Al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato proseguirà fino a domenica 10 maggio 2026 la prima mostra italiana interamente dedicata al lavoro su polaroid di Luigi Ghirri (Scandiano, 5 gennaio 1943 – Reggio Emilia, 14 febbraio 1992) curata da Chiara Agradi con Stefano Collicelli Cagol e realizzata in collaborazione con la Fondazione Luigi Ghirri. Fotografo italiano del secondo dopoguerra, tra i più conosciuti al mondo, la cui ricerca si posiziona tra un uso concettuale del medium e una costruzione dell’immagine che suscita immediata empatia, propone oggetti portatori di memorie, la complessa stratificazione del paesaggio italiano e le persone che lo attraversarono, abitano quelle immagini dando un senso di familiarità e, al tempo stesso, elementi in cui ricordarsi nel mondo da lui raccontato e, tale riconoscibilità dei soggetti, convive con una postura analitica adottata dall’artista.

Domande e temi posti dalle sue opere sono legati alla tecnica fotografica: il generare immagini in cui convivono temporalità diverse, la composizione fotografica che al tempo stesso esclude e include, lo sdoppiamento della realtà insito nella fotografia, lo svelamento di quanto rimane sconosciuto o invisibile nonostante sia sotto gli occhi di chiunque ogni giorno. Luigi Ghirri. Polaroid ‘79 – ‘83 propone un’ampia selezione di scatti effettuati in quei cinque anni in cui, l’azienda, gli aveva garantito una vasta fornitura di pellicole e macchine, avvicinandolo all’utilizzo della fotografia a sviluppo istantaneo e invitandolo ad Amsterdam per provare la Polaroid 20×24 Instant Land Camera, capace di scattare in poco più di un minuto istantanee extra large.

Come spiega Stefano Collicelli Cagol, «l’allestimento, progettato dall’architetto Ibrahim Kombarji, individua una zona centrale che attraversa come una dorsale la curva dello spazio e alcuni momenti salienti lungo le due pareti laterali. Una serie di pannelli lignei autoportanti, rivestiti di zerbino di cocco, ospita al centro dello spazio espositivo le polaroid di grande formato, realizzate da Luigi Ghirri tra il 1980 e il 1981. In questi due anni Polaroid invita l’artista a scattare una serie di istantanee negli uffici di Amsterdam, dove si trovava un modello di Polaroid che in pochi minuti sviluppava fotografie di grande formato. L’artista arriva ad Amsterdam con una valigetta piena di oggetti recuperati da casa o dai mercatini delle pulci, e li dispone di volta in volta di fronte alla gigantesca macchina. Questa attenzione per l’oggettualità, notata da Agradi come saliente dell’esperienza di Ghirri con le Polaroid, ha costituito l’elemento cardine attorno al quale si è sviluppata la selezione delle opere in mostra. Le fotografie di più piccolo formato, infatti, indagano questa relazione specifica con l’oggettualità e la materialità, che emerge con forza nelle immagini di grande formato».

Le polaroid espote, piccole e grandi, restituiscono un Ghirri inedito: da un lato, il fotografo che alla fine degli anni Settanta, dopo un decennio di rigoroso controllo concettuale e tecnico delle proprie fotografie, accolse l’aleatorietà che la fotografia istantanea offriva con la possibilità di vedere immediatamente il risultato dell’immagine. Dall’altro, il fotografo che, seppur lontano dalla sua Emilia, ricostruisce il suo mondo di oggetti e stratificazioni di memoria altrove, disponendo alcuni oggetti selezionati in Italia e portati in Olanda in valigia davanti all’apparecchio fotografico.

La poetica di Luigi Ghirri presenta una riflessione ampia sul linguaggio visivo in particolare per i più giovani, lo stimolo a a riflettere sui punti di contatto tra la fotografia analogica a sviluppo istantaneo e la fruizione immediata dell’immagine, normalizzata dall’uso di smartphone e fotografia digitale, ulteriore conferma della capacità del Centro Pecci di proporre letture inaspettate anche di figure già note, mettendone in evidenza aspetti di particolare attualità. In occasione della mostra sono organizzate una serie di Visite Guidate Speciali (VIGS), con “guide” d’eccezione del mondo dell’arte, della musica, della fotografia e dell’architettura: un sabato al mese per approfondire l’esposizione attraverso punti di vista inediti e interdisciplinari.

Dettagli

Didascaie immagini

(courtesy Ufficio stampa PCM Studio di Paola C. Manfredi)

  1. uno scatto all’ingressto della mostra “Luigi Ghirri, Polaroid ’79 – ’83” al Centro Pecci di Prato
    foto © 2025 Andrea Rossetti
  2. Luigi Ghirri, “Amsterdam” 1981. Courtesy © Eredi di Luigi Ghirri
    (opera in grande formato)
  3. Luigi Ghirri, “Amsterdam” 1980. Courtesy © Eredi di Luigi Ghirri
    (opera in grande formato)
  4. Courtesy © Eredi di Luigi Ghirri
    a sinistra
    Modena, 1980 8×8 cm Courtesy ©Thomas Dane Gallery, Londra e Napoli
    a destra
    Modena, 1979 7,3×9,5 cm Collezione privata / Private Collection, Novara
    (opere in piccolo formato)

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci - Viale della Repubblica, 277 - Prato
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Fino al: 10 Maggio, 2026