Potrà sembrare un’affermazione azzardata ma, a mio
giudizio, fotografare è un’operazione compromettente.
Compromettente perché quel fondo di bicchiere che
conosciamo, e che capta quel lampo di luce che
racchiude un frammento di realtà, è rivolto verso
l’esterno, ma l’immagine proviene dal nostro intimo più
profondo e nascosto: e ci racconta e ci smaschera
.”
(Piergiorgio Branzi)

Nato a Signa nel 1928, Piergiorgio Branzi inizia l’attività di fotografo nei primi anni Cinquanta, periodo in cui conosce Vincenzo Balocchi, uno dei membri del gruppo La Bussola, associazione di fotografi creata nel 1947 per promuovere la fotografia come arte dal punto di vista professionale e non solo documentario.
Nel maggio del 1953, espone per la prima volta nella “Mostra della Fotografia Italiana” presso la Galleria della Vigna Nuova a Firenze e, a partire da quell’autunno, si dedica sempre di più alla fotografia partecipando alle principali esposizioni italiane, fra l’altro vincendo numerosi concorsi tra il 1955 e il 1957.
Verrà poi un periodo di lunghi viaggi in motocicletta e in auto attraverso l’Italia e la Spagna, raccontando in immagini la vita quotidiana dei paesi che attraversa, rielaborando in modo originale la lezione di Henri Cartier-Bresson.
Dopo una collaborazione con Il Mondo di Mario Pannunzio, nel 1960 viene assunto alla Rai e intraprende la carriera di giornalista che, di fatto, rallenterà la sua produzione fotografica. Come inviato della Rai, e su incarico di Enzo Biagi, si trasferisce a Mosca e diventa il primo corrispondente occidentale nella Russia di oltrecortina; dal 1966 al 1969 sarà, invece, corrispondente da Parigi. Nel 1969 torna in Italia, a Roma, per assumere l’incarico di commentatore del telegiornale.
Le sue fotografie sono state esposte in numerose mostre dedicate alla fotografia italiana del Novecento (tra queste anche “ItalianMetamorphosis” al Guggenheim Museum di New York), di cui è considerato uno degli indiscussi maestri. Il suo archivio e il suo lavoro sono gestiti in esclusiva da Fondazione Forma per la Fotografia.

Al Castello Visconteo Sforzesco di Novara prosegue, fino al 6 settembre, una mostra che ne documenta oltre cinquant’anni di attività, sguardi sul mondo, “osservazioni attive” di un grande interprete del nostro tempo. Organizzata da Contrasto con Fondazione Forma per la Fotografia e Contrasto Galleria in collaborazione con Fondazione Castello Visconteo Sforzesco e con il patrocinio del Comune di Novara, “Il giro dell’occhio. Fotografie 1950-2010“, con sessanta immagini in bianco e nero, presenta una stagione importante della fotografia e della cultura italiana in cui le immagini si intrecciano con le riflessioni, i ragionamenti e i ricordi. Un insieme di temi che accompagna il racconto di una vita piena di meraviglie e di scoperte.
Dalle foto degli anni cinquanta realizzate nella sua Toscana, alle immagini che danno conto di uno sguardo complessivo sulla Penisola, fino a quelle di città e culture affacciate sul Mediterraneo oltre a Mosca dove Branzi ha vissuto cinque anni. Una sezione speciale è dedicata a Parigi, città fotografata con il passo e lo sguardo del flâneur. È presente, inoltre, parte dell’ultima produzione, quella più sperimentale, legata allo studio delle forme.

Il giro dell’occhio in cui ci conduce Piergiorgio Branzi con le sue fotografie – spiega Alessandra Mauro, curatrice del volume Contrasto che accompagna la mostra – è un turbine d’immagini e memorie, di ricordi, impressioni e scelte meditate. Di osservazioni coerenti in cui lo sguardo è sempre pronto a percorrere il mondo, tracciare e nominare la visione di profili di terre e di pietre. Una serie di vedute e “rivedute” che comunicano la stessa esperienza esistenziale dell’autore, il suo respiro. Quello di un corpo profondamente attento, lieto di continuare a vivere di meraviglia e di osservazione”.

Didascalie immagini

  1. Mykonos, 1957 ©  Piergiorgio Branzi
  2. Cavaliere della Mancia, 1956 ©  Piergiorgio Branzi
     

In copertina un particolare dell’immagine
del catalogo edito da Contrasto

Dove e quando

Evento: Castello Visconteo Sforzesco – piazza Martiri della Libertà, 3 – Novara
  • Fino al: – 06 September, 2020