“Arezzo. La città di Vasari” è il titolo del progetto che, in occasione dei quattrocentocinquanta anni dalla morte, dallo scorso maggio – fino a febbraio 2025 – ha connesso musei, biblioteche e archivi aretini per celebrare il pittore, architetto e storico dell’arte divenuto emblema del genio poliedrico tardo rinascimentale. Una geografia artistica per scoprire un organismo urbano ricco di suggestioni, capace di rievocare il contesto in cui visse e operò uno dei massimi protagonisti del Cinquecento, in relazione alla città che lo vide nascere e dove scelse di stabilirsi insieme alla moglie Niccolosa Bacci, ai suoi dintorni e al più vasto ambito storico e culturale.

Sensibile interprete dell’aria del tempo e insieme autore di notevoli innovazioni, unificando tutte le arti maggiori – pittura scultura e architettura – Vasari praticò tenacemente il ricorso al linguaggio allegorico inventando uno stile che divenne ricorrente nel Cinquecento, sia nelle creazioni letterarie che nell’espressione visiva, dove immagini e soggetti fantastici acquisiscono un’alta intensità simbolica. Tra le opere in mostra tavole, tele e disegni sia di Vasari che di artisti coevi e collaboratori, insieme a lettere, manoscritti e volumi a stampa provenienti dall’Archivio Vasari, oltre all’eccezionale presenza di imponenti pale d’altare.

A coronare questo percorso di avvicinamento all’opera vasariana, la mostra di punta “Giorgio Vasari. Il teatro delle Virtù” in corso fino a domenica 2 febbraio 2025 tra la Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea e l’ex Chiesa di Sant’Ignazio. La grande esposizione, curata da Cristina Acidini con la collaborazione di Alessandra Baroni, presenta con oltre cento capolavori, ponendo l’accento sull’utilizzo dell’allegoria, quel patrimonio di invenzioni sacre e profane messe a profitto da Vasari per la gloria del granduca Cosimo I, suo protettore dal 1550 alla morte.

Le otto sezioni del percorso espositivo, pensate per presentare in maniera esaustiva non solo l’opera di Vasari, ma anche la sua fittissima rete di relazioni e le novità di cui fu interprete e che avrebbero cambiato per sempre la storia dell’arte. Il percorso di vita e di lavoro del maestro è valorizzato in “Giorgio Vasari, un gigante dell’arte”: l’artista, l’architetto degli Uffizi e delle Logge, la famiglia, la fama come scrittore, l’incontro e il favore dei Medici, l’amicizia con Michelangelo, il rapporto con Bronzino, la fedeltà alla sua città, nella quale volle essere sepolto. 

Domina la sezione il cosiddetto “Autoritratto degli Uffizi”, opera di Giovanni Stradano che celebra il ruolo apicale dell’aretino presso la corte del Granduca. Si prosegue con “Il giovane Vasari: una formazione d’eccellenza”: grazie ad una profonda educazione umanistica, Giorgio seppe costruire già dalla prima gioventù i contatti che presto lo portarono a girare l’Italia. A testimonianza troviamo carteggi rari e pubblicazioni, oltre ad straordinarie opere pittoriche della prima fase fiorentina come Tentazioni di San Girolamo, normalmente esposto alle Gallerie degli Uffizi.

Un focus speciale è dedicato, in “L’apoteosi delle Virtù”, alla nascita del linguaggio allegorico per immagini e alle invenzioni visive che furono apprezzate non solo dai Medici, ma anche dai pontefici Pio IV e Pio V e dal cardinale Alessandro Farnese, che incoraggiò Vasari a scrivere Le vite. A impreziosire la sezione opere rarissime come Allegoria del sonno, Allegoria dell’oblio e lo splendido studio a penna e inchiostro con Le Primizie della Terra offerte a Saturno, preparatorio per l’affresco della Sala degli Elementi in Palazzo Vecchio, concesse in prestito dal Met di New York.

Non mancano approfondimenti sugli episodi più significativi della vita del Vasari: in “L’Accademia del Disegno” si evidenzia la fondazione dell’Accademia delle Arti del Disegno, autorizzata dal duca Cosimo per regolare il sistema delle committenze pubbliche. Ne fecero parte molti artisti illustri: Salviati, Cellini, Bronzino, Allori, Stradano, gli Zuccari – presenti in mostra – con i quali Vasari condivise i cantieri artistici eseguiti negli anni d’oro al servizio di Cosimo de’ Medici, da Palazzo Vecchio agli apparati per le nozze del principe Francesco.

Ancora: “Vasari e l’Arte Sacra”, sezione tematica dedicata alle committenze pubbliche e private con opere del calibro di la Sacra Famiglia, la Crocifissione con la Madonna, san Giovanni e santa Maria Maddalena e il Cristo portacroce oltre ai tondi provenienti dagli altari non più esistenti di Santa Maria Novella a Firenze, esposti per la prima volta. 

I disegni, che per Vasari erano ideazione e progettazione alla base di ogni opera – sia essa in pittura, scultura, architettura o arti applicate – sono centrali in “Il Disegno, padre delle Arti”. Moltissimi quelli esposti di cui nove, tra schizzi e cartoni preparatori, per il Giudizio Universale della Cupola di Santa Maria del Fiore, completata poi da Federico Zuccari.

“La Chimera, Vasari e il Duca”, ovvero la genialità dell’artista “comunicatore”. Al ritrovamento dello strepitoso bronzo etrusco, scoperto ad Arezzo e condotto trionfalmente a Firenze, l’intervento di Vasari fu rapido e perspicace: lo inserì nella propaganda politica di Cosimo, come simbolo di una civiltà precedente all’autorità della Roma imperiale e antenata dalla Toscana moderna.

Infine la sezione dedicata a “Pitture monumentali in chiese e basiliche” con quattro tra le più grandiose pale dipinte da Vasari tra il 1545 e il 1569, mai uscite dalle sedi originali durante gli ultimi due secoli, come l’Allegoria dell’Immacolata Concezione dalla chiesa dei Santi Apostoli a Firenze e l’Adorazione dei Magi dal complesso monumentale di Santa Croce e Ognissanti di Bosco Marengo in Piemonte.

Accompagna l’evento espositivo un catalogo edito da Mandragora inoltre, per per rendere la mostra fruibile anche al pubblico più giovane sono stati creati una serie di percorsi per le scuole diversificati e calibrati, dall’ infanzia alla secondaria di secondo grado. Il progetto, dal titolo “Incontrare Giorgio Vasari” ha la finalità di accompagnare bambini e bambine, ragazzi e ragazze, proponendo modi coinvolgenti di fare esperienza dell’arte, rendendo i contenuti più accessibili attraverso una metodologia didattica che intreccia i contenuti veicolati alle esperienze personali dei visitatori, in modo partecipativo e ludico.

Dettagli

Didascalia immagini

alcuni scatti dell’allestimento
courtesy Ufficio Comunicazione di Fondazione CR Firenze

 

Orari mostra

Lu/me/gio/ve: 10 -18

Sa/do: 10 – 19

(martedì chiuso)

 

 

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea e ex Chiesa di Sant’Ignazio - Arezzo
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Fino al: 02 Febbraio, 2025