Quanta bellezza si cela addormentata nei tanti luoghi d’arte italiani? Quanti infiniti tesori aspettano di risvegliarsi per tornare alla luce e mostrarsi in tutto il loro splendore? Il progetto Sleeping Beauty da tempo voluto e finanziato dal MIC – Ministero della Cultura –  si è mosso in questa direzione proponendosi di far riemergere il grande patrimonio storico-artistico “dormiente” in tanti  musei italiani.
I fondi destinati a risvegliare le bellezze addormentate per portarle davanti agli occhi di tutti hanno contribuito nella Certosa di Pavia a un magico doppio risveglio. Anche uno scrigno come quello del complesso monumentale edificato alla fine del 1300 per volere di Gian Galeazzo Visconti signore di Milano, continua a nasconde bellezze addormentate da risvegliare.

Nei locali della Biblioteca del Monastero della Certosa, per tutte le feste natalizie grazie all’evento Immagini in Canto, i visitatori potranno ammirare – nell’ambiente riservato al Monastero e che per questo particolare evento la comunità monastica ha messo a disposizione – i magnifici Corali che per secoli vi sono stati conservati. Sono i sontuosi graduali miniati cinquecenteschi risvegliati grazie a un recente restauro dal sonno del tempo.

Il “Graduale”, è un grande volume che raccoglie i canti delle messe che si susseguono nel Calendario Liturgico della Chiesa Cattolica  “Non si trattava – illustra la Direttrice Emanuela Daffra, curatrice del progetto in cui l’esposizione si inserisce – di un libro ad uso personale, ma collettivo. Il codice veniva aperto, e via via sfogliato, su un alto leggio al centro del Coro, in modo che tutti monaci potessero, dai loro stalli, seguirne i testi e le annotazioni musicali, ammirandone anche gli sfavillanti decori.

Di questi colossali codici la ricca Certosa ne vantava almeno trentanove, come ricorda l’antico inventario dei beni del monastero. Un patrimonio di grande ricchezza anche in termini di qualità, poiché sulle pagine dei volumi più antichi furono al lavoro i maggiori artisti e miniatori attivi per la corte dei Visconti prima e degli Sforza poi, grandi protettori del monastero.

La Certosa vanta, fin dalla sua fondazione, una ricca Biblioteca inizialmente incentrata sui testi liturgici necessari alle celebrazioni quotidiane, che nel tempo andò ad arricchirsi anche di altri testi e che comprendeva sia manoscritti ordinati da atelier milanesi e pavesi, o acquisiti da altri cenobi, sia testi prodotti in loco, talvolta con il concorso di veri professionisti esterni temporaneamente ospitati dalla comunità monastica.

Più di diecimila volumi, tra codici miniati, manoscritti e incunaboli vi erano conservati. Un insieme unico che, dopo la soppressione dell’ordine certosino nel 1782, prese in parte la via della biblioteca Braidense di Milano, in parte di quella Universitaria di Pavia disperdendosi poi lungo rivoli ancora in parte ignoti.

Le ricerche condotte nel tempo hanno reso possibile l’individuazione di molti di questi ed il progetto della Direzione regionale Musei della Lombardia è di arrivare a riunirli in una unica esposizione. Immagini in Canto è solo l’inizio di questo prezioso itinerario. Adesso  quattro dei monumentali corali miniati e il sontuoso mobile che, nel 1886 venne creato proprio per accoglierli al ritorno in Certosa, sono diventati i protagonisti di questa prima parte del magico risveglio.

I primi due volumi restaurati sono classificati come Corali 814 e 822 e sono ammirabili in alta definizione anche al sito ufficiale (clicca qui) fra un tripudio di colori e fregi celestiali. L’autore delle immagini è Evangelista della Croce, vicario del monastero di Santa Maria Bianca di Casoretto, che vi si dedicò tra il 1544 e il 1551. Colori chiari e brillanti; le scene e le figure dipinte si ispirano a motivi già utilizzati da grandi artisti come Raffaello e Albrecht Dürer.

Ogni singolo particolare merita attenzione, ricco di raffinati insiemi di colori, disegni, intrecci. Un vero gioiello è rappresentato da la Vergine in adorazione del Bambino, miniata dal celebre artista veronese Girolamo dai Libri. Racchiusa in un’iniziale del Graduale 814 si rivela agli occhi del visitatore come una vera, preziosa delizia.

Una nuova emozione si aggiunge all’esposizione: fra le bellezze addormentate anche la musica è stata risvegliata! Per la prima volta dopo molti secoli, le notazioni musicali segnate sulle antiche pergamene – e che i monaci dell’antica Certosa trasformavano in preghiera cantata – ritorneranno a ritrovare il suono grazie alle voci del Centro di Musica Antica della Fondazione Ghislieri. I canti accoglieranno i visitatori in biblioteca ma, soprattutto, ridaranno fiato e funzione alle monodie del gregoriano, da secoli addormentate nelle pagine chiuse dei manoscritti accompagnando alcune Messe in programma

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Museo della Certosa e Certosa di Pavia, esterno
  2. Graduale 814, foglio 31R. Certosa di Pavia
  3. Graduale 814, foglio 36V. Certosa di Pavia
  4. Graduale 822, foglio 40R. Certosa di Pavia
  5. Graduale 814, foglio 11R. Certosa di Pavia

In copertina

Graduale 822, foglio 4V. Certosa di Pavia
[particolare]

 

Orari

dal venerdì alla domenica
ore 9.30-11.30 e 14.30-16.30

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Biblioteca Antica - Corso Partigiani, 56 - Certosa di Pavia
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Fino al: 09 Gennaio, 2022