Nella percezione del quotidiano sembra che il tempo non sia passato, perché in fondo è insito nella natura umana l’adattarsi a qualsivoglia cambiamento venga imposto da forze esterne. Eppure è trascorso più di un anno dall’inizio della pandemia e ancora una volta ci si ritrova vittime – non più inconsapevoli – di un’alienazione coatta che costringe a meri giochi di immaginazione. Una volta si poteva immaginare il futuro, pianificare le prossime mosse e riflettersi sorridenti in un domani ricco di buoni propositi. Oggi è come se ci fossimo abituati semplicemente a vivere il presente, guardando a ciò che è stato e che non ha avuto modo di svilupparsi come magari avremmo voluto.
È nell’Idiota di Dostoevskij che il principe Miškin pronuncia l’ormai celebre e inflazionatissima frase “La bellezza salverà il mondo”, una dichiarazione che oggi, più che mai, risulta necessaria per risollevare le sorti di un’umanità ferma e in attesa di essere salvata. E a salvarla, a spingerla al contrattacco e alla resistenza – se non a una rinascita – può proprio essere quella “bellezza” universale individuata dal “genio crudele” del letterato russo, che sia essa idealizzata o reale, personale o condivisa.

Un invito a tornare a guardare in faccia la bellezza, a reagire, a essere di nuovo (e allo stesso tempo) protagonisti e spettatori della nostra stessa vita ci giunge oggi da un grandissimo artista contemporaneo, il francese JR che proprio sulla facciata di uno dei simboli del Rinascimento fiorentino, Palazzo Strozzi, propone un’immensa installazione di reazione, testimonianza di un passato glorioso in una drammatica riflessione sul presente.
Del resto cosa sono i nostri Musei, oggi chiusi, se non generosi custodi del passato, della bellezza, del pensiero e della condivisione?
Nasce così la nuova opera site specific intitolata La Ferita, progetto che si inserisce all’interno del programma Palazzo Strozzi Future Art con l’obiettivo di creare una piattaforma per l’arte del presente, promuovendo la creatività, il coinvolgimento del pubblico e il sostegno alle nuove generazioni a favore di un rilancio del sistema culturale.
In uno scenario di chiusura totale di tutti i luoghi di cultura a causa dell’emergenza Covid19, come un ponte di Einstein-Rosen, questo squarcio verticale sul volto di un capolavoro dell’architettura civile fiorentina è come se fosse un passaggio spazio-temporale tra il presente inerme ed esterno dello spettatore e un passato glorioso, imponente e fiero che invita alla partecipazione e all’esaltazione.

Coi suoi ventotto metri di altezza, trentatre di larghezza, un ingombro di trecento metri quadri distribuiti in ottanta pannelli stampati su alluminio Dibond e attraverso un inedito e accurato trompe l’œil, l’installazione di JR permette la figurazione di una profondità che oltrepassa la struttura muraria, catapultando il passante (quasi costretto a vestire i panni di voyeur) all’interno di uno spazio reale e al tempo stesso immaginifico, un ambiente illusionistico tra il colonnato del chiostro del Palazzo al pian terreno, un’immaginaria sala espositiva al primo piano e una biblioteca al terzo.
Ecco quindi la comparsa, all’interno di una veritiera ripartizione architettonica degli spazi, di opere iconiche del patrimonio artistico fiorentino ma non custodite a Palazzo Strozzi come la Primavera e la Nascita di Venere di Botticelli e Il ratto delle Sabine di Giambologna, rappresentazioni di una realtà che va oltre quanto abitualmente sotto gli occhi di tutti e che al momento non può essere scrutata, così come la biblioteca dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento posta all’ultimo piano.
La Ferita, infatti, è anche un’opera time-specific, si inserisce tra le voci che invitano a ripensare sull’accessibilità non solo a Palazzo Strozzi ma a tutti i luoghi della cultura oggi.
Anche se solo per poco tempo (l’installazione permarrà fino al 22 agosto), Palazzo Strozzi diviene quindi il palcoscenico spettacolare per una ferita, simbolica ma dolorosa, che accomuna tutte le istituzioni culturali italiane e non solo: musei, biblioteche, cinema e teatri, costretti a limitare o a non poter far accedere il pubblico ai propri spazi.

