Il Forte di Bard si conferma un punto di riferimento a livello internazionale per gli amanti della fotografia con appuntamenti consolidati e i prestigiosi concorsi fotografici Wildlife Photographer of the Year e World Press Photo, si aggiunge un nuovo progetto fotografico che ha preso il via lo scorso 17 luglio in anteprima mondiale: Mountains by Magnum Photographers. Si tratta di una mostra-evento che presenta al pubblico la montagna vista, vissuta e fotografata dai grandi fotografi Magnum Photos. Frutto di una co-produzione tra Fort di Bard e l’agenzia di fotogiornalismo – fondata nel 1947 da Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, David Seymour e George Rodger, che riunisce oggi i migliori fotografi del mondo – la mostra presenta un viaggio nel tempo e nello spazio, un percorso cronologico che raccoglie oltre centotrenta immagini esposte in una prospettiva di sviluppo storico della rappresentazione dell’ambiente montano, declinata in base ai diversi temi affrontati da ciascun autore.

Dai pionieri della fotografia di montagna, come Werner Bischof – alpinista lui stesso – passando per Inge Morath, Herbert List per arrivare ai nostri giorni con Ferdinando Scianna, Martin Parr, Steve McCurry. Prima dell’avvento della fotografia le montagne erano già un motivo iconografico in pittura, dove erano rappresentate da rocce o massi fino al Rinascimento, quando divennero uno sfondo maestoso che contribuì all’idea prevalente della natura. Le montagne erano state tradizionalmente viste come le sedi di potere mistico e sovrumano, qualcosa di pericoloso e inaccessibile agli umani da poter essere osservato solo da lontano.

Durante il Diciannovesimo secolo, con lo sviluppo dell’alpinismo, i fotografi iniziarono a fornire emozioni vertiginose grazie ai primi documenti sulla conquista delle vette fino ad allora inesplorate. Le fotografie non erano solo semplici prove del successo di un’ascensione, ma assumenvano valenza di viaggio attraverso le immagini. Le prime spedizioni fotografiche sulle Alpi iniziarono negli anni Cinquanta e furono vere prodezze di sforzo fisico: i fotografi alpinisti erano aiutati da portatori che trasportavano la loro attrezzatura ingombrante e delicata. Le loro immagini stupirono il pubblico che non aveva mai visto le cime delle montagne da così vicino e con così tanti dettagli. Le foto mostravano quindi un mondo nuovo, inesplorato e ancora intatto, promettendo viaggi in territori vergini che evocavano le origini del mondo.

Queste immagini non sono solo una testimonianza dell’ammirazione che l’uomo ha per le alte vette, ma mettono in risalto anche la venerazione e il timore che l’uomo, da secoli, ha per le montagne. Da quasi due secoli, i fotografi che hanno eletto le montagne a soggetto privilegiato del loro lavoro, ne esplorano le forme e le trame da ogni angolazione. Artisti passati e presenti hanno reso omaggio alla loro immensità, variando i punti di vista e cercando talvolta di amplificarne la natura spettacolare e i fotografi Magnum hanno costruito e reinventato l’iconografia montana perché, nelle loro fotografie, le montagne sono osservate, sfruttate e attraversate. Vediamo persone che trascorrono tutta la loro vita ad alta quota, ma anche persone di passaggio che cercano una guida spirituale, il piacere, un rifugio dalla guerra o semplice sopravvivenza.

A Bard la possibilità di farsi sorprendere da come gli uomini abbiano fatto proprie le montagne con scatti che non hanno niente in comune con quelle che vediamo nelle cartoline inoltre, il tema della montagna dei viaggi dei fotografi Magnum, attraverso tutti i continenti, focalizza su cosa di volta in volta abbia catturato la loro attenzione. La mostra comprende anche una sezione su un importante progetto commissinonato e dedicato al territorio della Valle d’Aosta, firmato da Paolo Pellegrin (vincitore, tra altri prestigiosissimi riconoscimenti, di dieci World Press Photo Award) frutto di uno shooting realizzato la primavera scorsa. Per realizzare le immagini presenti in mostra, Pellegrin si è recato più e più volte, alla ricerca di quelle luci che lui, amante del bianco e nero, predilige. Sono le luci filtrate dalle nubi sfilacciate dal vento, i violenti controluce sulla superficie della neve, le buie increspature dei crepacci, le scure torri delle creste rocciose, gli arabeschi disegnati sulla superficie dei laghi ghiacciati.

La mostra è accompagnata da un volume edito da Prestel Publishing/Random House, New York e proseguirà fino al 6 gennaio 2020.

Didascalie immagini
Mountains by Magnum Photographers.
Le opere in mostra © Magnum Photos
courtesy Fort di Bard

 

Orari
Feriali 10.00 | 18.00
Sabato, domenica e festivi 10.00 | 19.00
Lunedì chiuso
Aperture straordinarie:
aperta tutti i giorni fino al 15 settembre 2019

Dove e quando

Evento: Forte di Bard – via Vittorio Emanuele II, 85 – Bard
  • Fino al: – 06 January, 2020