Si sa, ogni collezione racconta una storia, non solo quella delle opere, ma anche dello sguardo che le ha riunite, delle epoche attraversate e i significati che continuano ad assumere nel tempo. La Collezione Generali è il risultato di tutto questo, un patrimonio formato nel corso dei decenni nel quale dipinti, sculture e opere su carta narrano secoli di creatività intrecciando artisti, linguaggi, sensibilità e una trama di relazioni.
A Roma prosegue fino a domenica 23 agosto Novecento italiano. Opere dalla collezione Generali, la grande mostra curata da Costantino D’Orazio che, per la prima volta, presenta al pubblico una ponderata selezione per ammirare opere di una delle più importanti collezioni corporate europee.

Nata per celebrare il decimo anniversario di Generali Valore Cultura che, dal 2016, promuove iniziative diffuse sul territorio nazionale per rendere l’arte e la cultura sempre più accessibili (oltre sette milioni di persone hanno potuto avvicinare tale patrimonio) con Palazzo Bonaparte, storico edificio di proprietà del Gruppo, sede del primo Spazio Valore Cultura, che rappresenta oggi il luogo simbolo per offrire gratuitamente al pubblico il progetto espositivo.
La collezione prese forma all’inizio degli anni Ottanta con una visione innovativa e lungimirante: non raccogliere opere per decorare degli uffici, ma raccontare, attraverso l’arte, le trasformazioni della società italiana, le aspirazioni, le inquietudini e i profondi cambiamenti che hanno attraversato il Novecento. L’espsizione riunisce oltre cinquanta di quei capolavori che raccontano l’Italia e il suo popolo attraverso lo sguardo degli artisti.

Ad arricchire il percorso la visione Le tre età di Gustav Klimt, concesso in prestito dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea della capitale, che si sviluppa come un viaggio attraverso i grandi temi che continuano a parlarci: la velocità e il cambiamento, il rapporto con il paesaggio e con la memoria, la costruzione dell’identità, il corpo, la vita quotidiana, il desiderio, il tempo e la trasformazione della società.

Dalle sperimentazioni delle avanguardie storiche alle atmosfere sospese della Metafisica, dal Realismo Magico alla Scuola Romana, fino alle esperienze più liriche e introspettive della figurazione italiana, la mostra mette in dialogo alcuni dei protagonisti più importanti dell’arte del Novecento, in cinque sezioni che accompagnano il visitatore attraverso le grandi domande: le avanguardie e la nascita della modernità, il paesaggio come luogo della memoria e dell’identità, la rappresentazione dell’individuo, il corpo come spazio di desiderio, fragilità e trasformazione, fino alla dimensione collettiva del vivere sociale. Non soltanto l’evoluzione dell’arte italiana, ma anche i sogni, le paure, le speranze e le trasformazioni di un intero Paese.

Accanto ai dipinti, la mostra restituisce anche la dimensione più quotidiana e popolare della cultura visiva italiana attraverso una selezione di storici manifesti delle Assicurazioni Generali, firmati da grandi illustratori come Marcello Dudovich, Achille Beltrame e Gino Boccasile, insieme a raffinati foulard d’artista. Testimonianze preziose di come l’arte abbia dialogato nel corso del Novecento con la comunicazione, il costume, il design e la vita quotidiana, il racconto di un’Italia che cambia, sogna, comunica e si riconosce nelle immagini.
Accompagna la mostra un catalogo edito da Moebius che invita il lettore a riflettere su come la memoria continui a generare futuro.