Nel campo dell’arte, le figure del collezionista e del mecenate possono apparire in antitesi, e spesso lo sono, dal momento che il primo tende ad accumulare oggetti e beni, mentre il secondo utilizza i propri mezzi per favorire e incoraggiare nuovi talenti. Ancor più straordinaria appare quindi la figura di Alberto Della Ragione (1892 – 1973), collezionista e mecenate al tempo stesso, al quale è dedicata la mostra Ritorni. Da Modigliani a Morandi che il Museo Novecento di Firenze presenta dal 23 marzo al 15 settembre 2024 per celebrare i suoi dieci anni di vita.

Un doveroso omaggio, dal momento che nel 2014, con l’apertura del museo nell’antica sede delle scuole Leopoldine, ha finalmente trovato degna collocazione la collezione che Alberto Della Ragione donò alla città di Firenze dopo la disastrosa alluvione del novembre 1966. Al termine di un complicato e sofferto percorso attraverso i meandri della burocrazia durato tre anni, oltre duecentoquaranta opere della raccolta entrarono a  far parte delle collezioni civiche fiorentine, iniziando un lungo peregrinare attraverso varie sedi provvisorie. Finalmente, dieci anni fa, trovarono stabile e adeguata collocazione negli ambienti del nuovo Museo Novecento.

Nonostante la sua formazione fosse ben lontana dal campo delle arti – diplomatosi capitano di lungo corso si era laureato in Ingegneria navale, specializzandosi nel settore dei recuperi –  Alberto Della Ragione coltivò gli studi umanistici fino dagli anni giovanili, dapprima in ambito musicale e letterario. Nelle arti figurative seguiva dapprima il gusto corrente del collezionismo italiano negli anni Venti, rivolgendosi alla pittura ottocentesca e in particolare ai Macchiaioli acquistando opere di Telemaco Signorini, Giovanni Fattori, Silvestro Lega. Nel 1931 l’incontro con gli artisti contemporanei in occasione della Quadriennale Romana segnò un momento di svolta, con la decisione di “non passare a occhi chiusi tra l’arte del proprio tempo, ma di dare all’opera dell’artista vivente il legittimo conforto di una tempestiva comprensione“.

Seguendo questo principio, etico prima di tutto, che ispirerà sempre il suo rapporto con l’arte e gli artisti, Della Ragione ampliò la sua collezione con opere del suo tempo. Ricorderà Renato Guttuso: “Seppe darci ciò di cui avevamo bisogno: la fiducia e l’amicizia, viveva con noi della stessa passione, si bruciava della stessa fiamma“. Di Guttuso, Alberto Della Ragione acquistò la Crocifissione, restituendola più tardi all’artista, su sua richiesta. Oggi il grande dipinto, che suscitò notevole scalpore per il nudo integrale della Maddalena ai piedi della Croce, è patrimonio della Galleria d’Arte Moderna di Roma che lo ha concesso in prestito in occasione della mostra in corso.

Ritorni. Da Modigliani a Morandi riunisce diciannove opere appartenute ad Alberto Della Ragione in tempi diversi e poi vendute, oppure donate dal collezionista: il Nudo dal velo nero di Renato Birolli, fu donato nel 1960 alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma aderendo a un invito che la Direttrice aveva rivolto ai più importanti collezionisti italiani. L’obiettivo era quello di colmare le lacune prodotte dalle scelte selettive e discriminanti operate nel corso del Ventennio a favore di artisti “allineati”, escludendo personalità più innovative ma sgradite al regime. La raccolta Della Ragione si arricchì nel corso degli anni Trenta, spaziando dalla pittura di Carrà, De Chirico e Casorati alle sculture di Arturo Martini, tra le quali spicca La Pisana, oggi nella Collezione Permanente del Museo Novecento.

