Su Ulisse e sul suo mito, che da tremila anni domina la cultura dell’area mediterranea è la grande mostra dei Musei San Domenico di Forlì in programma fino al 31 ottobre. Mito che si è fatto storia e si è trasmutato in archetipo, idea, immagine che oggi, come nei millenni trascorsi, trova
declinazioni, visuali, tagli di volta in volta diversi. Specchio delle ansie di uomini e donne di ogni tempo.

La vasta ombra di Ulisse si è distesa sulla cultura d’Occidente. Dal Dante del XXVI° canto dell’Inferno allo Stanley Kubrick di 2001 – Odissea nello spazio, dal capitano Acab di Moby Dick alla città degli Immortali di Borges, dal Tasso della Gerusalemme liberata alla Ulissiade di Leopold Bloom l’eroe del libro di Joyce che consuma il suo viaggio in un giorno, al Kafavis di Ritorno ad Itaca là dove spiega che il senso del viaggio non è l’approdo ma è il viaggio stesso, con i suoi incontri e le sue avventure.

Il contributo dell’arte è stato decisivo nel trasformare il mito, nell’adattarlo, illustrarlo, interpretarlo continuamente in relazione al proprio tempo. Quindi un grande viaggio dell’arte, non solo nell’arte.

Una grande storia che gli artisti hanno raccontato in meravigliose opere sul protagonista dell’Odissea, il più antico e il più moderno personaggio della letteratura occidentale.

Ulisse getta un’ombra lunga sull’immaginario dell’uomo, in ogni tempo. Raccontarlo ha significato raccontare di sé, da ogni riva del tempo e raccontarlo utilizzando i propri alfabeti simbolici, la propria forma artistica, attribuendogli il significato del momento storico e del proprio sistema di valori.  

Quanti Ulisse! e quante Odissee! Dall’Odissea alla Commedia dantesca, da Tennyson a Joyce e a tutto il Novecento, di volta in volta, Ulisse è l’eroe dell’esperienza umana, della sopportazione, dell’intelligenza, della parola, della conoscenza, della sopravvivenza e dell’inganno. E’ “l’uomo dalle molte astuzie e “dalle molte forme”.

Dopo la Guerra di Troia, quando affronta le sue avventure nel viaggio del lungo ritorno, egli è già un personaggio famoso. Ma quel viaggio è anche la faticosa riconquista di sé, della propria identità, attraverso il recupero narrativo della sua vicenda alla corte di Alcinoo, attraverso la memoria del ritorno. Così come accade all’arte, che narra narrandosi, che racconta l’oggetto e la sua forma stilistica.

Con un comitato scientifico presiduto da Antonio Paolucci, curata da Francesco Leone, Fernando Mazzocca, Fabrizio Paolucci e, Paola Refice, la  mostra racconta un itinerario senza precedenti, attraverso capolavori di ogni tempo: dall’antichità al Novecento, dal Medioevo al Rinascimento, dal naturalismo al neo-classicismo, dal Romanticismo al Simbolismo, fino alla film art contemporanea.

Il visitatore viene accolto dagli imponenti resti della nave recuperata in Sicilia, al largo di Gela, probabilmente la più antica al mondo (600 a.C.). Immagine del viaggio, esposta per la prima volta al pubblico dopo il rinvenimento nel 2008.

Oltre duecento opere con straordinari pezzi legati all’archeologia, sculture antiche, ma anche il Cavallo di Troia di Mimmo Paladino, la Sirena di Sartorio e le opere di Rubens, Hayez, Waterhouse, Hilton, De Chirico, Manzù, Inoltre, a narrare il viaggio dell’Eroe, le opere dei tre grandi scrittori che ne “fotografano” la figura in epoche differenti: Omero ci presena l’Ulisse alle prese con le divinità capricciose, Dante l’Uomo alla ricerca della conoscenza e Joyce l’Eroe moderno.

Ulisse siamo noi, le nostre inquietudini, le nostre sfide, la nostra voglia di rischiare, di conoscere, di andare oltre.
Accompagna l’evento un catalogo edito da Silvana.

Didascalie immagini

  1. Ulisse, I sec. d.C., marmo. Sperlonga, Museo Archeologico Nazionale
  2. Domenico Beccafumi, Penelope, 1519, olio su tavola. Venezia, Pinacoteca Manfrediniana del Seminario Patriarcale.
  3. Claude Lorrain, Ulisse ricevuto dalle figlie di Licomede, 1635, olio su tela. San Pietroburgo, Museo dell’Ermitage
  4. Luca Giordano, Ulisse e Calipso, olio su tela. Rovigo, Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi
  5. Joseph Wright of Derby, Penelope disfa la sua tela alla luce di una candela, 1783, olio su tela. J. Paul Getty Museum, Los Angeles
  6. Johann Heinrich Füssli, Tiresia predice il futuro a Ulisse, 1804, olio su tela. Cardiff, National Museum of Wales
  7. Lèon Belly, Les Sirènes, 1867, olio su tela. Saint-Omer, Musée de l’hôtel Sandelin.
  8. Jean Alfred Marioton, Ulisse e Nausicaa, 1888, olio su tela. Parigi, Musée d’Orsay
  9. John W. Waterhouse, Circe invidiosa, 1892, olio su tela. Adelaide, Art Gallery of South Australia.
  10. Giorgio De Chirico, Ulisse. Autoritratto come Odisseo, 1922-24, olio su tela. Collezione privata.

In copertina un particolare di
Bele Čikoš Sesia, Ulisse e i pretendenti, 1898, olio su tela. Zagabria, Croatian Institute of History

Dove e quando

Evento: Musei San Domenico – Forlì
  • Fino al: – 31 October, 2020