Il Museo degli Innocenti di Firenze ospita, in anteprima nazionale fino a domenica 22 febbraio 2026, Toulouse-Lautrec. Un viaggio nella Parigi della Belle Époque, un percorso – curato da Jürgen Doppelstein e accompagnato da un catalogo edito da Moebius – tra dipinti, disegni, manifesti, litografie e oggetti di quello che fu un mondo di luci e ombre, splendore e fragilità, vitalità e contraddizioni di una città che non dormiva mai.

Mentre l’Europa viveva un periodo di relativa pace e progresso, Parigi era diventata la capitale del piacere e dell’avanguardia, dove architettura, pittura, arredamento, scultura e musica erano invasi da rimandi alla natura, al mondo vegetale e a un’immagine nuova della figura femminile. Nei caffè, nei teatri e nei cabaret di Montmartre, l’energia di un’epoca illuminata dalla luce elettrica e proiettata al progresso, ma anche incapace di sottrarsi all’ebbrezza dell’eccesso o al fascino del disincanto.

Henri de Toulouse-Lautrec (Albi, 24 novembre 1864 / Saint-André-du-Bois, 9 settembre 1901) fu l’occhio più acuto e implacabile di quella stagione e con quel suo tratto rapido, incisivo, con i colori accesi, vibranti, catturò l’anima di un momento storico in cui l’arte della quotidianità, permise a danzatrici, chansonnier, attori, personaggi della notte, di diventare i protagonisti di un immaginario che segnò per sempre la modernità.

Una testimonianza irripetibile, in cui l’eleganza, declinata con ironia, malinconia e leggerezza rese, la Parigi di Toulouse-Lautrec, eterna e universale. Con il suo stile inconfondile, Arthemisa produce e organizza un evento espositivo capace di testimoniare al visitatore il fermento culturale di una capitale spensierata, con i boulevard invasi di arte e i caffè ritrovo per pittori, scrittori, ballerine, le prime luci elettriche e la nascita della società di massa.

In questo fervore nasce e si afferma Toulouse-Lautrec, figura unica nel panorama artistico europeo, pittore, illustratore e grafico che seppe catturare con sguardo ironico, profondo, la vita notturna e lo spirito bohémien da frequentatore assiduo di locali come il Moulin Rouge. I suoi manifesti pubblicitari, realizzati con una tecnica litografica innovativa e con la prospettiva di dipingere come se fosse a un tavolo subito sotto il palco, rivoluzionarono il concetto di grafica promozionale per poi divenire icone visive della Belle Époque.

Tra le opere più celebri esposte – prestito della Collezione Wolfgang Krohn di Amburgo – litografie a colori (come Jane Avril, 1893), manifesti pubblicitari (come Troupe de Mademoiselle Églantine del 1896 e Aristide Bruant nel suo cabaret del 1893), disegni a matita o a penna, grafiche promozionali e illustrazioni per giornali (come in La Revue blanche del 1895).

Presenti anche lavori di altri protagonisti della Belle Époque e dell’Art Nouveau in un viaggio visivo tra eleganza e innovazione, dove spiccano le figure femminili di Alphonse Mucha, i manifesti di Jules Chéret – considerato il pioniere della pubblicità moderna – e le atmosfere di Georges de Feure. Completano il percorso lavori di Frédéric-Auguste Cazals, Paul Berthon e altri che seppero trasformare la grafica in arte.

L’allestimento, in nove sezioni, è completato da un ricco apparato di fotografie, video e arredi per fornire un’esperienza multisensoriale tra il 1880 e il 1900, esplorando non solo Toulouse-Lautrec, ma anche la Belle Époque in tutti i suoi contrasti, sogni e rivoluzioni culturali. Considerata come una corrente internazionale, si fondava sulla rottura con l’eclettismo e lo storicismo ottocenteschi, la risposta moderna a una società sempre più industrializzata.

Concepita come arte totale, il Modern Style divenne Tiffany negli Stati Uniti, Jugendstil in Germania, Sezession in Austria, Nieuwe Kunst nei Paesi Bassi, Liberty in Italia, Modernismo in Spagna, imponendosi rapidamente in Inghilterra, patria dei maggiori teorici del movimento che passerà sotto il nome di Art Nouveau in Francia; le sale del Museo degli Innocenti dettagliano questo clima unico.