Dalla sua nascita, nel 2013 ad oggi, non si può certo dire che la fiera di arte contemporanea Set Up Contemporary Art Fair di Bologna non abbia fatto strada. Nata da un’idea della curatrice Simona Gavioli, con un team che, se non tutto, è in gran parte femminile, sin dalla sua fondazione, la fiera ha come focus il panorama emergente: artisti emergenti, curatori emergenti – in questa edizione rigorosamente entrambi under 35 – e collezionisti in erba.
Questa linea, scelta forse per rendersi diversa dalla concomitante Arte Fiera, ne è diventato certamente uno dei punti di forza. Negli anni, il cambio di location, il passaggio dall’autostazione delle corriere al ben più sontuoso e storico Palazzo Pallavicini, ne ha da un lato agevolato la fruibilità, ma dall’altro ha allontanato l’evento da quella dimensione di “casa” che la rendeva vicina anche al pubblico non propriamente addetto ai lavori.
Eppure, il tema di questa settima edizione è stato Itaca: l’isola, la casa, il luogo di ritorno.

Questo tema si è percepito sicuramente come uno dei fili conduttori della fiera permeando molte delle scelte espositive delle venticinque gallerie presenti.
Ad accogliere il visitatore, l’installazione Visibile – Invisibile: Paesaggio e Confine, in dialogo con una delle sculture del palazzo rappresenta lo svelamento del mondo in cui ci si accinge ad entrare.
Alcuni degli espositori, che per scelte curatoriali di Set Up sono vincolati ad una selezione di massimo tre artisti, si sono focalizzati su scelte pop o vicine al surrealismo pop come Bi-Box Art Space di Biella con il lavoro di Marco la Rocca e la bolognese Blu Gallery. Altri invece puntano maggiormente sulla fotografia, in grado di abbracciare i linguaggi stilistici più eterogenei. Colpiscono, in mezzo a tanti artisti emergenti, le polaroid e gli scatti di Araki, affermato fotografo giapponese assolutamente inconfondibile.

Al di la di alcuni distacchi dal tema centrale, particolarmente interessante il lavoro dell’artista Albanese Alketa Berkaj Delishaj The Swimmers che fa confluire pittura, scultura, fotografia e lavoro di uncinetto in un progetto omogeneo e delicato in cui l’immagine dell’acqua e dei nuotatori si amalgama con la dimensione del ricordo famigliare diventando narrazione. Da quanto dice l’artista, i centrini ad uncinetto sono fatti dalla sorella, a sottolineare la dimensione di famiglia e di “casa”.
Anche Caterina Morigi, artista ravennate, con la sua Rappresentazione del Cosmo, partendo da un testo antico e da una cosmogonia descritta a parole e raffigurata in due dimensioni, tramuta un’immagine in scultura riallacciandosi alla cosmografia di Cosma Indicopleuste (VI sec. d.C.). Il tema del ritorno a casa, come racchiuso nello scrigno in cui la piccola scultura è contenuta, emerge dai tasselli del mosaico realizzato in metodo bizantino e dai dettagli, che l’artista fa suoi pur rimanendo coerente con la storia.
Un chiaro rimando alla vita isolana è il focus sulla video arte curata da Manuela Valentini Islanders dedicato, appunto, a giovani artisti “isolani”.

Tra le gallerie presenti, tre internazionali da Spagna, Francia e Stati Uniti. La galleria francese, di Aix En Provence, Jean Louis Ramand ha portato in Italia l’artista Sandra Kraser con il lavoro Santa Dolores. Un’opera poliedrica e dai toni melanconici ricca di ricordi e sentimento, dedicata alla storia della propria famiglia in relazione ad un’epoca fatta di eventi, e persone, che hanno fatto la storia contemporanea. Un lavoro in cui il disegno e la scultura polimaterica diventano narrazione.
Certamente, in una settimana in cui l’arte la fa da padrona e gli stimoli visivi e intellettuali non mancano, Set Up è riuscita, con i suoi giovani artisti a dare un valido contributo.

Didascalie immagini

  1. Immagine guida edizione 2019
  2. Olmo Amato, Pittrice Giapponese
    Courtesy BI-BOx Art Space
    vincitore edizione 2018
  3. Alice Paltrinieri, Celeste
    vincitore edizione 2017

IN COPERTINA
Particolare locandina edizione 2019

Dove e quando

Evento: Set Up Contemporary Art Fair