“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”.
(Costituzione della Repubblica Italiana, art. 9)
Più volte, anche in tempi recenti, esposizioni e mostre hanno narrato di opere d’arte recuperate dai bottini di guerra o che erano state trafugate in occasione di furti in chiese e musei. Per tutte, vale ricordare la grande rassegna tenutasi nel 2023 a Roma presso le Scuderie del Quirinale, “Arte liberata 1937-1947. Capolavori salvati dalla guerra”. La mostra in corso a Milano dal 3 dicembre 2024 al 26 gennaio 2025 nelle sale di Palazzo Reale, “SalvArti. Dalle confische alle collezioni pubbliche”, ha però un significato particolare, di grande portata culturale e sociale, ponendosi l’obiettivo di sottolineare e riaffermare, soprattutto tra le giovani generazioni, il fondamentale valore della legalità.

L’esposizione infatti rende fruibili al pubblico una serie di opere d’arte contemporanea, tra dipinti, grafica e sculture, prodotte da artisti quali Giorgio de Chirico, Mario Sironi, Lucio Fontana, Massimo Campigli, Salvador Dalí, Andy Warhol, Mario Schifano, Robert Rauschenberg, Christo e altri, tutte provenienti da due diversi procedimenti di confisca da parte delle Autorità nei confronti della malavita organizzata. L’esposizione fa parte del progetto Arte per la cultura della legalità, a cura della Direzione generale Musei del Ministero della Cultura, dell’Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), del Comune di Milano e della Città Metropolitana di Reggio Calabria, in collaborazione con il Ministero dell’Interno.

La rassegna milanese è la seconda tappa di un itinerario iniziato con un’anteprima presso il Museo Hendrick Christian Andersen a Roma (16 ottobre – 21 novembre 2024), e che si concluderà nelle sale del Palazzo della Cultura a Reggio Calabria dall’8 febbraio al 27 aprile 2025. Oltre ottanta opere compongono il percorso espositivo: ordinate secondo criteri cronologici e tematici, ripercorrono gli sviluppi dell’arte dalla prima metà del Novecento fino ai primi anni Duemila, mettendo in particolare risalto l’evoluzione dei linguaggi espressivi e delle correnti artistiche in questo arco di tempo.

Tra le correnti più significative figura il gruppo Novecento con Mario Sironi (Composizione astratta – Scena urbana con carrozza, Moltiplicazione II, prima metà del XX secolo), mentre la Metafisica è rappresentata da maestri quali Giorgio de Chirico (Piazza d’Italia, prima metà del XX secolo), e Carlo Carrà (Capanno sulla riva, 1955). Agli anni Novanta appartengono opere della Transavanguardia con Sandro Chia (Ossa fossa cassa, 1990; Cupido, 1996), Enzo Cucchi (Autostrada del Pensiero, 1997) e Mimmo Paladino. Accanto alla Nuova scuola Romana, con Bruno Ceccobelli, Piero Pizzi Cannella, Gianni Dessì, Nunzio Di Stefano, figurano movimenti internazionali quali l’astrattismo geometrico e informale, l’arte murale di Keith Haring (Kh mural, 1989) e la Land art di Christo. In mostra anche alcune opere scultoree, tra le quali spicca un piccolo bronzo di Arnaldo Pomodoro (Disco, 1986/2003), insolito nella produzione di un artista la cui fama internazionale è dovuta all’arte monumentale per committenze pubbliche.

Dopo le rassegne di Milano e Reggio Calabria, una parte dei lavori, provenienti da una confisca divenuta definitiva nel 2018, verrà affidata a diversi istituti museali distribuiti su tutto il territorio nazionale: a Milano (Pinacoteca di Brera – Palazzo Citterio), Roma (Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Museo delle Civiltà e Istituto centrale per la grafica), Napoli (Castel Sant’Elmo e Museo del Novecento) e Cosenza (Galleria nazionale di Cosenza). Il secondo gruppo di ventidue opere rimarrà a Reggio Calabria, presso il Palazzo della Cultura “P. Crupi”, dove sin dal 2016 sono permanentemente esposte oltre cento opere d’arte, tutte provenienti da un’unica confisca e affidate dal Segretariato regionale del MiC per la Calabria alla Città Metropolitana.

L’impegno della Direzione Generale Musei, affiancata dai Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale, ha condotto all’istituzione nel 2022 del “Museo dell’Arte Salvata”, collocato nell’Aula Ottagona del Museo Nazionale Romano e destinato all’esposizione di opere e reperti recuperati da trafugamenti, traffici illeciti e calamità naturali; inoltre, sono stati presentati recentemente, presso l’Istituto Centrale per il Restauro, seicento reperti rimpatriati dagli Stati Uniti e destinati a istituti museali.

In occasione dell’apertura della mostra milanese, Massimo Osanna, (Direttore Generale Musei, Ministero della Cultura) ha indicato il valore e il significato di questa iniziativa: “SalvArti racconta quindi dell’arte salvata, ma anche di come l’arte può salvare in quanto strumento di crescita e di dialogo volto a rafforzare la dimensione soggettiva e relazionale dell’individuo”.