E’ nostra normale abitudine frequentare i musei, le mostre, i parchi, i concerti e le rassegne teatrali. Ma oggi, in piena emergenza Coronavirus, siamo tutti chiamati ad un atto di responsabilità, a rimanere a casa, a lavarci spesso le mani, indossare guanti e mascherine, a non abbracciarci. Limitare al massimo gli spostamenti e i contatti diretti per la tutela della salute nostra, di chi vive con noi e di tutte le persone che incontriamo durante il nostro cammino, a fare la spesa o in farmacia.
In questi giorni Maometto non può andare alla montagna, ma sarà la montagna ad andare da Maometto. In momenti così difficili, in cui tutte e le nostre attività quotidiane sono cambiate, la cultura non ci abbandona, entra nelle nostre case e ci permette di riscoprire la bellezza che esiste in tutte le cose, quelle materiali come quelle simboliche. 
Riscopriamo il valore che avevano le nostre abitudini, dei gesti naturali che adesso ci sembrano così lontani e che non vediamo l’ora di poter riprendere nella loro semplicità. Momenti come questi ci aiutano a riscoprire il vero valore della vita e a non darlo per scontato. Nel frattempo, la cultura ci accompagna e ci permette di viaggiare con la mente, attraverso la riscoperta di un bel libro, la visione di un bel documentario alla tv o di iniziative che grazie ai media digitali sono accessibili a tutti.

Il nostro viaggio ci porta oggi a Torino, a Palazzo Madama, per riscoprire uno dei protagonisti del Rinascimento nell’Italia Settentrionale. Andrea Mantegna. Rivivere l’antico, costruire il moderno è la mostra, in programma fino al 4 maggio, che racconta la figura di un grande maestro, capace di coniugare nelle proprie opere la passione per l’antichità classica con le nuove sperimentazioni prospettiche e uno straordinario realismo nella resa della figura umana.
Nata dalla collaborazione tra Intesa Sanpaolo, Civita Mostre e la Fondazione Torino Musei, sotto la curatela di Sandrina Bandera e Howard Burns, con Vincenzo Farinella come consultant curator per l’antico, la mostra si compone di sei sezioni che ricostruiscono la figura dell’artista a 360 gradi.

Artista di corte dei Gonzaga, a Mantova Mantegna (Isola di Carturo, Padova 1431 – Mantova 1506) ebbe modo di intessere una fitta rete di relazioni e amicizie con letterati ed artisti, divenendo così un importante interlocutore nel panorama culturale, capace di dare forma, con le sue opere, ai valori estetici degli umanisti.


Ad introdurre al percorso di visita una grande proiezione multimediale immersiva, allestita nella Corte Medievale di Palazzo Madama, che attraverso tre grandi schermi consente di ammirare i luoghi cari all’artista insieme ai capolavori che non possono essere presenti in mostra, come gli affreschi della Cappella Ovetari di Padova o della celeberrima Camera degli Sposi, detta anche ‘Camera Picta’ nel Castello di San Giorgio di Mantova, ma anche la sua casa a Mantova e il grande ciclo all’antica dei Trionfi di Cesare e al Cristo morto.

Al Piano Nobile troviamo quindi la vera e propria esposizione delle opere, un percorso chiaro e lineare composto da un prestigioso comitato scientifico che ha selezionato un corpus di oltre 130 opere, che vedono prestiti di capolavori provenienti dai più importanti musei al mondo, come, tra gli altri, la National Gallery di Londra e di Washington, il Metropolitan Museum di New York, il Louvre, l’Albertina e il Kunsthistorisches di Vienna, oltre a prestiti di numerose collezioni italiane, tra cui gli Uffizi, il Castello Sforzesco, Brera e il Poldi Pezzoli di Milano, l’Accademia Carrara di Bergamo, la Fondazione Cini e le Gallerie dell’Accademia di Venezia, Capodimonte e il Museo Archeologico e di Napoli, le Gallerie Estensi di Modena, la Galleria Sabauda, la Biblioteca Reale e quella Nazionale e di Torino.

In rassegna l’intero percorso artistico di Mantegna riassunto attraverso una ventina di dipinti, altrettanti disegni e opere grafiche ed alcune lettere autografe formano sei sezioni espositive che mettono si soffermano su momenti particolari della sua carriera prima a Padova e poi a Mantova, dai prodigiosi esordi giovanili alla bottega dello Squarcione, fino al riconosciuto ruolo alla corte dei Gonzaga, e mettono in evidenza la sua personalità artistica e i suoi interessi, illustrando anche temi meno indagati come il rapporto che dell’artista con l’architettura e con i letterati.
Artista di corte dei Gonzaga, a Mantova Mantegna ebbe modo di intessere una fitta rete di relazioni e amicizie con letterati ed artisti, divenendo così un importante interlocutore nel panorama culturale, capace di dare forma, con le sue opere, ai valori estetici degli umanisti.

