Un nome ossimorico ed evocativo che ben esprime quell’atmosfera di “irreale sospensione” che caratterizza le opere di quel momento della storia dell’arte italiana noto come Realismo Magico, corrente peculiare del periodo compreso tra le due guerre mondiali e più precisamente circoscritta, nella sua fase più originale, in circa quindici anni tra il 1920 e il 1935.

Quello tra le due guerre è un periodo culturale che per molto tempo è stato guardato da lontano, quasi per prendere le distanze o per lasciare il tempo necessario affinché potesse essere storicizzato e meglio compreso, sino a divenire poi oggetto negli ultimi anni di una riscoperta graduale attraverso affondi monografici su alcuni artisti.

La mostra Realismo Magico. Uno stile italiano al Palazzo Reale di Milano fino al prossimo 27 febbraio offre un prezioso focus sul tema, mostrando al pubblico un’ottantina di opere provenienti da una delle collezioni più prestigiose dedicate a quel periodo e costituita grazie alla lungimiranza del gallerista e critico d’arte Emilio Bertonati.

E cos’è quindi che definisce le opere che possiamo comprendere nella categoria del Realismo Magico? Sicuramente l’atmosfera così tanto attenta nel descrivere dettagli realisti e minuti da creare un mondo sospeso e fuori dal tempo, un luogo fatto di attesa palpabile. A livello stilistico si parla invece di un’arte ormai depurata dall’irruenza del futurismo e dell’espressionismo, che porta con sé il recupero dei valori plastici dei grandi maestri come Giotto, Masaccio, Piero della Francesca; un ritorno all’ordine, per dirla in breve, marcatamente italiano.

Le opere di maestri come Felice Casorati – che apre l’esposizione con il Ritratto di Silvana Cenni capace di mozzare il fiato ogni volta che lo si incontra in mostra – Giorgio de Chirico con le sue prime invenzioni metafisiche, Carlo Carrà, Severini, Antonio Donghi, Ubaldo Oppi, Achille Funi, Mario e Edita Broglio, Sironi, Cagnaccio di San Pietro sono ordinate seguendo una ricostruzione filologica e storiografica che permette di comprendere bene gli sviluppi di una corrente ancora non perfettamente conosciuta dal pubblico.

All’interno di questa struttura espositiva che grosso modo si dipana cronologicamente, la mostra offre poi altre chiavi di lettura tramite i raggruppamenti tematici di opere che affrontano alcuni temi prediletti come il ritratto, la raffigurazione della maternità e dei bambini, i nudi femminili eredi della tradizione classica, il paesaggio, la natura morta, l’allegoria e la raffigurazione dell’eros, quest’ultima resa emblematica in alcune opere dell’iconico Cagnaccio di San Pietro, esponente della fase più matura del periodo del Realismo Magico.

La terza linea di lettura è infine offerta da alcuni mirati accostamenti con opere della Nuova Oggettività tedesca comprese tra gli anni Venti e i primi anni Trenta del Novecento. La realtà artistica italiana del Realismo Magico non fu infatti isolata nei suoi esiti, bensì si possono rintracciare vari contrappunti e analogie con altri movimenti europei e, oltre a quello tedesco già citato, anche con i realismi che emergono in Olanda, in Unione Sovietica, negli Stati Uniti, in Francia, in un panorama di riconquista dell’arte come mimesis della realtà che non poteva, tuttavia, dimenticare le inquietudini di quel peculiare periodo storico.

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI

  1. Ubaldo Oppi, Ritratto della moglie sullo sfondo di Venezia, 1921, olio su tela, Mart, Museo di arte moderna e
    contemporanea di Trento e Rovereto, Collezione privata
  2. Felice Casorati, Ritratto di Renato Gualino, 1923-24, olio su compensato, Viareggio, Istituto Matteucci (Foto © Istituto Matteucci, Viareggio) © Felice Casorati by SE 2021
  3. Cagnaccio di San Pietro, Donna allo specchio, 1927, olio su tavola, Collezione della Fondazione Cariverona (Archivio fotografico della Fondazione Cariverona)
  4. Antonio Donghi, Donna al caffè, 1931, olio su tela, Venezia, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna (Archivio fotografico Fondazione Musei Civici, Venezia) © Antonio Donghi by SIAE 2021
  5. Mario Broglio, Il romanzo, olio su tavola, collezione privata
  6. Cagnaccio di San Pietro, Dopo l’orgia, 1928, olio su tela, Collezione privata, (Foto Mondadori Portfolio/Electa/Luca Carrà)

In copertina

Arturo Martini, Gli amanti, 1921-21, gesso patinato, Milano, FAI Fondo Ambiente Italiano, Villa Necchi Campglio, Collezione Gian Ferrari
[particolare]

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Palazzo Reale - Piazza del Duomo, 12 - Milano
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Fino al: 27 Gennaio, 2022