“Odio il vapore, il cappello a cilindro, il frack.
Anelo al vento che libero e olezzante mi giunge dal mare”

Proprio come brezza che spirava dal mare della Versilia nacquero La bohème (1896), Tosca (1900), Madama Butterfly (1904) e Turan dot (1926). Lontano dal tumulto delle grandi città e nella quiete di quella indole solitaria che gli apparteneva, presero vita proprio quei grandi capolavori che contribuirono a far grande il nome di Giacomo Puccini nel mondo.
Ma chi era davvero Giacomo Puccini?

A Lucca tutto parla di lui: entrando nella casa in cui nacque quel 22 dicembre del 1858, tra cimeli e ricordi si sentono ancora le vibrazioni del suo pianoforte, si leggono i suoi primi spartiti e si viene proiettati in una magica atmosfera tardo ottocentesca, nell’ambiente di una famiglia dove la musica e l’arte fanno da rami e radici a un secolare albero genealogico.
Un clima poetico e sognante, passato ma ancora possibile da esperire in un viaggio “Per sogni e per chimere”.
Con questo verso tra i più belli de La Bohème di Puccini oggi, a pochi passi proprio da quella dimora-museo, alla Fondazione Ragghianti si vuol raccontare il lato più inedito di un genio, del compositore più ascoltato e più rappresentato di sempre.
Tutti conoscono, infatti, il Puccini compositore e autore delle pagine più significative della lirica a livello mondiale, in pochi però conoscono il suo io, le sue amicizie, le sue influenze e il suo stretto legame con tutte le altre forme d’arte.

La mostra alla Fondazione Ragghianti di Lucca indaga il districato groviglio di relazioni tra Puccini e il mondo artistico di quegli anni. Sogni e chimere, immaginazioni e ideali che il musicista condivideva con i pittori e gli scultori a lui contemporanei, molto spesso amici e sodali conosciuti nei primi passi milanesi o sempre vicini a lui nell’amata Versilia: dagli esponenti della Scapigliatura ai pittori post-macchiaioli amici di Torre del Lago coi quali fonda il Club la Bohème; dalla conoscenza a fine ’800 del Simbolismo di Plinio Nomellini all’interesse verso l’arte d’avanguardia; dal rapporto sempre più forte con la modernità alla frequentazione di Galileo Chini che, con le sue impressioni d’oriente, suggestionò talmente tanto Puccini che decise di affidargli la realizzazione delle magiche scenografie di Turandot.

Musica e arti visive fanno blocco unico parafrasandosi in una vera e propria estetica esistenziale che fa emergere quel rapporto di reciproca influenza creativa non trascurando case (le famose ville Puccini), oggetti, amori, arredi e frequentazioni.
Come le quinte di un teatro d’opera di fine ‘800, dopo un ingresso al buio, tende damascate si aprono dividendo lo spazio in 7 sale e lasciano scoprire la coinvolgente scenografia di Margherita Palli che vuole ricreare quel contesto culturale in fermento e aperto al cambiamento che Puccini contribuì a costruire.
Attraverso oltre 120 opere tra dipinti, complementi d’arredo, suppellettili dell’epoca e capi d’abbigliamento provenienti dai più importanti musei e teatri italiani – integrati da preziosi pezzi inediti custoditi da collezioni private – si definisce l’emozionante panorama degli artisti vicini ai temi e al clima espressivo di Puccini.

