L’arte si trova in un periodo latente. C’è una forza che l’uomo non può manifestare. Noi la esprimiamo in forma letterale in questo manifesto.
Per questo chiediamo a tutti gli uomini di scienza del mondo, i quali sanno che l’arte è una necessità vitale della specie, che orientino una parte delle loro investigazioni verso la scoperta di questa sostanza luminosa e malleabile e di strumenti che producano suoni che permettano lo sviluppo dell’arte tetradimensionale.
Le idee non si rifiutano.
Si trovano in germe nella società, poi i pensatori e gli artisti le esprimono.
Tutte le cose nascono per necessità e son di valore nella loro epoca
.”

Manifesto Bianco
Buenos Aires, 1946

Lampade e neon che disegnano forme nuove – sinuose, senza senso o forse strapiene di significato – introducendo la terza dimensione dell’arte.
Per la prima volta ambienti spaziali e interventi ambientali ricostruiti. Stanze e corridoi che dovevano essere distrutti e che invece, negli spazi Pirelli HangarBicocca, creano un percorso espositivo che dire all’avanguardia è dire poco: questo è Lucio Fontana nel suo “splendore” innovativo in mostra a Milano.
La forza precorritrice di un grande maestro del Novecento che – da sperimentatore e anticipatore di una nuova forma dell’arte –  attraverso le sue dimensioni nel vuoto e la convinzione nella libertà di poter creare con qualcuno mezzo – torna al pubblico con opere di importanza cruciale.

Pirelli HangarBicocca presenta la mostra Ambienti/Environments dedicata alla ricerca ambientale di Lucio Fontana, proponendo un corpus di Ambienti spaziali, mai riuniti in prima. La mostra, a cura di Marina Pugliese, Barbara Ferriani e Vicente Todolí e realizzata in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana, raccoglie nello spazio delle Navate di Pirelli HangarBicocca dieci ambienti, creati da Lucio Fontana tra il 1949 e il 1968 per istituzioni e musei italiani e internazionali.
In un contesto quasi buio, diverse stanze indipendenti e isolate, contengono al loro interno le ricostruzioni degli ambienti. Per la prima volta le opere (forse) meno conosciute di Fontana, ricreate per “riscoprirne” l’importanza storica e allo stesso tempo raccontarne la contemporaneità, l’estrema modernità e la forza innovativa attraverso un allestimento inedito.

Gli Ambienti spaziali, stanze e corridoi concepiti e progettati dall’artista a partire dalla fine degli anni ’40 e quasi sempre distrutti al termine dell’esposizione, sono le opere più sperimentali e meno note di Fontana. Alcuni degli ambienti esposti sono stati ricostruiti per la prima volta dalla scomparsa dell’artista grazie allo studio e alle ricerche della storica dell’arte Marina Pugliese e della restauratrice Barbara Ferriani e al contributo della Fondazione Lucio Fontana.
La ragione storica della mostra, dicono i curatori, risiede nell’importanza degli Ambienti, che hanno anticipato senza ombra di dubbio le ricerche di artisti e movimenti della generazione successiva, dal Gruppo T a Yves Klein al Gruppo Zero.

Ma Lucio Fontana chi era? Argentino di nascita con i suoi mocassini senza calzini alla ricerca di qualcosa di diverso. Un personaggio cosciente dello spazio che viveva. Ha investigato i concetti di materia, spazio, luce, vuoto, utilizzando i materiali più diversi per estendere i confini dell’arte: Movimento spaziale – noto anche come Spazialismo – da lui fondato in Italia nel 1947.
Nei suoi gesti minimi ma decisivi Fontana crea la nuova arte. L’avanguardia resta spiazzata per anni e il suo lavoro non sarà subito capito. I suoi buchi, i suoi tagli, i suoi stralci, i suoi gesti, azioni di quello che non si fa.
Non si taglia una tela eppure lui lo ha fatto.

Inventa spazi nuovi, fisici e mentali, attraverso le sue ricerche, basate sulla fede assoluta, la passione nel tempo e nello spazio, nella grandezza del cosmo.
La Violenza latente che di lui forse inquietava era solo la volontà di un segno assoluto. Una visione che non puoi contenere ma che ti contiene. Impossibile tornare indietro dai suoi tagli, dagli spazi che egli ha creato.
I concetti spaziali, i teatrini, la materia studiata, sculture, installazioni intuitive di idee cosmiche, neon, ambienti spaziali. Una modernità assoluta, costruita in nuovi spazi, per sconfinare l’arte dalla tela. Non è pittura, non è scultura, il buco e il taglio aprono lo spazio che si compie con le opere ambientali.

Fontana rivive oggi – assieme al genio che conteneva – negli spazi che lui stesso ha creato, che riprendono forma ogni volta che una mostra lo omaggia, soprattutto se si ricreano per la prima volta ambienti da lui disegnati, come fatto a Milano. Si torna a parlare dell’artista senza “confini” che ha iniziato a richiede un cambiamento nell’essenza e nella forma. Il superamento della pittura e della scultura, della poesia e della musica, sempre alla ricerca di un’arte superiore e in accordo con le esigenze dello spirito nuovo che lui già vedeva prima di tutti.
Fontana non può mai deludere.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Lucio Fontana e Jef Verheyen dipingono la forma dell’ambiente realizzato per la mostra allo Stedelijk Museum, Amsterdam 1967 
    © Fondazione Lucio Fontana, Milano
  2. Lucio Fontana, Ambiente spaziale, 1967,  colori fosforescenti e luce di Wood, foto: Stedelijk Museum, Amsterdam 
    © Fondazione Lucio Fontana, Milano
  3. Lucio Fontana in collaborazione con Nanda Vigo, Ambiente spaziale: “Utopie”, nella XIII Triennale di Milano, 1964/2017, veduta dell’installazione in Pirelli HangarBicocca, Milano, 2017. Courtesy Archivio Nanda Vigo e Pirelli HangarBicocca, Milano. 
    © Fondazione Lucio Fontana - foto: Agostino Osio
  4. Lucio Fontana, Fonti di energia, soffitto al neon per “Italia 61”, a Torino, 1961/2017, veduta dell’installazione in Pirelli HangarBicocca, Milano, 2017. Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano. 
    © Fondazione Lucio Fontana - foto: Agostino Osio
  5. Lucio Fontana, Ambiente spaziale in Documenta 4, a Kassel, 1968, Legno e gesso, “Lucio Fontana. Ambienti Spaziali”, veduta dell’installazione, Gagosian Gallery, New York, 2012, Realizzato da Lucio Fontana in collaborazione con Aldo Jacober per Documenta 4 a Kassel, 1968, Collezione Fondazione Lucio Fontana. Ricostruzione autorizzata per questa mostra da Fondazione Lucio Fontana, Milan, 2012 
    © Fondazione Lucio Fontana, Milano. Courtesy Gagosian Gallery. Foto: Robert McKeever
  6. Lucio Fontana 
    © Fondazione Lucio Fontana, Milano

IN COPERTINA
Lucio Fontana in collaborazione con Nanda Vigo, Ambiente spaziale: “Utopie”, nella XIII Triennale di Milano, 1964/2017, veduta dell’installazione in Pirelli HangarBicocca, Milano, 2017. Courtesy Archivio Nanda Vigo e Pirelli HangarBicocca, Milano.
© Fondazione Lucio Fontana - foto: Agostino Osio
[particolare]

Dove e quando

Evento: Lucio Fontana. “Ambienti/Environments”

Indirizzo:
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Fino al: 20180225