A Roma, Palazzo Altemps in passato ha acccolto una prestigiosa biblioteca – raccolta tra la fine del XVI e il XVII secolo dal cardinale Marco Sittico Altemps e dal nipote Giovanni Angelo, poi confluita nella Biblioteca Apostolica Vaticana – e nell’Ottocento ha ospitato prestigiosi salotti letterari. Nella chiesa della Clemenza e di Sant’Aniceto, custodita all’interno dell’edificio, Gabriele D’Annunzio sposò nel 1883 Maria Hardouin di Gallese, famiglia che per ultima abitò Palazzo Altemps dove adesso prosegue, fino al 12 febbraio 2023 una mostra che, per la prima volta in Italia, ricostruisce quel particolarissimo spirito che animò Bloomsbury, il luogo dove vennero sperimentate forme di vita, e di pensiero, nuove capaci di scardinare sia i principi vittoriani, sia il forte spirito patriarcale di cui era ancora intriso il Ventesimo secolo.

“Virginia Woolf e Bloomsbury. Inventing Life” è un progetto del Museo Nazionale Romano e della casa editrice Electa, realizzato in collaborazione con la National Portrait Gallery di Londra, evento espositivo che porta in primo piano l’anima primigenia di Palazzo Altemps nato come casa nobiliare nel cuore di Roma.
Ideata e curata da Nadia Fusini – profonda conoscitrice dell’autrice inglese della quale ha curato l’edizione in due volumi nei Meridiani – in collaborazione con Luca Scarlini – scrittore, drammaturgo, narratore, performance artist – racconta innanzi tutto un’esperienza di amicizia intellettuale attraverso libri, parole, dipinti, fotografie e oggetti dei protagonisti di questa avventura dell’arte e del pensiero.

Rimasti orfani nel 1904, Virginia Stephen (solo otto anni dopo sposerà Leonard Sidney Woolf, scrittore, editore giornalista e teorico politico) con i fratelli Vanessa, Thoby e Adrian si trasferirono, dall’altolocato 22 di Hyde Park Gate di Kensington, nel meno privilegiato quartiere di Bloomsbury dove, ben presto, un nutrito gruppo di giovani donne e uomini iniziò a incontrarsi nella casa al 46 di Gordon Square inventando una nuova e libera filosofia di vita.
In cinque stanze di Palazzo Altemps, corrispondenti ognuna alle diverse sezioni della mostra, si svolge il racconto delle figure di Bloomsbury.
I giovani intellettuali che si incontravano nelle stanze delle sorelle Stephen condividevano predilezioni artistiche, relazioni romantiche, esperienze lavorative innovative, motivazioni sociali. Individui dalla forte personalità diventeranno economisti, storici, scrittori, filosofi e artisti impegnati di sinistra: spesso saranno molto famosi. Speravano, come Leonard Woolf, in una società senza classi o, come Virginia, in un mondo senza torri d’avorio per i suoi artisti; John Maynard Keynes ha rivoluzionato il pensiero economico e ha posto le basi del welfare state, nonché della collaborazione dello stato alle arti; Lytton Strachey ha inventato un nuovo modo di scrivere la storia. Al di là del valore indiscusso dell’uguaglianza, intanto e prima di tutto economica, altro valore irrinunciabile era il riconoscimento della singolarità di ciascuno.

Curato da Nadia Fusini e Luca Scarlini, il catalogo della mostra edito da Electa è costruito come un diario intimo, un quaderno di appunti e ricordi, un racconto visivo che, anche attraverso autorevoli saggi, ripercorre i nuclei tematici dell’esposizione, ossia i protagonisti, le case, gli amori, la letteratura, il rapporto con le arti e l’editoria, tracciando il ritratto di una delle esperienze culturali più significative del Novecento.