Al Museo degli Innocenti prosegue fino a domenica 4 maggio, una bella mostra dove, al di là delle suggestioni del percorso di visita, dalle attenzioni ai particolari agli approfondimenti, la vera protagonista è la luce della Normandia i cui paesaggi esercitarono una fortissima attrazione per l’immediatezza e la vitalità circostante così da immortalare sulla tela gli umori del cielo, lo scintillio dell’acqua e le verdeggianti valli. Luoghi come Dieppe, l’estuario della Senna, Le Havre, la spiaggia di Trouville, il litorale da Honfleur a Deauville, il porto di Fécamp diventano soggetti di grande potenza modellati dal vento, dal mare e immersi nella bruma.

Furono gli acquarellisti inglesi come Turner e Parkes che, attraversata la Manica per abbandonarsi allo studio di paesaggi, trasmisero la loro capacità di tradurre la verità e la vitalità naturale ai pittori transalpini: gli inglesi parlano della Normandia, della sua luce, delle sue forme ricche che esaltano i sensi e l’esperienza visiva. Quei microcosmi è come se possedessero una personalità fisica, intensa ed espressiva, che i pittori francesi giungono ad afferrare dando così il via al movimento impressionista inspirati dai colori intensi e dai panorami scintillanti.

Incentrato soprattutto sul patrimonio della Collezione Peindre en Normandie, affiancato da prestiti provenienti dal Musée d’art moderne di Le Havre e da collezioni private, il percorso – formato da una settantina di opere, curato da Alain Tap, prodotto e organizzato da Arthemisia – ripercorre le tappe della corrente presentando capolavori come Falesie a Dieppe (1834) di Delacroix, La spiaggia a Trouville (1865) di Courbet, Fécamp (1881) di Monet, Tramonto, veduta di Guernesey (1893) di Renoir raccontando gli scambi, i confronti e le collaborazioni immersi in una natura che conferì a quella parte di costa francese l’immagine emblematica della felicità del dipingere.

In mostra anche Ninfee rosa di Monet, opera iconica e facente parte della “prima serie” di otto ninfee che l’artista dipinse. Fondamentale della sua produzione – tra il 1897 e il 1899 si dedicò agli studi preliminari per le Décorations de Nymphéas il progetto decorativo per l’Orangerie di Parigi – per poi essere dimenticata in un ripostiglio fino al 1914, quando torna a far parte della sua quadreria nel suo primo atelier di Giverny. L’opera, acquistata dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma nel 1962, è senza dubbio una delle immagini più emblematiche dell’Impressionismo e raccoglie in sé quella ricerca che Monet ha esperito nel suo giardino, dove la sua pittura en plein air evolve fino a divenire quasi liquida e priva di dettagli, in cui la verità di un paesaggio è l’impressione che resta nella mente.

Il percorso è accompagnato da pannelli esplicativi e didattici che portano il visitatore di ogni età a comprendere i caratteri, le impressioni, le forme e la tecnica, che gli artisti impressionisti posero su tela. Grandi pennellate, contorni indefiniti, colori sfumati, luci vibranti, orizzonti infiniti, spiagge immense e il mare, quel mare nordico che con l’incresparsi mutevole di onde e maree, dove lo sguardo si perde e l’orizzonte si confonde.

Completa l’offerta il catalogo edito da Moebiu, l’audioguida e un articolato programma di visite guidate per adulti, bambini e scuole.

Dettagli

Le cinque sezioni espoitive

(courtesy Arthemisia)