Lui guardava la pittura e i pittori guardavano lui.
Una rete di rapporti non superficiali ricostruiti attraverso profonde ricerche in archivi, collezioni e musei e che restituisce un Puccini non solo come il più grande compositore italiano del ‘900 ma anche uomo di cultura, dal raffinato gusto artistico, sensibile, attento e curioso verso tutto ciò che accadeva attorno a lui, dal gusto infallibile anche nel riconoscere grandi artisti ai quali poi commissionava opere.
La mostra ci offre il seducente spaccato di un mondo ricercato, è il racconto di un’epoca fatta di sfumature e dettagli, da chiari contorni ma anche intrisa di un’occulta vena malinconica, come le immagini d’epoca di un Puccini privato nella sua Torre del Lago.
Dalla mostra, in primis omaggio a Lucca, emerge un Puccini inedito, uomo di grande spirito e dai tipici estro e humor toscani, e i contatti che aveva col mondo dell’arte riflettono questa sua caratteristica: la maggior parte dei lavori che lo ritraggono (come in quelli di Galileo Chini o di Luigi De Servi) lo vedono in atteggiamenti diversi ma mostrano una personalità a prima vista così diversa dalle sue composizioni, lontano da quel mondo onirico che emerge dalle sue opere.
A tal proposito, in mostra una sezione vede come protagonista assoluto proprio un inedito Puccini disegnatore: amante del disegno, si dilettava soprattutto in autocaricature e caricature di amici.

Proveniente dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, tra i prestiti eccezionali la “Sinfonia della Luna” opera del Nomellini, esposta alla Biennale di Venezia nel 1899 e mai uscita dalle sale di ‘Ca Pesaro. Ma anche i gessi inediti dei rilievi di Antonio Maraini, ritratti inediti di Puccini di grandi artisti prima sconosciuti e scoperti in occasione delle ricerche fatte per questa mostra.

Chiude questo viaggio il cappotto di Puccini, orientato verso l’uscita, che sembra volerci salutare.
È lui che se ne va…
Per sogni e per chimere è una ricerca che regala suggestioni, capolavori e spunti di riflessione realizzata dalla Fondazione Ragghianti con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, in collaborazione con la Fondazione Giacomo Puccini, il Centro studi Giacomo Puccini con l’allestimento della famosa scenografa Margherita Palli.
La mostra sarà visitabile fino al 23 settembre 2018 presso la di Lucca ed è curata da Fabio Benzi, Paolo Bolpagni, Maria Flora Giubilei e Umberto Sereni.

Didascalie immagini

  1. Giovanni Boldini, Ritratto di Giacomo Puccini, 1898. Matita su carta, 20×20 cm. Fondazione Simonetta Puccini per Giacomo Puccini. Photo Ghilardi, Lucca
  2. Lina Rosso, Puccini al piano, 1918. Olio su tavola, 50×57 cm. Fondazione Simonetta Puccini per Giacomo Puccini. Photo Ghilardi, Lucca
  3. Galileo Chini, Paravento per la scenografia della Turandotallestita nella Sala Moresca del Grand Hotel et de Milan di Salsomaggiore Terme, 1926. Tempera su tela, 199x225x3 cm. Collezione privata, Parma
  4. Gaetano Previati, Notturno (Il silenzio), 1908. Olio su tela, 168×203 cm. Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, Gardone Riviera (Brescia)
  5. Giacomo Puccini, Autoritratto, lettera a Luigi Illica, seconda decade di ottobre del 1895. Foglio con disegno, 21×14,5 cm. Biblioteca comunale Passerini-Landi-Fondo Antico, Piacenza / Leonetto Cappiello, Caricatura di Giacomo Puccini, 1898. Carboncino su carta, 21×13,3 cm. Fondazione Simonetta Puccini per Giacomo Puccini. Foto Ghilardi, Lucca
  6. Plinio Nomellini, Sinfonia della luna, 1899.Olio su tela, polittico di quattro dipinti, 174×346 cm (105×125 cm, 106×62 cm, 39×50 cm, 105×125 cm). Fondazione Musei Civici di Venezia, Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro 2018 © Archivio Fotografico – Fondazione Musei Civici di Venezia

IN COPERTINA
Emilio Sommariva, Giacomo Puccini. Stampa fotografica al carbone su carta, 24×18 cm. Biblioteca Nazionale Braidense, Milano
[particolare]

Orario:
da martedì a domenica
dalle ore 10:00 alle 19:00

Dove e quando

Evento: Per sogni e per chimere. Giacomo Puccini e le arti visive
  • Fino al: – 23 September, 2018
  • Sito web