«Il sesso è sempre stato molto complicato per me. Quando ero giovane, intorno ai quattordici o quindici anni, era più che altro un mezzo per andare da qualche parte, per muovermi, esplorare, vedere il mondo attraverso gli altri e sentirli nel profondo. Poi mi resi conto di ricevere molto meno di quanto stessi dando, e questo non mi rendeva felice, così tornai alla castità. Nella mia vita ho attraversato lunghe fasi di astinenza dal sesso, la più lunga è durata circa dieci anni. Credo di stare attraversando un’altra fase simile, ma stavolta è diverso per via di tutte le operazioni che ho subito. Il mio corpo è profondamente segnato da ciò che gli è accaduto. Penso che il corpo abbia una sua memoria: il mio è stato ferito dall’amore, dal sesso, dagli interventi chirurgici, dallo stupro, dalle malattie trasmesse sessualmente e dagli aborti. È come se quella parte di me fosse insensibile ormai, per ragioni sia psicologiche che fisiche. Oggi per me c’è qualcosa di più importante del sesso: è l’amore, sì, senza dubbio, l’amore è più importante. E la possibilità di avere entrambi contemporaneamente è piuttosto rara,
specialmente per me.»
Tracey Emin
(estratto dal catalogo della mostra “Sex and Solitude“, edito da Marsilio Arte)

Se ogni evento espositivo, al di là delle conoscenze specifiche, si legge secondo la personalissima sensibilità, abbiamo lasciato al curatore Arturo Galansino l’introduzione di “Sex and Solitude” perché, la prima grande mostra italiana dedicata a Tracey Emin necessita di una visita attenta e non influenzata da chi l’ha già vista.

Celebre per l’approccio diretto e crudo con cui traduce esperienze personali in opere profondamente intime, intense e potenti, Emin non rappresenta mai eventi specifici, ma cattura emozioni come la passione sessuale e la malinconia, rappresentate in un universo fatto di forme e dimensioni. Nella pratica, vita e arte si intrecciano con lavori in cui, i momenti privati, si trasformano in metafore che riflettono sui grandi temi dell’esistenza.

Opere collocabili nella tradizione femminista attraverso una produzione che affronta, senza compromessi e ipocrisie, argomenti quali il desiderio, il corpo, la solitudine esplorando stati complessi, declinati in stili e tecniche apertamente espressioniste: vulnerabilità, crudezza e fisicità sono parole chiave che determinano il suo mondo artistico, in cui tenerezza e amore si accompagnano a dolore e sacrificio.

Una ricerca onesta e fortemente autobiografica, si concentra in particolare sull’idea della figurazione, ponendosi in particolare rapporto con maestri come Edvard Munch ed Egon Schiele, due degli artisti da lei più amati. La sua esplorazione del corpo la inserisce infatti in una tradizione centrata sulla figura umana.

A Palazzo Strozzi fino a domenica 20 luglio, quindi, la possibilità di indagare la poliedrica attività dell’artista britannica osservando oltre sessanta opere – molte presentate in Italia per la prima volta, come la monumentale scultura in bronzo I Followed You To The End (Ti ho seguito fino alla fine, 2024), esposta in dialogo con lo spazio rinascimentale del cortile o la storica installazione Exorcism of the last painting I ever made (Esorcismo dell’ultimo dipinto che abbia mai fatto, 1996), ricostruita in una delle sale del piano nobile – in un viaggio che dagli anni Novanta arriva ai nostri giorni di cui, parte fondamentale, sono anche nuove produzioni realizzate appositamente per la mostra fiorentina accompagnata da un catalogo edito da Marsilio Arte.

Per intervista di otto studenti del Dipartimento d’Arte di Istituto Marangoni Firenze a Tracey Emin clicca qui

Dettagli

Video presentazione di Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi e curatore di “Tracey Emin. Sex and Solitude”. Credits: Tracey Emin, Sex and Solitude, Palazzo Strozzi, Firenze, 2025. Foto Ela Bialkowska, OKNO Studio © Tracey Emin. Tutti i diritti riservati, DACS 2025. Courtesy Fondazione Palazzo Strozzi

in copertina un particolare dell’immagine guida della mostra
Tracey Emin, I waited so Long (Ho aspettato così a lungo), 2022 (particolare)
acrilico su tela, cm 183,1 × 183,3
Collezione privata c/o Xavier Hufkens Gallery
© Tracey Emin. Tutti i diritti riservati, DACS 2025.
Foto HV-Studio.

Dove e quando

Evento: Tracey Emin. Sex and Solitude

Indirizzo: Palazzo Strozzi - Piazza degli Strozzi - Firenze
[Guarda su Google Maps]

Fino al: 20 Luglio, 2025