In occasione delle iniziative che celebrano i cinquecentocinquant’anni dalla nascita (6 marzo 1475) di Michelangelo, alla Galleria dell’Accademia di Firenze prosegue, fino a domenica 21 settembre, Luce energia infinito di Wang Yancheng, artista franco-cinese che rende omaggio all’opera del genio rinascimentale esposta in Galleria.

Curata da Gabriele Simongini, la mostra presenta diciotto dipinti, alcuni dei quali di grandissime dimensioni, realizzati fra il 2018 e il 2025 – tre dei quali appositamente per l’evento espositivo – dove assume sempre più importanza una concezione del vuoto come stato materiale che ribolle di possibilità.

Wang Yancheng, ha dichiarato: “Michelangelo ci insegna che l’arte non è solo rappresentazione, ma è un ponte verso dimensioni superiori, dove l’energia e lo spirito si fondono in un’unica, eterna manifestazione. Le sue opere continuano a ispirare, ricordandoci che l’arte è un atto di connessione con l’universo e con l’infinito”.

La pittura assoluta di Wang Yancheng è il risultato di un linguaggio profondamente personale e, al rigurado, il Curatore, spiega: “Energia, trasformazione, divenire, autenticità, purezza, liberazione dalle ossessioni, sentire l’anima senza spiegazioni. Anche se le parole sono davvero inadeguate per dare anche solo una pallida idea della vera arte, si può provare ad usare questi concetti per avvicinarsi alla pittura assoluta di Wang Yancheng, intesa nel senso etimologico di ciò che è sciolto e libero da qualsiasi legame e perfino da qualsiasi fra i vari riferimenti artistici chiamati in causa in passato per la sua ricerca (Zao Wou-Ki, Chu Teh-Chun, Claude Monet, la Color Field Abstraction americana, Gerhard Richter, ecc.) ed ormai completamente metabolizzati in un linguaggio profondamente personale, una sorta di ibrido che ha assorbito e reinventato il dialogo fecondo fra oriente e occidente“.

Ancora Gabriele Simongini, in catalogo annota come, con le sue opere astratte, gestuali e psicodinamiche, si crei “un campo vibrante in cui si imprimono le tracce della vita interiore dell’artista che cercano di connettersi direttamente con il pulsare dell’universo e dell’esistenza cosmica, con quel mistero che il mondo stesso è. Il percorso della mostra rispetta ed esalta la struttura delle sale espositive con il loro andamento rettilineo e senza deviazioni che favorisce un dialogo serrato fra le opere poste sulle pareti abbastanza ravvicinate, creando una sorta di immersione continua nella realtà spirituale di questa pittura, capace di emanare un’energia calma ed un’accoglienza vibrante. Se tuttora gli scienziati cercano una teoria unificata di tutta la fisica, dalla meccanica quantistica alla teoria della relatività, dall’elettrone infinitesimo all’immensità delle galassie, in modi intuitivi un artista come Wang Yancheng ci è già arrivato, mutatis mutandis, tramite la sua pittura assoluta”.

La mostra è accompagnata da un catalogo di Maretti Editore.