Al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea prosegue, fino a domenica 21 settembre, Rebecca Horn – Cutting Through the Past la prima retrospettiva dedicata all’artista in un museo italiano e la prima grande esposizione dopo la recente scomparsa nel settembre scorso.
Il progetto, curato da Marcella Beccaria, nasce dalla cooperazione tra il Museo e Haus der Kunst, Monaco di Baviera, a seguito della personale dell’artista organizzata dalla stessa istituzione nel 2024. Nello sviluppo della pratica artistica contemporanea, l’artista tedesca ha avuto un ruolo fondamentale con una ricerca che comprende disegno, performance, video, film, installazioni e, soprattutto, macchine cinetiche, sculture in movimento che propongono una personalissima simbiosi tra umano, animale e meccanico, delineando un cosmo performativo indubbiamente seducente e impnotico, a volte anche inquietante per la percezione nettissima di stati emotivi che passano dal desiderio all’ossessione, dalla speranza alla paura.

La mostra, il cui titolo rimanda a quello di una delle grandi installazioni dell’artista presente nella collezione del Castello, propone una quarantina di opere realizzate dagli esordi – negli anni Sessanta – fino a lavori recenti con importanti prestiti provenienti dalla Fondazione Moontower, originariamente istituita in Germania dalla stessa artista. Nella mirata selezione di Bodylandscapes – disegni pittorici di grande formato nati da processi performativi connotati da forme arrotondate e cerchi – la ricorrenza di tali geometrie permette al visitatore di intuirne la profonda portata nel lavoro dell’artista e il loro valore di simboli di una continua ricerca di equilibrio interiore, in dialogo con l’eterno fluire del tempo.

Il percorso espositivo include iconiche macchine cinetiche come Pfauenmaschine (Macchina pavone), originariamente ideata dall’artista nel 1982, sino alla recente Hauchkörper (Corpo che respira), 2017, oltre alle installazioni monumentali Inferno, 1993-2024, Turm der Namenlosen (Torre dei senza nome), 1994, e Concert for Anarchy (Concerto per l’anarchia), 2006.
Nella sezione centrale della mostra, i visitatori potranno osservare le performance di esordio di Horn attraverso i video Performance I, 1970-1972, Performance II, 1972 e Berlin (10.11.1974 – 28.1.1975), 1974-1975. Recentemente digitalizzati, saranno proiettati in grande scala come in un paesaggio continuo. Valorizzando il nucleo di importanti lavori di Horn presenti nella collezione del Castello, la mostra presenta inoltre il film Der Eintänzer (Il gigolò), 1978, e le coinvolgenti installazioni Cutting Through the Past (Tagliando attraverso il passato), 1992-1993, l’opera che dà il titolo alla mostra, e Miroir du Lac (Specchio del lago), 2004.

In accordo con la Fondazione Moontower, un disegno a muro di Rebecca Horn è visibile al pubblico dopo molti anni. Si tratta di una notazione quasi segreta eseguita dall’artista durante la metà degli anni Novanta mentre si trovava al Castello. Inoltre, in occasione della mostra, opere dell’artista sono presenti anche alla Collezione Federico Cerruti, quale secondo episodio di Interferenze, programma incentrato su affinità e differenze tra il Castello di Rivoli e Villa Cerruti. In questa occasione, la selezione di opere – inclusiva di un grande Bodylandscape e installazioni – comprende Cello (Violoncello), 1999. Originariamente allestita dall’artista a Weimar quale parte del grande progetto Konzert für Buchenwald (Concerto per Buchenwald), quest’opera, concepita come un violoncello che suona da sé con due archetti, è presentata nella sala della musica della Villa.