La mostra racconta le diverse sfaccettature dell’artista, il cui linguaggio figurativo deriva da un lato dalla profonda e diretta conoscenza delle opere padovane di Donatello, dei lavori di Jacopo Bellini e dei suoi figli (in particolare di Giovanni), delle novità fiorentine e fiamminghe e dall’altro dallo studio della scultura antica.
In mostra troviamo dunque i capolavori dei maggiori protagonisti della cultura figurativa rinascimentale che furono in rapporto con Mantegna, come i già citati Donatello, Bellini, Antonello da Messina, Pisanello, Paolo Uccello, Leon Battista Alberti, Cosmè Tura, Ercole de’ Roberti, Pier Jacopo Bonacolsi e il giovane Correggio, accanto a sculture antiche e moderne, dettagli architettonici, bronzetti, medaglie, lettere e preziosi volumi antichi a stampa e miniati.
Per favorire la fruizione da parte di un pubblico internazionale, la mostra è proposta in tre lingue, italiano, inglese e francese, dall’audio della sala immersiva, i pannelli di sala ed anche le audioguide, incluse nel biglietto, che illustrano tutto il percorso espositivo.

L’esposizione dunque fa dialogare le meravigliose opere di Mantegna con quelle di molti altri artisti che sono entrati in relazione con lui, ma racconta anche altro, una creazione immateriale che trova riscontro nelle sue opere, vale a dire l’originalissima immagine che Mantegna ha di se stesso e che si fortifica nel corso dei suoi sessant’anni di carriera. Sebbene le opere del Maestro siano estremamente comunicative, per comprendere la sua arte non basta limitarsi ad esse. E’ necessario invece informarsi sulle circostanze nelle quali furono realizzate e sulla cultura, l’ambiente e la personalità del pittore. E leggerle in rapporto a tutti questi elementi.

Sebbene le Vite vasariane ne offrano ricca di aneddoti di fantasia e a tratti estremizzata, Mantegna, nonostante le origini molto modeste, grazie alle sue innate doti artistiche, alla sua straordinaria intelligenza, alla capacità di sfruttare a suo favore contatti e stabilire dialoghi culturali, fu in grado si crearsi un’autonomia professionale fin dall’adolescenza. In età adulta riuscì poi a conquistarsi un’importanza sociale e culturale inedite per un pittore della sua epoca, consolidando la sua consapevolezza di essere un grande artista.

Vi abbiamo svelato qualche piccolo segreto della mostra, gli strumenti per comprenderla ed incuriosirvi, nell’attesa, ci auguriamo, che possiate vederla presto con i vostri occhi.

In copertina:
Un particolare di Andrea Mantegna (Isola di Carturo 1431 – Mantova 1506)
Donna vestita all’antica e vecchio in panni orientali (Sibilla e profeta?), 1495 ca.
tempera a colla e oro su tela, 56,2 x 46,6 cm
Cincinnati Art Museum, Ohio, USA
Bequest of Mary M.Emery/Bridgem an Images

  • Andrea Mantegna (Isola di Carturo 1431 – Mantova 1506)
    Madonna dei cherubini, 1485 ca
    tempera grassa (?) su tavola, cm 88 x 70
    Pinacoteca di Brera, Milano
  • Un particolare dell’allestimento della mostra nella Corte Medievale di Palazzo Madama
    con particolare del Cristo morto (1475 – 1478 ca)
  • Andrea Mantegna (Isola di Carturo 1431 – Mantova 1506)
    Ecce Homo, 1500-1502 ca
    tempera a colla su tela di lino montata su legno, 54,7 x 43,5 cm
  • Antonello da Messina (Messina 1430 – 1479)
    Ritratto d’uomo, 1476
    olio su tavola di pioppo, 37,4 x 29,05 cm.
  • Giovanni Bellini (Venezia 1433 – 1516)
    Ritratto di giovane in veste senatoria, 1485 ca.
    olio su tavola, 35 x 26,4 cm
    Musei Civici, Museo d’Arte Medioevale e Moderna, Padova
  • Andrea Mantegna (Isola di Carturo 1431 – Mantova 1506)
    Baccanale con Sileno, 1470 ca.
    bulino e puntasecca, stampa su carta, 305 x 438 mm
  • Andrea Mantegna (Isola di Carturo 1431 – Mantova 1506)
    Donna vestita all’antica e vecchio in panni orientali (Sibilla e profeta?), 1495 ca.
    tempera a colla e oro su tela, 56,2 x 46,6 cm
    Cincinnati Art Museum, Ohio, USA
    Bequest of Mary M.Emery/Bridgem an Images
     

 

Catalogo Marsilio Editori

 

Dove e quando

Evento: Andrea Mantegna. Rivivere l’antico, costruire il moderno
  • Fino al: – 04 May, 2020
  • Indirizzo: Palazzo Madama, Torino
  • Sito web