L’acquisizione più importante fu quella dell’unico Autoritratto dipinto da Modigliani, entrato a far parte della collezione nel 1938, un evento che Guttuso definirà “fatto meraviglioso“. Quattro anni dopo, Della Ragione apriva la galleria milanese della Spiga e Corrente, nella quale trovarono spazio e supporto i giovani artisti che gravitavano attorno al movimento milanese di Corrente – tra questi Birolli, Fontana, Guttuso – e gli appartenenti alla Scuola romana, i cui principali esponenti erano Mafai e Scipione: tutti spesso rifiutati dai galleristi perché ritenuti troppo sperimentali, oppure emarginati dalla critica ufficiale per ragioni politiche. L’attività espositiva si interruppe nel 1943 con l’irruzione della polizia politica alla ricerca di materiale “sovversivo”: il direttore  fu arrestato e la galleria messa sotto sequestro.

In questa impresa Alberto Della Ragione si era notevolmente impegnato anche dal punto di vista economico, e per sanare la situazione decise di sacrificare l’Autoritratto di Modigliani. Una decisione dolorosa, a proposito della quale scriveva a Birolli: “Circa la cessione del Modigliani sono sicuro anch’io che mi pentirò, ma è proprio questa certezza che nobilita il sacrifizio fatto non per me ma per coloro i quali hanno diritto di poter contare su di me checché avvenga“. In occasione della mostra fiorentina l’Autoritratto è tornato in Italia per la prima volta dal 1946, quando fu acquistato da un collezionista brasiliano. Oggi appartiene al Museo di Arte Contemporanea di San Paolo (Brasile), che lo ha eccezionalmente concesso in prestito.

L’Autoritratto rappresenta la punta di diamante di una mostra che, come sottolinea Chiara Toti, curatrice assieme a Eva Francioli e al Direttore del Museo Novecento, Sergio Risaliti, riunisce un nucleo di “veri e propri capisaldi dell’arte italiana della prima metà del XX secolo, tutti appartenuti un tempo ad Alberto Della Ragione, fondamentali per mettere a fuoco quel sistema di valori estetici ed etici da lui promosso con forza e generosità“. Nei primi anni Quaranta, in pieno conflitto mondiale, il collezionista e mecenate si prese cura della nuova generazione di artisti “e da confidente e munifico finanziatore di Guttuso, Birolli, Santomaso, Vedova ebbe il merito di sostenere il dibattito artistico che diverrà cruciale nel dopoguerra. Nel 1970 la donazione al Comune di Firenze suggellerà la vocazione engagé del suo collezionismo, offrendo la raccolta alla pubblica fruizione“.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Firenze, Museo Novecento: il chiostro quattrocentesco
    foto © Donata Brugioni
  2. Firenze, Museo Novecento: una delle sale che ospitano le opere appartenute ad Alberto Della Ragione. In primo piano: a sinistra La Pisana di Arturo Martini; a destra Cavallo di Marino Marini
    foto © Donata Brugioni
  3. Pietro Marussig: Donna con garofano, 1925 – Collezione Privata
  4. Renato Birolli: Nudo dal velo nero, 1941 – Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. Esposto nella mostra Ritorni: Da Modigliani a Morandi presso il Museo Novecento di Firenze dal 23 marzo al 15 settembre 2024
  5. Ardengo Soffici: Fiammiferi, 1915 – Rovereto, MART, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto / Collezione L. F. Esposto nella mostra Ritorni: Da Modigliani a Morandi presso il Museo Novecento di Firenze dal 23 marzo al 15 settembre 2024
  6. Una sala della mostra Ritorni. Da Modigliani a Morandi presso il Museo Novecento di Firenze dal 23 marzo al 15 settembre 2024. A sinistra l’ Autoritratto di Amedeo Modigliani, a destra Donna con garofano di Pietro Marussig
  7. Amedeo Modigliani: Autoritratto, 1919 – courtesy MAC USP Museu de Arte Contemporânea da USP, San Paolo, Brasile – credito foto Romulo Fialdini

in prima pagina:
Firenze, Museo Novecento: il chiostro quattrocentesco
foto © Donata Brugioni

Sito web: https://www.museonovecento.it/mostre/ritorni-da-modigliani-a-morandi/

Dove e quando

Evento: Ritorni. Da Modigliani a Morandi

Indirizzo: Museo Novecento - piazza Santa Maria Novella, 10 - Firenze
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Fino al: 15 Settembre, 2024