L’occasione è stata quella di celebrare la partenza del Tour de France, per la prima volta, dall’Italia. Infatti l’edizione 2024 è iniziata a Firenze lo scorso 29 giugno raggiungendo Rimini e, da lì, ha proseguito per le tappe “italiane” che hanno attraversato l’Emilia Romagna, la Lombardia e il Piemonte per poi ricondurre la Grande Boucle in territorio francese. L’opportunità per glorificare due figure leggendarie del ciclismo italiano, che il Tour l’hanno vinto in epoche diverse, Gino Bartali (1948) e Marco Pantani (1998), ma contempla anche la presentazione di un grande italiano delle due ruote, che il Tour lo vinse per ben due volte, nel 1924 (quest’anno il centenario della vittoria) e 1925: Ottavio Bottecchia, “el furlan de fero”.

Pertanto, a Palazzo Tadea di Spilimbergo prosegue fino a domenica 29 settembre, Tour de France di Robert Capa e altri fotografi della Magnum organizzata dal Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia con Suazes e Magnum Photos, in collaborazione con la Regione FVG, Comune di Spilimbergo, con il sostegno della Fondazione Friuli e il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine.

La mostra, a ingresso libero e accompagnata da un catalogo edito da Silvana, presenta un’ottantina di immagini dei maestri della celebre agenzia fotografica, esplorano la dimensione umana di questa pratica sportiva che fa del ciclismo uno degli sport più popolari e amati.
Attraverso il Tour, il racconto di epopee di campioni, ma anche la loro quotidiana, straordinaria umanità, oltre al grande pubblico che, ai bordi delle strade e al traguardo, li sostenne immedesimandosi con loro. La splendida possibilità di andare oltre le gesta sportive ponendo l’attenzione sulle alchimie del ciclismo, l’unico sport, come ripeteva Gianni Mura, dove “chi fugge non è un vigliacco”.