È ormai consuetudine consolidata che la stagione estiva sia un momento unico a Firenze per aprire le porte del Forte Belvedere che, grazie alla direzione artistica di Sergio Risaliti, da cinque anni continua ad attrarre un pubblico sempre più numeroso ospitando opere e artisti contemporanei.
Dopo le esposizioni di Zhang Huan, Giuseppe Penone, Antony Gormley, Jan Fabre, Ytalia ed Eliseo Mattiacci che dal 2013 a oggi hanno portato al Forte oltre settantamila visitatori, il 2019 celebra due grandi esponenti dell’arte contemporanea italiana.

All’interno e negli spazi aperti che accolgono questo magnifico scrigno rinascimentale – già in sé opera d’arte per la sua privilegiata posizione che domina il centro di Firenze e per il fascino del contesto ambientale in cui è inserito – fino al 20 ottobre è possibile godere di due mostre apparentemente non dialoganti tra loro ma, invece, legate da una particolare combinazione di linguaggi e codici figurativi: A perfect day di Massimo Listri e My Land di Davide Rivalta.
Dalla fotografia al disegno e alla scultura: due progetti, due personali tutt’altro che innocenti e lontane dalla casuale creatività, bensì cariche di una profonda consapevolezza che invita a un’intima riflessione.

Distribuite all’interno delle sale al primo piano della fortezza medicea, le opere di Massimo Listri – maestro fiorentino della fotografia architettonica e d’ambiente – catturano quasi con malinconia lo sguardo del visitatore proiettandolo all’interno di opere architettoniche del Rinascimento fiorentino senza tempo.

Una galleria di venticinque vedute fiorentine, tutte realizzate indoor e di grande formato, che Listri ha realizzato al Convento di San Marco, agli Uffizi, a Palazzo Vecchio e anche nella Sagrestia Nuova di San Lorenzo. Proprio quest’ultima, capolavoro architettonico di Michelangelo, viene restituita in uno scatto panottico dell’ambiente diviso in quattro scene.
Immagini di luoghi tatuati sulla trama del tempo, immobili e “altrove” rispetto all’incombente presenza umana che caratterizza, invece, altre immagini concettuali che Listri ritaglia da spazi industriali e che fanno da contraltare.
Attraverso i suoi scatti il “profeta in patria” si oppone a quell’idea di un’ormai ‘musealizzata’ Firenze, sempre più succube di quell’immagine commerciale e turistica che la relega all’interno di una cartolina.
Ce la restituisce quindi portandola fuori tempo, dove assoluto e magnificenza sono ancora vivi e irraggiungibili come linguaggio, come codice, piuttosto che fossilizzati nell’illusione di uno stile.
Come afferma il direttore artistico della sede e curatore Sergio Risaliti, entrambe le rassegne “mettono in gioco lo stupore e la meraviglia, l’ineludibile diversità e distanza dell’altro, quella della magnificenza negli spazi storici e quella della regalità all’aperto, dominati dalla presenza della bellezza artistica in un caso e dello spirito animale nell’altro.“

Infatti, a far da ponte tra interno ed esterno del Forte Belvedere, troviamo l’arte più “naturale” di Davide Rivalta che trasforma in una grotta di Lascaux le quattro sale del seminterrato del Palazzo grazie a un wall drawing con disegni site specific. Qui un’invasione selvaggia di grandi figure di volatili quasi abbozzate graficamente come fossero preistorici disegni parietali, accompagna all’interno di un vorticoso librarsi di corpi e ali.
Poi un rinoceronte, al centro di una sala, sembra voltarsi verso la luce della porta d’ingresso, quasi a suggerire al visitatore un intento a cogliere l’invito che proviene dall’esterno dove, nella grande terrazza che guarda Firenze e sui bastioni, dodici grandi sculture in bronzo ritraggono nella loro essenza bufale, rinoceronti e lupi includendo il contesto ambientale nell’opera d’arte.
Appollaiata su un punto panoramico, un’aquila invece invita il pubblico a emularla.

Quello di Rivalta è un processo scultoreo che incorpora in un linguaggio informe la dimensione altra dell’animale nel suo essere non umanizzato, con tutta la sua energia indomita.
L’artista scarta la mimesi senza mai rinunciare alla riconoscibilità del soggetto con l’intento di “trasmettere la vibrazione del miracolo della natura, di fermare la vita senza toglierla, riuscendo nella verosimiglianza naturalistica così come nell’infinita sospensione di un istante”, come lui stesso dichiara. Un’empatia che raggiunge il suo massimo grazie a un attento lavoro sul posizionamento della scultura nello spazio pubblico, sia all’aperto sui bastioni che all’interno dell’edificio storico.

Oltre che al Forte, le sculture di Rivalta invadono anche lo spazio esterno della Cavea del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino dov’è presente un secondo rinoceronte e un orso occupa invece il loggiato del Museo Novecento.
Quest’anno il Forte, solitamente chiuso, riapre al pubblico con una novità: la “stanza del tesoro”, un ambiente finora rimasto nascosto perché segreto, in cui era custodito il tesoro di famiglia dei Medici. Una stanza sotterranea al suo tempo protetta da trappole difensive collegate al congegno di apertura: un sito carico di fascino e di mistero, che arricchisce il patrimonio di preziose testimonianze di architettura militare e civile.
Didascalie immagini
- Massimo Listri, Interno di Palazzo Pitti
- Massimo Listri. Foto
© Nicola Neri - Massimo Listri, allestimento mostra “A perfect day”, Forte di Belvedere – Firenze.
Foto © Nicola Neri - Davide Rivalta.
Foto © Nicola Neri - Davide Rivalta, Aquila, allestimento mostra “My Land”, Forte di Belvedere – Firenze.
Foto © Nicola Neri - Davide Rivalta, Bufale, allestimento mostra “My Land”, Forte di Belvedere – Firenze.
Foto © Nicola Neri
IN COPERTINA
Massimo Listri, Interno di Palazzo Vecchio, Sala del Mappamondo
[particolare]
Dove e quando
Evento: MASSIMO LISTRI “A perfect day” e DAVIDE RIVALTA “My land”
- Fino al: – 20 October, 2019
- Sito web