Difficile dire quanto la pubblicità condizioni quotidianamente la nostra vita perché, se è facile prendere le distanze da quella palese, estremamente complesso, in particolare per bambini e adolescenti, è difendersi da quella occulta. Sempre più spesso guardiamo con ammirazione e invidia il cartellonismo del Diciannovesimo Secolo e suscitano sempre grande interesse le mostre su gli “avvisi figurati” (così chiamati allora) che, affissi a muri e palizzate, mutarono il volto delle città con il loro vivace cromatismo, segnando anche in Italia la nascita di quell’arte della pubblicità sintonizzata su quanto il “modernismo” internazionale andava proponendo nelle arti applicate sotto i vari nomi di Jugendstil, Modern Style, Art Nouveau, Liberty.

In corso a Trieste una bella monografica dove rivive l’intero arco della produzione di Leopoldo Metlicovitz fra i maestri italiani e autore di decine di manifesti memorabili, dedicati a prodotti commerciali e industriali, ma anche a grandi eventi come l’Esposizione internazionale di Milano del 1906, a famose opere liriche (Madama Butterfly, Manon Lescaut, Turandot) e a film dell’epoca del muto (primo fra tutti Cabiria, storico precursore del kolossal).

Leopoldo Metlicovitz (Trieste, 17 luglio 1868 – Ponte Lambro, 19 ottobre 1944) con artisti quali Hohenstein, Laskoff, Terzi e al più giovane concittadino Marcello Dudovich (di quest’ultimo fu il “maestro”) operò per decenni alle Officine Grafiche Ricordi di Milano, dopo un avvio come pittore paesaggista nella città natale e un apprendistato come litografo (professione ereditata dal padre) in uno stabilimento grafico di Udine.

Fu per l’intuito di Giulio Ricordi, che Metlicovitz poté esplicare, dagli ultimi anni dell’Ottocento, tutte le proprie potenzialità espressive, non solo come grande esperto dell’arte cromolitografica, ma anche come disegnatore e inventore di quegli “avvisi figurati” come quelli esposti in occosione del 150° anniversario della nascita, nella la prima grande retrospettiva “Metlicovitz. L’arte del desiderio. Manifesti di un pioniere della pubblicità” allestita al Civico Museo Revoltella e al Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” fino al prossimo 7 marzo, per poi passare al Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso dal 6 aprile al 18 agosto 2019.

Promossa e realizzata dal Comune di Trieste – in collaborazione con Polo Museale del Veneto e con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, è stata curata dallo storico dell’arte e scrittore Roberto Curci e diretta da Laura Carlini Fanfogna, direttrice del Servizio Musei e Biblioteche, e da Marta Mazza, direttrice del Museo Nazionale Collezione Salce – la mostra presenta settantatre manifesti (alcuni di dimensioni “giganti”), tre dipinti e una ricca selezione di “grafica minore” (cartoline, copertine di riviste, spartiti musicali). Organizzata in otto sezioni, sette delle quali ospitate presso il Civico Museo Revoltella e una – dedicata ai manifesti teatrali per opere e operette – nella Sala Attilio Selva al pianterreno di Palazzo Gopcevich, sede del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”.

Le opere provengono per la gran parte dal Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso (sessantotto manifesti), oltre che dalle collezioni civiche (Civico Museo Revoltella e Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”) e da raccolte private. Il Curatore sottolinea: “La produzione cartellonistica di Metlicovitz, così come quella dell’amico Dudovich, fu particolarmente intensa negli anni precedenti la Grande Guerra, con la creazione di autentici capolavori rimasti a lungo nella memoria visiva degli italiani e a tutt’oggi largamente citati e riprodotti in ogni studio sull’evoluzione del messaggio pubblicitario del Novecento.

A questo eccellente artista, caratterialmente schivo ed estraneo ad ogni mondanità, alle prove – affascinanti per verve ed eleganza stilistica – da lui devolute sia a realtà commerciali come i popolari Grandi Magazzini napoletani dei Fratelli Mele sia all’universo musicale e teatrale, spiritualmente a lui congeniale (conoscente di Verdi, fu amico soprattutto di Puccini), è dedicata questa mostra che si propone di rappresentare il “tutto Metlicovitz”, straordinario cartellonista, certo, ma anche eccellente pittore ed efficace grafico e illustratore
”.

Accompagna la mostra è corredata da un raffinato catalogo, a cura di Roberto Curci e Marta Mazza edito da Lineadacqua.

Didascalie immagini 

  1. Leopoldo Metlicovitz: «La Sera», 1898, cromolitografia su carta, 54,3 x 94 cm. Museo Nazionale Collezione Salce, Treviso
  2. Leopoldo Metlicovitz: Distillerie Italiane – Apparecchi a gas d’alcool, 1899, cromolitografia su carta, 140,1 x 99,2 cm. Museo Nazionale Collezione Salce, Treviso
  3. Leopoldo Metlicovitz: Madama Butterfly, 1904, cromolitografia su carta, 151,4 x 110 cm. Museo Nazionale Collezione Salce, Treviso
  4. Leopoldo Metlicovitz: Inaugurazione Sempione – Esposizione Internazionale Milano, 1906, cromolitografia su carta, 102,4 x 69,5 cm. Museo Nazionale Collezione Salce, Treviso
  5. Leopoldo Metlicovitz: Sauzé Frères, 1908-10, cromolitografia su carta, 110,1 x 79,6 cm. Museo Nazionale Collezione Salce, Treviso
  6. Leopoldo Metlicovitz: Sogno d’un valzer, 1910, cromolitografia su carta, 199 x 99 cm. Museo Nazionale Collezione Salce, Treviso
  7. Leopoldo Metlicovitz: Il ragno azzurro, 1916, cromolitografia su carta, 206 x 145 cm. Museo Nazionale Collezione Salce, Treviso

In copertina un particolare di:
Leopoldo Metlicovitz: Sauzé Frères, 1908-10

 

 

Sedi

  • Trieste fino al 17 marzo 2019
    Civico Museo Revoltella
    e
    Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”
     
  • Treviso dal 6 aprile al 18 agosto 2019
    Museo Nazionale Collezione Salce 

Dove e quando

Evento: Trieste e Treviso
  • Fino al: – 18 August, 2019