Nell’ambito del programma “Campo Aperto”, prosegue allo IED Firenze fino a venerdì 26 settembre con ingresso libero, la retrospettiva dedicata al lavoro di Stefano Rovai, figura di riferimento nel panorama della grafica italiana contemporanea. In collaborazione con WHY Festival, per l’appuntamento annuale dedicato alla comunicazione visiva, alla grafica e all’illustrazione, all’ex-Teatro dell’Oriuolo è esposta una selezione degli oltre milletrecento manifesti firmati dall’art director e progettista visivo che nel corso della carriera, ha legato molti di essi a temi politici, sociali e culturali di grande rilevanza.

La mostra, partendo dal 1978 e arrivando ai giorni nostri, mette in luce l’impegno civile e il linguaggio diretto e potente del manifesto come strumento di comunicazione pubblica. Affisso per le strade, nelle piazze e nei luoghi di passaggio più frequentati, il manifesto continua a rappresentare un mezzo espressivo immediato e coinvolgente, capace di attivare la coscienza collettiva e generare riflessione. Questa mostra invita il pubblico a interrogarsi sul ruolo sociale e politico del design grafico.

Benedetta Lenzi direttrice IED Firenze, sottolinea “In un tempo in cui la comunicazione rischia di perdere spessore e responsabilità, questa retrospettiva è un’occasione per riaffermare il potere della grafica come pratica critica, capace di incidere sullo spazio pubblico e di cambiare lo sguardo. La mostra di Stefano Rovai – in dialogo con WHY Festival – celebra questa capacità e si inserisce nel programma Campo Aperto come occasione per connettere il design alla vita della città, alimentando processi di partecipazione, ascolto e relazione con il territorio.“

L’artista spiega “Il valore del design grafico in questo scenario è duplice. Da un lato, rappresenta la possibilità di strutturare il pensiero visivamente, rendendo tangibile l’astratto e accessibile il complesso; dall’altro, costituisce un atto di cittadinanza, un gesto di costruzione dello spazio pubblico. Progettare una comunicazione chiara, empatica, democratica non è solo una competenza tecnica, ma un impegno etico. La grafica diventa così ponte tra istituzioni e cittadini, tra bisogni collettivi e azioni concrete. È un’arte civile, che forma coscienze e connette individui“.

Classe 1958, docente di comunicazione visiva alla Facoltà di design dell’Università di San Marino e presso IUAV a Venezia, fino alla metà degli anni Ottanta il lavoro di Rovai ha avuto un carattere spiccatamente sociale; si è poi indirizzato sempre più verso l’immagine coordinata, la grafica editoriale, la progettazione di allestimenti e campagne di comunicazione. Attualmente lo studio si occupa di progettazione visiva in vari settori, dalla cultura, all’editoria, alla brand identity e alla comunicazione. Si è aggiudicato alcune importanti gare internazionali fra cui quella per la grafica dell’allestimento del Nasjonalmuseet di Oslo, della Bibiothèque National de France Musée Richelieu a Parigi, il museo della città di Béziers, il Museo Marmottan a Parigi.