Sandro Chia (Firenze 1946) è uno dei cinque artisti che hanno fondato alla fine degli anni ‘70 la Transavanguardia, il movimento artistico italiano così battezzato da Achille Bonito Oliva visto che i cinque invece di appoggiarsi al concettualismo, movimento molto prolifico e seguito in quegli anni, davano di nuovo valore alla rappresentazione pittorica della figura umana e ai problemi che si incontrano durante la vita.
Chi desidera approfondire la conoscenza della personalità di Sandro Chia e confrontare le sue opere con quelle degli altri quattro artisti (Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Nicola De Maria e Mimmo Paladino) può raggiungere Locarno, paese molto carino sulle rive del lago che in Italia prende il nome di Maggiore cioè il più grande del nostro Paese, entro il 6 gennaio 2019 perché nella Pinacoteca Comunale Casa Rusca (piazza S. Antonio) è allestita una ampia ed eloquente esposizione di opere da lui realizzate tra il 1978 e i nostri giorni.

Rudy Chiappini, il curatore, è riuscito a riunire ben cinquanta quadri di grandi dimensioni distribuiti nelle sale dei tre piani della bella e porticata Casa Rosca.
La prima impressione che si riceve guardando questi dipinti è che i loro colori chiari e squillanti risultano abbastanza insoliti adoperati da Chia, artista che di solito usa toni più tenui in quanto è sempre e inequivocabilmente alla ricerca di qualcosa che non trova lasciandolo scontento e incupito.
Non si può pretendere che in questi grandi dipinti dai bei toni azzurro oltremare, giallo sole e rosso brillante possa anche cambiare l’atmosfera che impregna le persone lì rappresentate facendole diventare felici e soddisfatte, perché sarebbe un nonsenso nei confronti di Chia, della sua spiritualità e della necessità di raccontare se stesso oltre alla realtà che lui sente dentro di sé.

Marco Pierini scrive giustamente: “ … ogni rappresentazione del pittore è da intendersi sia alla stregua di figura universale e metastorica sia come autoritratto, sebbene svincolato dal dovere di corrispondere alla fisionomia. Se il soggetto è alla fine pretesto, occasione … per permettere … di potersi attivare al miracolo del quadro da compiersi quale migliore protagonista sarebbe possibile individuare dell’artefice stesso, contemporaneamente oggetto e soggetto della composizione?”.
In effetti il miglior risultato che un artista inconsciamente vuol raggiunge creando un’opera è quello di riuscire a raccontare le sue idee, i problemi, le gioie e le angosce nascosti magari nel più profondo del suo io, a volte persino sconosciuti a lui stesso.

Poiché è curioso e pronto a sperimentare le varie tecniche artistiche anche le più antiche come la ceramica e addirittura il complicato mosaico Chia agli inizi del duemila va a Ravenna per imparare a trasmettere le sue idee anche componendo sul cemento fresco tesserine e tesserine di pietra, di vetro e di terracotta e alcune sue opere sono entrate a far parte della collezione di Palazzo Madama.

La fama di Chia ha ormai raggiunto tutti i Paesi del mondo e la sua vita si svolge un po’ a Miami, un po’ a Roma e anche a Montalcino dove possiede un castello con terreni e vigne e lì si dedica alla produzione del famoso Brunello, anche questa attività abbastanza insolita.
Nonostante le soddisfazioni che ha saputo raggiungere nella vita le persone presenti nelle sue opere continuano a esprimere quasi sempre l’inquietudine di quello che il futuro potrà riservargli anzi riservarci e questo ci racconta come mai lui continui a cercare cose, espressioni, tecniche, colori e momenti nuovi per riuscire a non avere il peso di una risposta oscura o triste al suo continuo interrogare.

Didascalie immagini

  1. Sandro Chia, Leave the Artist Alone, 1985
    Olio su tela, 165 x 255 cm – Collezione D’Ercole, Roma
    © Sandro Chia – ProLitteris Zurigo / Foto Cosimo Filippini, Lugano
  2. Sandro Chia, Magnetism, Optimism, Rheumatism, 2002
    Olio su tela, 200 x 220 cm – Collezione privata
    © Sandro Chia – ProLitteris Zurigo / Foto Matteo Crosera

In copertina un particolare di:
Magnetism, Optimism, Rheumatism, 2002
© Sandro Chia – ProLitteris Zurigo / Foto Matteo Crosera

 

 

 

 

 

 

L’eventuale non corretto funzionamento delle mappe è una problematica di Google Map e quindi non possiamo intervenire

Dove e quando

  • Fino al: – 06 January, 2019
  • Indirizzo: Pinacoteca Comunale Casa Rusca – Piazza Sant’Antonio, 1 – Locarno