Il Palazzo delle Paure di Lecco ospita, fino al prossimo 20 novembre, il primo appuntamento del ciclo di cinque esposizioni raggruppate con il titolo “Percorsi nel Novecento” che indagheranno la scena culturale italiana nelle prime sei decadi del Ventesimo secolo, programma ideato dalla Direzione del Sistema Museale Urbano Lecchese e affidato per la sua progettazione e realizzazione a ViDi Cultural.

Pur partendo dall’analisi dei linguaggi pittorici, saranno approfondite anche altre forme artistiche con particolare attenzione alla situazione storica e sociale dell’epoca. Le cinque mostre seguiranno una scansione cronologica per collegare la fine dell’Ottocento agli anni Sessanta del secolo breve, costruite con un taglio didattico e divulgativo.

La prima – Poetiche. Quotidiano e immaginario nell’arte italiana tra Ottocento e Novecento – curata da Simona Bartolena, racconta un momento di transizione nell’arte italiana, a cavallo dei due secoli, tra verismo sociale, Divisionismo e Simbolismo, attraverso più di novanta opere di autori che si sono interessati tanto alla questione sociale e alla tematica del quotidiano, quanto all’immaginario simbolista.

La mostra prende in considerazione l’arte italiana della seconda metà dell’Ottocento, quando cioè conosce un più profondo interesse per la questione sociale, dovuto sia alla diffusione delle tesi socialiste, sia alla nuova situazione socioeconomica del Paese, che offriva importanti motivi di riflessione.

È in questo periodo che nascono le prime organizzazioni dei lavoratori, si preparano i primi scioperi e si verificano violente insurrezioni contadine. Parallelamente, muta anche lo sguardo degli artisti che descrivono il soggetto spesso con impietosa oggettività senza alcun compiacimento o edulcorazione, con un’attitudine prossima al Verismo, così com’era accaduto anche in letteratura.

Al contempo, si diffonde la tendenza a un approccio spirituale alla creazione artistica, quasi nel disperato bisogno di risposte e con la necessità di un’intima riflessione e di un dialogo con il divino. Questo aspetto trascendente, di ambito simbolista, è protagonista della ricerca di molti artisti, la cui produzione resta spesso in bilico tra i due mondi: quello del verismo sociale e quello della visione, come se rappresentassero due espressioni di un unico momento.

La Curatrice, che una volta al mese, tiene speciali visite guidate alla mostra, spiega “Il primo passo in un percorso dedicato all’arte del Novecento non può che essere ancora nel territorio del secolo precedente. Gli ultimi due decenni dell’Ottocento, infatti, sono stati l’indispensabile anticamera delle novità che hanno poi caratterizzato gli anni successivi. Questa mostra, dunque, oltre a offrire motivi di riflessione su un periodo molto interessante e ricco di cambiamenti, apre anche la strada alla serie di mostre previste per il 2023-2024, tutte dedicate alla scena artistica e culturale italiana della prima metà del XX secolo”.

“Poetiche – prosegue Simona Bartolena – osserva e racconta il passaggio tra i due secoli in tutta la sua complessità, analizzando attraverso più di novanta opere d’arte di artisti straordinari (da Previati a Segantini, da Pellizza a Mancini, da Nomellini a Bistolfi) anche la situazione sociale, economica e politica dell’Italia postunitaria, in un momento di progresso e crescita ma anche di evidenti difficoltà e fragilità, soprattutto dal punto di vista sociale. Il taglio che ho cercato di dare a questa esposizione è dunque, come di consueto, molto narrativo.”

Le opere sono tutte commentate da brevi didascalie e il percorso di mostra segue un racconto che dall’arte apre l’orizzonte alla situazione italiana del tempo prendendo in considerazione il tema sociale, tra pittura di genere e interesse politico. Il lavoro, colto nei suoi più diversi aspetti, è al centro dell’analisi di molti autori.

L’attenzione degli artisti di fine Ottocento si allontana progressivamente dal mondo reale, e si sposta verso gli aspetti più onirici e immaginifici. Come succede con la pittura di paesaggio, affrontata, soprattutto in ambito divisionista, con toni sempre più visionari. Un’ampia sezione è inoltre dedicata ai sogni e alle visioni, tra simbolismo e allegoria, che accompagnano il visitatore fino a tendenze già novecentesche, tra Simbolismo e Liberty.

Il percorso espositivo si completa nelle sale di Villa Manzoni con una serie di opere ispirate al tema della vita nei campi, tra denuncia sociale, malinconia per una realtà in profondo mutamento e immaginario idilliaco, ritratta da pittori che dialogano con i dipinti della collezione permanente del Museo Civico di Lecco.
Accompagna la mostra un catalogo Edizioni La Grafica/Ponte43.