Con la mostra “L’Asse del tempo. Tessuti per l’abbigliamento in seta di Suzhou” al Museo di Palazzo Mocenigo si sono aperte ufficialmente le celebrazioni per i settecento anni dalla morte di Marco Polo, avvenuta l’8 gennaio 1324. Il Comune di Venezia dedica all’illustre cittadino un calendario di eventi in collaborazione con Fondazione Musei Civici, l’Università Ca’ Foscari, ma anche tantissime realtà associative della città, nazionali ed internazionali, tutte occasioni per dare lustro alla memoria di chi ha scritto il primo attendibile e completo resoconto dell’Oriente e il primo contributo alla reciproca conoscenza tra Asia ed Europa.

Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia e presidente del Comitato promotore delle Celebrazioni ha sottolineato: «La riscoperta della sua figura evoca temi di grande attualità: come dialogare con altre culture senza rinunciare alla propria identità? Come regolare i rapporti tra i popoli e le città? Come trasmettere il saper fare e l’operosità? Le terre ed i mari che ha visitato nel suo viaggio lungo più di vent’anni, spesso ora sono aree critiche dal punto di vista diplomatico. Grazie anche al ricordo di Marco Polo, Venezia vuole dare ancora una volta un messaggio di speranza, di pace e di fratellanza. Per questo siamo aperti a ricevere nuove proposte».
“MarcoPolo700” prevede iniziative pubbliche di carattere scientifico, espositivo, letterario, culturale che potranno essere seguite consultando il sito ufficiale e attraverso i canali social di Venezia Serenissima. Le celebrazioni, con esse il Comitato, hanno durata triennale e sono quindi previste iniziative anche nel 2025 e nel 2026.

Il dialogo con gli spazi del Museo di Palazzo Mocenigo – Centro Studi di Storia del Tessuto, del Costume e del Profumo – che ospita le collezioni tessili e di abiti antichi dei Musei Civici, è l’occasione anche per comparare, da un punto di vista estetico e manifatturiero, lo stile dell’abbigliamento durante la Repubblica Serenissima con quello delle principali dinastie regnanti nell’antico impero cinese.

La mostra – curata da Qian Zhaoyue, Direttore del Museo della Seta di Suzhou, Liu Xu Dong, Consulente del Museo della Seta di Suzhou, Chiara Squarcina, Responsabile del Museo di Palazzo Mocenigo, Massimo Andreoli, Presidente Wavents srl e Laura Fincato, Cittadina Onoraria di Suzhou – rimarrà aperta fino al 29 febbraio e fa parte di un più ampio progetto che ricorda, e rinnova, il rapporto storico tra le due città d’acqua Venezia e Suzhou, ufficialmente gemellate dal 1980, che sorgono alle estremità della Via della Seta. Per entrambe è forte il legame con la figura di Marco Polo che, durante il suo lungo viaggio in Oriente come incaricato del Kublai Khan, restò ammaliato da Suzhou e dalle sue sete.

La seta, quindi, è la protagonista dell’esposizione di una ventina di abiti, creazioni originali, tessuti e fedeli repliche di antichi abiti provenienti dal Museo della Seta di Suzhou, centro per la ricerca, la tutela, la conservazione e la protezione della millenaria tecnica di tessitura che rese celebre la seta della regione dello Jiangnan. Creazioni come il broccato della dinastia Song, il lampasso, il Kesi, tappezzerie in seta, o il tipico ricamo di Suzhou conosciuto come pattern velvet, qui in mostra con preziosi esemplari, ancor oggi sono esempi del patrimonio culturale immateriale della Cina.

Chiara Squarcina, al riguardo, ha evidenziato: «Sono creazioni che oggi come al tempo del viaggiatore veneziano, suscitano stupore e meraviglia per la loro raffinatezza e preziosità. Un valore non solo estetico ed esecutivo, ma anche una testimonianza dello scambio culturale in un’ottica di collaborazione che, oggi come ieri, si traduce in inclusione, divulgazione e dialogo tra le istituzioni».