A Firenze prosegue a ingresso gratuito fino a giovedì 22 maggio “Vestirsi è facile / Nuove forme radicali” un progetto di Dario Bartolini – Archizoom, primo appuntamento di “Campo Aperto”, programma di iniziative promosso da IED Firenze che ha aperto alla città l’ex Teatro dell’Oriuolo rendendolo spazio pubblico di sconfinamento, dove la scuola sperimenta, le discipline si intrecciano, le pratiche si mescolano e le idee si trasformano in visioni inedite. Il progetto reinterpreta, con uno sguardo contemporaneo, l’eredità visionaria di Vestirsi è facile_Dressing Design, il celebre esperimento firmato da Archizoom, iniziativa che si spinge oltre i confini della moda e del design, trasformando l’architettura del vestito in uno spazio di autoprogettazione, critica e resistenza alle logiche della produzione di massa.

Attraverso un workshop e una mostra, il progetto ha coinvolto studenti di moda, design e comunicazione in un percorso di ricerca sulle radicalità contemporanee, un viaggio nella prima architettura che abitiamo (l’abito) per sovvertire la sua funzione convenzionale e riscoprirlo come dispositivo espressivo, politico e sociale. La cultura del progetto degli architetti radicali diventa la chiave per rileggere un momento fondativo delle neoavanguardie fiorentine degli anni Sessanta e proiettarlo nel presente. Il dialogo tra i protagonisti della storia recente e una nuova generazione di progettisti spinge oltre i confini disciplinari, intrecciando saperi e metodi diversi, aprendo nuove prospettive di ricerca ancora inesplorate.

La mostra, più che un’esposizione, è una sorta di manifesto di un modello di scuola che, attraverso una conoscenza critica della storia, offre agli studenti strumenti concreti per reinventarla. Un campo aperto di forze e tensioni creative, che si nutre della memoria per generare nuove possibilità, rinnovandosi attraverso lo sguardo delle nuove generazioni. Il tutto intrecciando pezzi storici di Vestirsi è facile con nuove produzioni, per cui passato e presente dialogano per costruire nuove visioni del futuro.
L’esperienza didattica, quindi, è stata trasformata in uno spazio esplorativo dove il pensiero può espandersi senza vincoli così da aprire percorsi inediti, attraverso gli incontri laboratoriali con Dario Bartolini, e occasioni di sperimentazione collettiva dove il progetto si costruisce nel confronto, nella pratica condivisa e nella capacità di dare forma alle idee.