L’esperienza fiorentina ha rappresentato per l’artista francese una sua “prima volta” nel rapportarsi a un edificio storico come Palazzo Strozzi, dove la contaminazione tra storia dell’arte, fotografia, graffitismo e street art hanno dato vita a un’installazione dalla straordinaria risonanza internazionale e che si va ad aggiungere alla già ricca produzione di JR che, con i suoi collage e le sue foto espanse, ha fatto “dei muri del mondo la sua più grande galleria d’arte immaginabile”.
La sua ricerca unisce originalità e appropriazione, sempre distinguendosi per una forte connotazione pubblica e di partecipazione che lo ha portato a creare opere di grande impatto visivo e coinvolgimento in luoghi e contesti sempre diversi, dalle favelas di Rio de Janeiro alla grande piazza della Piramide del Louvre, da Ellis Island a New York alla prigione di massima sicurezza di Tehachapi in California.

Un progetto dalla forte anima partecipativa che in pochissimi giorni è diventato virale sui social network, coinvolgendo oltre un milione di persone sia dal vivo che attraverso i canali digitali della Fondazione Palazzo Strozzi che, a sua volta, è divenuta virtualmente una vera e propria piattaforma di dibattito e confronto.
Come si legge dai dati presenti in un comunicato stampa di Palazzo Strozzi, le prime immagini dell’opera hanno ottenuto “il record di oltre 50.000 like su Instagram e oltre 6.000 reazioni e 4.000 condivisioni su Facebook. A questo si unisce la straordinaria diffusione dell’opera attraverso i più importanti media nazionali e internazionali che hanno permesso una risonanza globale al messaggio dell’artista, ponendo di nuovo Firenze e l’Italia al centro del dibattito culturale. Questo successo ha permesso di espandere la community online di Palazzo Strozzi, aumentata in appena tre giorni del 11% ,con una particolare crescita del pubblico giovane under ventiquattro.”
Nel tentativo di rendere la propria attività culturale disponibile a tutti, a far da cornice all’opera di JR, Palazzo Strozzi – con Andy Bianchedi e in memoria di Hillary Merkus Recordati – ha calendarizzato una ricca offerta di appuntamenti online, con speciali attività per famiglie, scuole e adulti che hanno l’obiettivo di far interagire il pubblico con l’opera dell’artista francese anche a distanza, ponendosi come obiettivo la promozione della creatività, il coinvolgimento del pubblico e il sostegno alle nuove generazioni come valori di riferimento per un rilancio del sistema culturale attraverso il coinvolgimento di artisti contemporanei italiani e internazionali, e soprattutto con la speranza di poter tornare presto a offrire momenti di (stra)ordinaria fruibilità.
Dettagli
Didascalie immagini
-
JR, autoritratto, 2019
-
JR, La Ferita, installazione per la facciata di Palazzo Strozzi, 2021
© foto di JR
-
JR davanti a Palazzo Strozzi, 2021
© foto Ela Bialkowska, OKNO studio
-
JR, Giganti, Kikito and the Border Patrol, Tecate, Mexico - U.S.A. 2017
IN COPERTINA
JR, La Ferita, installazione per la facciata di Palazzo Strozzi, 2021
© foto di JR
[particolare]
Didascalie immagini
- JR, autoritratto, 2019
-
JR, La Ferita, installazione per la facciata di Palazzo Strozzi, 2021
© foto di JR -
JR davanti a Palazzo Strozzi, 2021
© foto Ela Bialkowska, OKNO studio - JR, Giganti, Kikito and the Border Patrol, Tecate, Mexico - U.S.A. 2017
IN COPERTINA
JR, La Ferita, installazione per la facciata di Palazzo Strozzi, 2021
© foto di JR
[particolare]
Sito web: https://www.palazzostrozzi.org/archivio/mostre/jr/
Dove e quando