Il 6 marzo 1475 nasceva a Caprese,  a ridosso della dorsale dell’Appennino tosco-romagnolo, uno dei più grandi artisti di tutti i tempi: Michelangelo Buonarroti. Questa sera, dalle 19:00 alle 21:00, l’Associazione degli Amici della Galleria dell’Accademia di Firenze organizza una speciale visita al nuovo allestimento museale e alla mostra “Michelangelo: l’effigie in bronzo di Daniele da Volterra“, con l’accompagnamento musicale degli allievi del Conservatorio Luigi Cherubini.

Una mostra studio inconsueta, a cura di Cecilie Hollberg, realizzata con i musei Gallerie d’Italia, e Intesa Sanpaolo Innovation Center, riunisce, per la prima volta in un’unica sede i nove busti in bronzo di Michelangelo, attribuiti a Daniele da Volterra. Insieme alle tre opere già conservate a Firenze alla Galleria dell’Accademia, al Museo Nazionale del Bargello e a Casa Buonarroti, i prestiti provenienti dal Musée du Louvre e il Musée Jacquemart-André a Parigi, l’Ashmolean Museum a Oxford, i Musei Capitolini a Roma, il Castello Sforzesco-Civiche Raccolte d’Arte Applicata di Milano e il Museo della Città “Luigi Tonini” a Rimini.

Per questo progetto espositivo tutti gli esemplari presenti sono stati sottoposti a una intensa campagna di analisi non invasive, sia classiche dei materiali che con sofisticati strumenti di ultima generazione e con metodologie innovative. Sono state condotte indagini scientifiche mai realizzate in precedenza su queste opere, come le analisi geologiche delle terre di fusione o quelle nucleari (XRF) per determinare la natura e la composizione delle leghe di metallo. La proficua e stretta collaborazione con Mario Micheli – professore di storia e tecnica del restauro presso l’Università Roma Tre, noto esperto del settore che ha lavorato già sui bronzi di Riace e sulla lupa capitolina – insieme a un team formato ad hoc, ha aperto nuovi approcci.

Ogni testa è stata digitalizzata e stampata in 3D in resina in scala 1:1, grazie a Factum Foundation for Digital Technology in Conservation, organizzazione no-profit spagnola specializzata nell’utilizzo delle nuove tecnologie per la conservazione del patrimonio culturale; ciascuna è stata digitalmente “mappata” nei punti chiave e nelle corrispondenze, sovrapposta e confrontata in un lavoro di ricerca unico nel suo genere, che ha unito per la prima volta l’esperienza digitale al rigore accademico nell’individuazione delle opere originali, nominate nell’inventario della casa abitata da Daniele da Volterra, e della “genealogia” delle varianti da loro derivate. Per aiutare il confronto, sia agli occhi degli esperti che tramite software di machine learning, i busti in resina sono stati allineati per l’esposizione seguendo una linea immaginaria ricercata e tracciata lavorando sulle stampe 3D.

È la prima volta che vengono riuniti questi nove busti simili, alcuni apparentemente quasi uguali, che riportano i tratti di Michelangelo, proprio quell’effigie che siamo abituati a collegare con l’incomparabile artista rinascimentale. Daniele Ricciarelli, detto da Volterra (1509 – 1566), fu allievo di Michelangelo e a lui era legato da profonda amicizia tanto da essere presente alla morte del maestro nella casa romana a Macel de’ Corvi, il 18 febbraio 1564. Leonardo Buonarroti, nipote di Michelangelo, gli commissionò, subito dopo, due ritratti in bronzo dello zio e all’incarico dell’esecuzione di questi due busti si aggiunse una terza richiesta avanzata dall’amico e antiquario Diomede Leoni.
È dato per certo che il Ricciarelli abbia fatto un’impronta del volto del Maestro deceduto, secondo un’usanza dei tempi. Infatti, già a due giorni dalla morte è documentato un pagamento «per fare gittare due teste di bronzo di Michelangnolo Bonaroti per fare le cere per la forma». Però, il Ricciarelli morì nel 1566 senza aver rifinito le tre teste promesse a Buonarroti e a Leoni, come risulta dai documenti redatti , quindi il problema della cronologia e della fusione delle effigi bronzee di Michelangelo è rimasto da tempo, nell’ambito degli studi di storia dell’arte, un punto da chiarire sussistendo la sostanziale incertezza circa la provenienza dei numerosi esemplari esistenti.

L’alto valore scientifico dell’iniziativa ha riunito i maggiori esperti nella giornata di studi dello scorso 21 febbraio, organizzata con lo scopo di far confluire le ricerche finora eseguite e i risultati delle indagini diagnostiche, così da produrre il primo catalogo scientifico, edito da Mandragora, delle effigi in bronzo attribuite a Daniele da Volterra fornendo uno strumento indispensabile per gli studi in questo campo. Tra i risultati più attesi l’accurata genealogia delle varianti derivate dai busti di Michelangelo, con l’individuazione per quanto possibile di provenienza e caratteristiche delle varie esecuzioni.

Oltre a questo volume, per l’inaugurazione, ne è stato pubblicato un altro, sempre da Mandragora, il vademecum per seguire al meglio l’evento espositivo e la curatrice, la Direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze, spiega: “L’idea di questa esposizione nasce dall’esigenza di dare un contributo scientifico rispetto al complesso rapporto tra originali e derivazioni.  Michelangelo: l’effigie in bronzo di Daniele da Volterra è una mostra unica e inconsueta che si pone l’obiettivo di rispondere a quesiti ancora aperti, grazie anche all’utilizzo di strumenti altamente tecnologici e innovativi. Punto di partenza di questo progetto epocale su Michelangelo Buonarroti e il suo allievo Daniele da Volterra, è stato il riordino e il restauro del busto conservato nel nostro Museo, avvenuto nel 2017. Cogliamo quindi questa occasione per offrire per la prima volta un raffronto diretto dei nove busti che riportano i tratti di Michelangelo Buonarroti, per rivederne i dati, i documenti e la relativa bibliografia. A distanza di quasi cinque secoli, è ora di trovare delle risposte“. 

Segnaliamo infine che dopodomani, in occasione della Festa della Donna, a tutte le signore sarà consentito l’ingresso gratuito nei musei e parchi archeologici statali (e in molti di quelli comunali) proponendo anche approfondimenti e visite tematiche con direttrici, curatrici e staff dei musei. La programmazione dettagliata degli eventi di tutti i musei statali nazionali in costante aggiornamento, è disponibile cliccando qui.

Dettagli

Didascalie immagini

alcuni scatti dell’allestimento espositivo
foto © 2022 Guido Cozzi
courtesy Galleria dell’Accademia Firenze

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Galleria dell'Accademia - Via Ricasoli, 58/60 - Firenze
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Fino al: 19 Giugno, 2022