  • Prima sezione – La fattoria Saint-Siméon
    Tanti luoghi della costa normanna, da Honfleur a Langrune, hanno forgiato, attraverso l’incontro tra ipittori, il naturalismo del paesaggio i cui quadri, accumulati anno dopo anno tra il 1830 e il 1870, hannoscritto la parte più significativa della storia dell’Impressionismo.Tra le numerose oasi di pace, nel cuore di una natura rigogliosa ma al contempo selvaggia, la fattoriaSaint-Siméon situata sulla Côte de Grâce ebbe un ruolo capitale perché favorì l’amalgama di una naturasublime, ma anche dura e cupa, con i suoi abitanti ritratti nella loro fatica quotidiana e i suoi turisti còltinella loro oziosità. Lontani dal clima accademico dei Salon, i pittori trovavano i loro soggetti nellacampagna circostante o allontanandosi verso le spiagge. Charles Daubigny è l’artista che saprà rendermaggiormente in pittura ciò che il territorio gli offriva. Ma accanto a lui vi erano, fra i tanti, Boudin,Jongkind, Courbet, Dubourg, il giovane Monet, Cals, Pécrus, ma vi erano già stati Isabey, Corot, Troyon.Eugène Boudin frequenta la fattoria dal 1854 e lo si ritrova nel 1859 in compagnia di Courbet, che loinizia all’audacia e alla ruvidezza delle tonalità. In quello stesso anno i due artisti sono al fianco diCharles Baudelaire, che condivide il loro amore per i cieli e le nuvole ed elogia i lavori di Boudin nel suo scritto Salon de 1859, ritrovando nelle “bellezze meteorologiche” del pittore il meglio dello spirito diSaint-Siméon. Essendo originario di Honfleur, Boudin era il più adatto a trasmettere agli amici Jongkinde Monet questo spirito di fusione tra atmosfera e soggetto, rispettoso delle armonie dei mezzi toni, deiriflessi madreperlacei, ma animato dalla pennellata materica e decisa suggerita da Courbet.
  • Seconda sezione – In riva al mare: svago, villeggiatura
    “Dei pittori di Parigi sono venuti a chiedere alle belle falesie di Étretat ispirazioni e punti di vista che,riprodotti sulla tela, esposti nei nostri musei, comprati da questi troppo rari mecenati che scambianovolentieri il loro oro con le opere d’arte, hanno portato lontano la fama di queste naturali e splendideillustrazioni” (J. Morlent, 1853).Nella stessa epoca anche Monet dipingeva in riva al mare. Per tradurre questa vitalità, egli aveva trovatosoluzioni opposte alla prospettiva convenzionale utilizzata da Boudin: trattava gli sfondi liberamente,come delle quinte di teatro nelle quali figure sparse creavano un effetto di profondità su di un campouniformemente piatto, ingentilito da alcune variazioni cromatiche.Monet penetra nel soggetto sociale, come i suoi predecessori avevano fatto con la fisica degli elementi.Nel 1870 egli fa di Camille Doncieux, entrata da qualche anno nella sua vita, una villeggiante che posatra la buona società in riva al mare, atteggiamento artificioso, ma pienamente nutrito d’ombra e di luce.Nello stesso anno, nella sua ricerca di immagini e di svaghi eleganti, Monet rende protagonisti i lussuosialberghi in riva al mare e lepromenadesturistiche. Egli via via abbandona i soggetti convenzionali, e, alcontrario, sceglie fra i suoi interlocutori Turner, Courbet, il mare e tutte le forme degne di nota. Volge lespalle al realismo parigino per sfruttare il naturalismo del paesaggio, la cui esecuzione non si associa piùa null’altro se non alla sua struttura, alla cattura misurata della luce, alla vibrazione dei volumi al di làdella loro massa e della loro opacità. Si ha laconferma, con Monet, che lamodernità non risiede nelsoggetto ma nel comportamento del pittore nei suoi confronti.Il naturalismo di Monet è, come quello dei suoi maestri Boudin e Courbet, una sorta di coinvolgimentofisico che conferisce uno spessore del tutto diverso agli accenti romantici del suo ideale. Maupassant neha dato un’immagine celebre: “Un’altra volta prese a piene mani un temporale abbattutosi sul mare e logettò sulla tela. Ed era davvero pioggia quella che aveva dipinto, nient’altro che la pioggia che penetravale onde, le rocce e il cielo appena individuabili sotto quel diluvio”.
  • Terza sezione – In riva al mare: il lavoro
    Pervasi di nostalgia per aver conosciuto un mondo che si allontana dalla realtà come quello dei turisti, gliartisti volgono ora lo sguardo alle lavandaie e ai pescatori, mentre già molti abitanti delle coste siconvertono ai piccoli mestieri offerti dal turismo emergente: organizzare gite in barca, spostare le cabinesulla spiaggia, pescare per sfamare i turisti che arrivano giorno dopo giorno. La costa si trasforma e modifica: alberghi, stabilimenti balneari, casinò. I villeggianti sono sempre più morbosamente attrattidalle celebrità dell’aristocrazia e dello spettacolo che vivono in sfarzose dimore.Le regate riempiono l’orizzonte e le corse sostituiscono in un nuovo immaginario l’arrivo della diligenza eil ritorno dal lavoro nei campi. Questi temi permangono nella