni di artiste e artisti. Thiebaud lavorò lontano dalle grandi metropoli incurante dei movimenti dominanti del suo tempo. L’attenzione per gli oggetti della cultura popolare lo portò a essere sovente associato alla pop art, un’appartenenza in cui non si riconobbe mai. Al massimo, per la sua particolare visione dell’estetica della produzione di massa e il suo costante focalizzarsi sulla pittura, può esserne considerato un precursore. Lui stesso citava tra le fonti di ispirazione Velázquez, Cezanne, Rousseau e Mondrian, ma, in qualità di cartonista, era fortemente influenzato anche dall’arte commerciale e dalla pittura di manifesti.

Nelle sue nature morte raffiguranti oggetti quotidiani, Thiebaud evoca le promesse dell’«American way of life» in seducenti tonalità pastello. Al tempo stesso i suoi ritratti, le vedute urbane multiprospettiche e i paesaggi, evidenziano la poliedricità di un pittore tecnicamente brillante.
La retrospettiva – curata da Ulf Küster, Senior Curator della Fondation Beyeler, nata dalla stretta collaborazione con il lascito dell’artista e con la sua galleria Aquavella – evidenzia i più importanti nuclei tematici, con sessantacinque opere provenienti da collezioni pubbliche americane e da prestiti privati.

Per il pubblico lo scoprire di quell’originalissimo modo di dipingere, per l’uso del colore definibile perfettamente con l’aggettivo «tattile».
Il catalogo della mostra, realizzato da Bonbon (Zurigo), è pubblicato in tedesco e in inglese da Hatje Cantz Verlag, Berlino. Il volume contiene anche l’ultima intervista a Wayne Thiebaud del 2021 realizzata da Jason Edward Kaufman.