“Per quanto sembrino cose di secondaria importanza, la missione degli abiti non è soltanto quella di tenerci caldo. Essi cambiano l’aspetto del mondo ai nostri occhi e cambiano noi agli occhi del mondo.”
                                                                                                                     da Orlando di Virginia Woolf

Mescoliamo l’eleganza del Settecento europeo alle stoffe e all’arte tessile della Firenze del Trecento.
Un viaggio lento e raffinato tra la bellezza capace di far fermare gli occhi e il tempo.

Tessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento. Lana, seta, pittura presso la Galleria dell’Accademia fino al 18 marzo 2018 e Il capriccio e la ragione. Eleganze del Settecento Europeo, fino al 29 aprile 2018 nel Museo del Tessuto di Prato.

La prima, presso la Galleria dell’Accademia, è un’esposizione che descrive l’importanza dell’arte tessile a Firenze nel Trecento, dal punto di vista economico, nel campo della produzione artistica e nei costumi della società del tempo.
La seconda, allestita nella sala dei tessuti antichi del Museo, è un viaggio nello stile e nel gusto della cultura artistica del Settecento, attraverso la moda, il tessuto e le arti decorative.

Tessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento. Lana, seta, pittura

Cecilie Hollberg, direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze, ha voluto con questa mostra offrire ai visitatori la possibilità di immergersi tra stoffe, tessuti preziosi e fastose pale dorate che testimoniano la grande tradizione artigianale e artistica di Firenze. “…Opere e manufatti che costituiscono le radici più profonde della moda che ancora oggi ha in Firenze uno dei centri di maggiore creatività al mondo».
È qui, nella Galleria dell’Accademia di Firenze che si racconta la nascita della moda: il pregio della lana e della seta, il prestigio della produzione fiorentina che si impone in Europa prima e poi nel resto del mondo. La lavorazione dei tessuti diviene ben presto la base dell’enorme ricchezza della città. Traendo ispirazione dalle stoffe e dalla moda del tempo, gli artigiani e i pittori fanno di queste i protagonisti delle loro tavole e dei loro affreschi.
Le Geometrie mediterranee del mondo musulmano, il Lusso dall’Asia mongola, le Creature alate degli ornamenti tessili di influenza cinese, le Invenzioni pittoriche, il Lusso proibito e per finire i Velluti di seta che anticipano gli sviluppi della moda nel secolo successivo.

Nelle sale della Galleria opere importanti: Il Battesimo di Cristo di Giovanni Baronzio, proveniente dalla National Gallery di Washington; un Frammento di tessuto con fenici e foglie di vite, proveniente dal Museo del Tessuto di Prato; il Pourpoint di Charles de Blois proveniente dal Musée des Tissus di Lione, l’Incoronazione della Vergine e quattro angeli di Gherardo di Jacopo, il Crocifisso del tardo Duecento appartenente alla Galleria dell’Accademia – restaurato per l’occasione – che testimonia la ricchezza delle stoffe islamiche più antiche, riscontrabili in alcuni tessuti presenti in Spagna alla metà del Trecento.

Il Capriccio e la Ragione. Eleganze del Settecento europeo
Nella parte più antica dell’ex opificio Campolmi – esempio di archeologia industriale tessile toscana, recuperata dal Comune di Prato e trasformata in polo cultuale cittadino – i tessuti la fanno da padroni attraverso intrecci con capi d’abbigliamento, oggetti d’arredo, dipinti e incisioni. Un secolo ricco e complesso come il XVIII secolo che racconta i fasti delle corti europee: scene allegoriche tratte dagli affreschi del Tiepolo proiettate sulle volte a crociera della sala e superfici specchianti creano una melodia di eleganti effetti.
Quale titolo più giusto poteva essere scelto: esotismo, porcellane cinesi, tessuti dai richiami orientali che portano in occidente il nuovo gusto, rigenerato e trasformato, che ricadrà poi sulle produzioni europee. La seta, i filati metallici, accessori che testimoniano il lusso, lo sfarzo e l’eleganza delle corti.
La riscoperta dell’ornato dell’arte classica, i disegni di Piranesi, i bottoni cammeo inglesi.

E ancora il pensiero razionalista: una nuova palette cromatica che racconta l’estetica neoclassica tra i toni velati e pastello. Dal fasto della corte allo stile più “secco” di una borghesia imprenditoriale.
La mostra si avvale della straordinaria collaborazione del Museo della moda e del costume delle Gallerie degli Uffizi, prima di una lunga serie che vedrà queste due enormi realtà unite per altri importanti eventi.
Come importante è la collaborazione con il Museo Stibbert di Firenze, scrigno di innumerevoli tesori raccolti da Frederick Stibbert al quale si deve il restauro degli apparati tessili del Salottino Luigi XVI, che sarà restituito ai visitatori a partire dal 29 giugno prossimo, e insieme alla rinnovata sala dei Costumi e dei Tessili, andrà a costituire una vera e propria appendice fiorentina della mostra.

Tra tessuti e ricchezza vediamo una Firenze del Trecento nella sua originalità, sofisticata e di impatto, che ha segnato – allora come oggi (ci piace pensare) – un’eleganza e una classe senza tempo. Un gusto tutto italiano che già al tempo guardava a quei colori e a quelle fantasie, fatti di capriccio e ragione, del Settecento europeo, e che ancora oggi sembrano essere di moda.

 

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Veste infantile, Groenlandia, metà del XIV secolo, Lana, Copenaghen, Nationalmuseet
  2. Dalmatica, Germania del Nord, prima metà del XIV secolo, confezionata con cinque diversi lampassi in seta e oro membranaceo (su pelle o vellum) in strisce piatte, dinastia Yuan o Persia mongolica, Stralsund, Stralsund Museum / Dalmatica, Germania del Nord, 1400 circa, Confezionata con quattro diversi lampassi in seta e argento filato membranaceo (su budello), Italia, Stralsund, Stralsund Museum
  3. Tessuto con motivi giapponesi, Francia, sec. XVIII, primo quarto, Lampasso di seta broccato in oro filato e ritorto, argento filato e ritorto, n. inv. AS92, Como, Museo Studio del Tessuto, Fondazione Antonio Ratti
  4. Tessuto con paesaggio, Inghilterra (?),, sec. XVIII, primo quarto, Gros de Tours liseré in seta, broccato in seta argento e oro lamellare, argento e oro filato, n. inv. AS44, Como, Museo Studio del Tessuto, Fondazione Antonio Ratti
  5. Tessuto con composizione floreale, Francia, sec. XVIII, secondo quarto, lampasso liseré lanciato in seta, broccato in argento filato e ritorto, n. inv. AS322, Como, Museo Studio del Tessuto, Fondazione Antonio Ratti

IN COPERTINA
Tessuto con paesaggio, Inghilterra (?),, sec. XVIII, primo quarto, Gros de Tours liseré in seta, broccato in seta argento e oro lamellare, argento e oro filato, n. inv. AS44, Como, Museo Studio del Tessuto, Fondazione Antonio Ratti
[particolare]


Tessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento.Lana, seta, pittura
ideata e curata da Cecilie Hollberg, promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con la Galleria dell’Accademia di Firenze.

Il Capriccio e la Ragione. Eleganze del Settecento europeo
è organizzata dalla Fondazione Museo del Tessuto di Prato con la collaborazione del Museo della Moda e del Costume delle Gallerie degli Uffizi, del Museo Stibbert di Firenze e del Museo Studio del Tessuto della Fondazione Antonio Ratti di Como con altre prestigiose istituzioni sia pubbliche che private.