visione degli artisti, ma sono ormai avulsidal loro contesto, percepiti più come soggetti curiosi dalle caratteristiche particolari e suggestive.Claude Monet è il pittore che meglio vive questa contraddizione, lui che ha costruito la propria artedipingendo i paesaggi della Manica, ispirato da cieli, vento, porti, spiagge e falesie. Al mondo di marinaie pescatori – a cui si aggiunge la nuova dimensione turistica, avida non solo di svago e bagni in mare,ma proprio di quelle rappresentazioni delle marine che vengono acquistate e portate a casa perchécapaci di ricordare, lontano dall’attimo vissuto, momenti e luoghi – si aggiungono, come se questo nonfosse abbastanza, le suggestive atmosfere inglesi che permeano profondamente tanto le alture diSainte-Adresse come le spiagge di Trouville. Grazie a questi elementi, nella pittura di Monet matura ungesto tanto libero quanto efficace, una disposizione rapida, quasi brusca, una composizione capace diconiugare il mare, la pesca, le regate, i vaporetti e la mondanità.
  • Quarta sezione – Terra normanna
    Fin dal XVIII secolo la letteratura ha offerto della terra normanna un’immagine di abbondanza. Lamorfologia dei luoghi entra con forza nella descrizione letteraria e, con essa, i motivi iconograficistereotipati del frutteto e del meleto. Gli elementi che compongono la natura si fanno oggetti e diventanodegni di nota nelle loro combinazioni di forma o di colore. La Normandia è la terra pittoresca pereccellenza, pur non avendo lo statuto eroico attribuito di norma alle montagne; tuttavia essa sapràessere immortalata molto bene dalle innumerevoli rappresentazioni della costa, il cui aspetto rimaneselvaggio, spesso ostile, indomabile, lontano dalle spiagge e dall’entusiasmo per la vita di mare. Comedice Stendhal a proposito della penisola del Cotentin: “Da Saint-Malo a Avranches, Caen e Cherbourg,questo paese è anche quello più ricco di alberi e con le colline più belle di Francia. Il paesaggio sarebbesenz’altro degno di ammirazione se ci fossero delle grandi montagne o almeno degli alberi secolari”; perMaupassant, a proposito della regione di Caux: “Sentieri scavati ombreggiati dai grandi alberi cresciutisulle scarpate. Casupole racchiuse nelle loro cinture di faggi slanciati”.La fattoria Saint-Siméon dava rifugio, soprattutto, a desideri di lidi e di fughe lontane tra gli alberi. Comedice Armand Frémont in “Normandie sensible”, lavera ricchezza della regione stava nelle sue “piccolepianure dolcemente ondulate, altipiani inclinati, vallate incassate e spesso asimmetriche, collinette ebacini, lunghi versanti convessi, bocage che paiono parchi all’inglese distribuiti su vasti appezzamenti diterreno, folti boschetti, addossati gli uni agli altri come dei ripari, sentieri scavati e in parte nascosti. Ipittori non hanno dovuto fare altro che portare alla luce questa trama antica della Normandia contadina”.
  • Quinta sezione – Lungo la Senna
    La Senna veicola un immaginario che partecipa alla nascita della modernità grazie ad alcuni acquarelli diTurner, che realizza un inventario di luoghi pittoreschi, di monumenti e di rovine; una cultura colta, vitaleper lo sviluppo di una coscienza del patrimonio, che si coniuga con le trasformazioni violente dei tempimoderni, che i pittori amano e sanno fare proprie grazie alla loro capacità di trascendere l’istante e diesacerbare i sensi.Se Honfleur e Le Havre possiedono un’identità spiccatamente marittima, l’entroterra, non appena il maresparisce dietro l’angolo di una strada, volta la schiena al mondo delle alte e delle basse maree, dellapesca e delle regate. Per questo bisogna ritrovare, intorno a Rouen e al suo ambiente eccezionale,l’altro momento forte del sincretismo normanno, costruito attorno all’aria e all’acqua, ai grandimonumenti gotici e, infine, alle stradine pittoresche.Dal 1865 Renoir, Monet e Bazille scoprono e diffondono quel che la Senna diventerà per gli artisti; lascoperta dell’acqua da parte degli Impressionisti inizierà progressivamente da qui. Dopo Rouen, prima diincontrare quei luoghi in cui la modernità ancora non è penetrata – i villaggi della periferia parigini comeArgenteuil – si incontrano, sparsi in poche decine dichilometri, alcuni paesi che hanno nomi evocativi:Giverny, Bennecourt, Vétheuil. Di Giverny si innamora Monet che si trasferisce lì nel 1883 con le suedue famiglie, i figli Jean e Michel avuti da Camille e i sei bambini di Alice Hoscedé. A Giverny regnano sovrani l’acqua, il cielo, le colline coperte di verde erba. La natura è appagante senza essere pesante, leimbarcazioni sfiorano la Senna. Con il suo atelier/battello Monet può arrivare a carpire piùprofondamente i paesaggi. Nel cuore del giardino, negli ultimi anni della sua vita, lo stagno delle ninfeesarà per l’artista occasione per imparare a comprendere e conoscere la natura come spazio che puòessere ricostruito mentalmente

