Roma è uno dei laboratori di moda più straordinari. Non è solo uno scenario magnifico in ogni sua prospettiva, è il luogo dove lavorano le maison di moda e le Sartorie di spettacolo più importanti e significative sia per produzione che per storia.

Prosegue il palinsesto digitale di “Romaison” il progetto di riscoperta e valorizzazione del patrimonio storico e contemporaneo degli atelier di Costume romani e, nonostante la  sospensione dell’apertura al pubblico, le attività della mostra si sono temporaneamente trasferite sulla piattaforma web ricca di approfondimenti e incontri.

Romaison” racconta la Moda realizzata e conservata dalle Sartorie e Laboratori di Costume: la duplice veste di Produzione e Archivio, economica e culturale, che vede sparse sul territorio dal centro alla provincia, tante storie di artigiani e di vere e proprie imprese, un tessuto che costituisce una rete naturale di quello che potrebbe essere un museo diffuso.

Il rapporto fra la Moda e Il Costume è sempre stato meravigliosamente ambiguo, in una dimensione parallela di ispirazione reciproca soprattutto a Roma: la Moda frequenta le Sartorie di Costume dove trova chi sa ancora fare certe lavorazioni, ma anche molte idee.

Un ciclo che inizia prima perché, come pochi sanno, le Sartorie a loro volta si ispirano alla Moda, collezionano pezzi storici, costruendo Archivi straordinari dove si trovano abiti che neanche i musei importanti possiedono.

Con una programmazione di podcast e video che resta sempre disponibile sui profili ufficiali, un tour guidato di “Romaison” è disponibile sul canale YouTube della mostra e sul sito. E’ proprio la curatrice, Clara Tosi Pamphili, ad accompagnare il pubblico lungo il percorso espositivo, soffermandosi sulle storie delle sartorie e sui personaggi.

Aneddoti che hanno contribuito a creare l’immaginario affascinante e composito che lega costume, moda e società: dagli abiti e gli accessori realizzati per il cinema, ai pezzi autentici come quelli di Worth, Poiret, Gallenga, Dior o Balenciaga, conservati negli archivi degli atelier, alle icone che hanno rivoluzionato l’immagine femminile e la sua rappresentazione negli anni Sessanta e Settanta.

Didascalie immagini

  1. Romaison: allestimento Sartoria Tirelli, foto © Simon d’Exéa / Umberto Tirelli 1983, foto © Cristina Ghergo
  2. Romaison: Laboratorio Pieroni / Massimo Pieroni, foto © Johnny Cast
  3. Romaison: Costumi d’Arte Peruzzi per I duellanti (1977) di Ridley Scott, costumi di Tom Rand, foto © Simon d’Exéa / Keith Carradine e Harvey Keitel sul set con Ridley Scott
  4. Romaison: abito per Il Casanova di Federico Fellini, costumi di Danilo Donati, 1976
    foto © Mustafa Sabbagh
  5. Romaison: allestimento Costumi d’Arte Peruzzi
    foto © Simon d’Exéa
  6. Florinda Bolkan in Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970) di Elio Petri, foto © Mario Tursi, Archivio Enrico Appetito / Terence Stamp e Silvana Mangano in Teorema (1968) di Pier Paolo Pasolini foto © Angelo Novi, Cineteca di Bologna

IN COPERTINA
Magazzino della Sartoria Tirelli
foto © Fiorenzo Niccoli
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