Didascalie immagini

(courtesy Ufficio stampa Arthemisia)

  1. Albert Lebourg, Rouen, le pré aux loups, 1880 Huile sur toile, 49,5×73,5 cm Caen, Collection Peindre en Normandie, dépôtà la Ville de Deauville, Les Franciscaines © Région Normandie/Inventaire général/PatrickMerre
  2. Franck-Myers Boggs, Dieppe, brume matinale, 1881 Huile sur toile, 58,8×82,2 cmCaen, Collection Peindre en Normandie, dépôtà la Ville de Deauville, Les Franciscaines © Région Normandie/Inventaire général/PatrickMerre
  3. Claude Monet, Fécamp, 1881Huile sur toile, 65,3×80 cm Francia, Le Havre, musée d’art moderne André Malraux © MuMa Le Havre / David Foge
  4. Auguste Renoir, Tramonto, veduta di Guernsey (?), 1893 ca. Olio su tela, 22,5×36,5 cm Caen, Collection Peindre en Normandie, dépôt à laVille de Deauville, Les Franciscaines © Région Normandie/Inventaire général/Patrick Merret
  5. Jacques Villon, Sotto la tenda, sulla spiaggia, Blonville, 1906 ca.Olio su tela, 50×61 cm Caen, Collection Peindre en Normandie, dépôt à laVille de Deauville, Les Franciscaines © Région Normandie/Inventaire général/Patrick Merre

 

Orari di visita

tutti i giorni dalle ore 9.30 alle 19

aperture straordinarie
martedì 24 dicembre dalle 9.30 alle 15
mercoledì 25 dicembre chiuso
giovedì 26 dicembre dalle 9.30 alle 19
martedì 31 dicembre dalle 9.30 alle 15
mercoledì 1° gennaio dalle 12.30 alle 19
lunedì 6 gennaio dalle 9.30 alle 19

da domenica 20 aprile fino al 4 maggio
dalle 9.30 alle 21

(la biglietteria chiude sempre un’ora prima)

Dove e quando

Evento: Impressionisti in Normandia Monet, Bonnard, Corot, Courbet... Capolavori dalla Collezione Peindre en Normandie

Indirizzo: Museo degli Innocenti - piazza della SS. Annunziata, 13 - Firenze
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Fino al: 04 Maggio, 2025